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Come fare a capire se si è avuto il Covid-19? I sintomi che durano nel tempo

Ultimo aggiornamento – 26 marzo, 2021

Coronavirus e segni
Indice

Nuovo Coronavirus in Italia: quando ha fatto la sua comparsa nel nostro Paese? Difficile dirlo. Ormai, quel che è certo è che il primo caso individuato non corrisponde al reale primo "paziente 1". Si parla, infatti, della circolazione del virus già durante la fine del 2019 e molti sono i soggetti che dichiarano di aver manifestato sintomi sospetti e che, oggi, risultano compatibili con un’infezione da SRS-CoV-2.

La domanda che sorge spontanea è: come fare a capire se si è avuto il Covid-19?

La prima risposta, ovviamente, è quella di eseguire il test sierologico, in grado di rilevare l'eventuale presenza di anticorpi (igG e igM) del virus, tramite una semplice analisi del sangue. 

Esistono, però, dei sintomi meno comuni del Coronavirus che, a distanza di mesi, stanno assumendo dei contorni meglio definiti. 

Geloni e nuovo Coronavirus

Alcuni pazienti hanno manifestato rush cutanei a seguito dell'infezione. Con maggior precisione, parliamo del 5-10% dei casi di Covid-19. Le eruzioni sono state paragonate a una sorta di geloni - o "alluce da Covid" - (eritema pernio) pruriginosi e dolorosi.  

Lesioni del cavo orale e Covid-19

Anche la bocca è stata interessata da lesioni generate dal SARS-CoV-2. A sostenerlo, un team di studiosi del King’s College di Londra e il professor Tim Spector, epidemiologo e coautore della ricerca, ha descritto in alcuni pazienti "cambiamenti della lingua, tra cui dolore, scolorimento, gonfiore o una strana consistenza". 

Gli stessi segni sono stati evidenziati dagli esperti della britannica Society of Medicine che hanno parlato di "un gonfiore acuto della lingua, che si verifica come parte di una sindrome il cui nome medico è glossite" e, ancora "uno scolorimento, che può anche essere conosciuto, più comunemente che dal punto di vista medico, come ‘lingua a fragola’ o ‘lingua a lampone".

Stanchezza e SARS-CoV-2 

Più nota la sensazione di affaticamento legata al virus. Il disturbo è stato associato a una sindrome da fatica cronica post-virale in oltre il 50% dei pazienti (fonte, Saint James Hospital di Dublino); tale astenia si è manifestata in modo più o meno grave, a seconda della gravità stessa della malattia.  

Disturbi gastrointestinali

Mal di pancia e diarrea (e in alcuni casi vomito) non sono mancati nei pazienti colpiti dal Coronavirus. Ad affermarlo, anche uno studio reso pubblico sull’American Journal of Gastroenterology.

Congiuntivite e Coronavirus

Le infezioni oculari hanno riguardato circa il 3% delle persone con l'infezione. Ma in che modo compaiono? Secondo le osservazioni cliniche, i pazienti mostrano occhi simili a quelli dei pazienti allergici (congiuntivite allergica), con un arrossamento esterno più che interno. 

Caduta dei capelli e Covid

Lo si sta notando soprattutto ultimamente: la caduta dei capelli è un sintomo del Coronavirus

La condizione è nota col nome scientifico di telogen effluvium e può continuare per settimane (o mesi!). Si parla di una perdita di 3 volte superiore alla norma. 

Perdita del gusto e dell’olfatto per il Covid-19

Ormai lo sanno tutti: l'anosmia e la disgeusia sono sintomi di Covid-19. Si tratta di condizioni transitorie (anche più di due settimane) causate da un danneggiamento dei neuroni sensitivi del sistema nervoso centrale. Il Coronavirus, dunque, viaggia un bel po' all'interno dell'organismo, prima di perdere potenza. 

Perdita dell’udito e acufene

Non tutti ne sono consapevoli, ma alcuni ricercatori britannici della Ruskin University hanno scoperto che il nuovo Coronavirus può provocare disturbi all’udito, anche per un lungo periodo, e l’acufene

In particolare, gli studiosi hanno evidenziato un clinico peggioramento dell’acufene in ben il 40% dei pazienti esaminati. 

Coronavirus e nebbia mentale

Ultimo, ma non meno importante segno del "passaggio" del virus è la nebbia mentale. Si tratta di un disturbo a lungo termine che impedisce di essere lucidi e vigili al 100%. 

Alcuni pazienti, infatti, sostengono di avvertire problemi “a pensare chiaramente” anche dopo mesi dalla fine della malattia, come raccontato in uno studio pubblicato sulla rivista di neurologia Brain. Questo è spia di complicanze neurologiche su cui si sta ancora indagando. 

Vuoi saperne di più? Ascolta il podcast su Covid-19: un anno dopo.

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