Come si esegue e quando sottoporsi a un ecocolordoppler cardiaco

Cristian Padovano | Biologo

Ultimo aggiornamento – 27 Agosto, 2019

Ecocolordoppler cardiaco: come si esegue, come funziona, quando farlo

L’ecocolordoppler cardiaco, o ecocardio, è una metodologia strumentale ecografica non invasiva, indolore, utilizzata principalmente per la diagnosi delle malattie cardiache.

Attraverso l’uso di ultrasuoni, del tutto innocui per la salute del paziente, permette di visualizzare su un monitor il cuore in tutte le sue parti. In particolare, questo esame permette di visualizzare le camere cardiache (atri e ventricoli), di misurarne le dimensioni e di valutare lo stato delle valvole cardiache. Ma come si esegue un ecocolordoppler cardiaco? A cosa serve? Quando farlo?

Come funziona un ecocolordoppler cardiaco

L’ecodoppler è indicato per lo studio delle strutture vascolari: infatti, grazie alla colorazione effettuata mediante calcolatore, si può studiare il movimento e la direzione del flusso sanguigno.

Il principio di funzionamento si basa sull’associazione in tempo reale di un’immagine ecografica bidimensionale con un segnale Doppler pulsato: una sorgente di onde sonore, generalmente ultrasuoni, viene orientata per poi essere riflesse con una nuova frequenza, a seconda della velocità vettoriale delle particelle sanguigne, rilevata ed elaborata in modo da ottenere tale misura di velocità.

Convenzionalmente, il colore rosso è attribuito alle strutture in avvicinamento alla sonda, mentre il blu per quelle in allontanamento. In generale, il colore permette all’operatore di esaminare le caratteristiche del flusso sanguigno, come la velocità e la portata. Altre importanti informazioni fornite dall’ecocolordoppler sono:

  • Contrattilità del miocardio
  • Morfologia delle cavità e delle valvole
  • Flusso ematico all’interno dell’organo

Come si esegue un ecocolordoppler cardiaco

L’ecocardiografia va eseguita a riposo: il paziente non deve compiere sforzi fisici per almeno 20 minuti prima dell’esame. Inoltre, il giorno prima dell’esame vanno evitati i pasti abbondanti e la caffeina. Non bisogna sottoporsi all’esame in caso di anemia grave o febbre. L’esame è assolutamente indolore, innocuo (gli ultrasuoni non sono nocivi e può essere eseguito anche dalle donne in gravidanza) e richiede circa 20-30 minuti.

L’esame viene eseguito facendo sdraiare il paziente sul lettino: il medico appoggia la sonda ecografica sul torace, in corrispondenza del cuore e dei principali vasi cardiaci, utilizzando un gel per migliorare l’adesione dello strumento. Il monitor visualizza l’immagine ecografica, derivata dalla trasformazione degli impulsi sonici in segnali elettrici. Durante l’esame, al paziente può essere chiesto di cambiare posizione o di trattenere il respiro.

Quando farlo

Questo esame diagnostico è richiesto, insieme all’elettrocardiogramma, in numerose situazioni. L’ecocardiografia va eseguita in ogni paziente in cui si sospettino patologie cardiache quali:

  • Stenosi valvolari
  • Disfunzioni ventricolari
  • Gravidanza a rischio
  • Pericarditi
  • Aneurismi dell’arco aortico
  • Infarto del miocardio
  • Dispnea

L’ecocolordoppler permette di diagnosticare le situazioni patologiche sospette, sintomatiche o asintomatiche, confermando o escludendo il sospetto clinico.

Situazioni comuni in cui si esegue l’ecocardiografia riguardano sincopi o ipertensione arteriosa, anche lieve, che potrebbero presentare un’ipertrofia del ventricolo sinistro. Un’altra situazione sono le apnee notturne, che comportano un progressivo affaticamento del cuore. Alcune condizioni fisiche, invece, come l’obesità, possono impedire all’esame di raggiungere la sua massima efficacia e, in tal caso, può essere necessario ripeterlo o eseguirne di ulteriori.

Cristian Padovano | Biologo
Scritto da Cristian Padovano | Biologo

Da sempre curioso della scienza e della divulgazione scientifica, pronto a condividere ogni nozione in mio possesso nella maniera più semplice e chiara possibile. Sono un biotecnologo medico, laureato presso l'Università del Salento.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
cosa fare in caso di pressione bassa
Pressione bassa: rimedi utili per prevenirla e trattarla

La pressione bassa è una condizione per cui i livelli pressori scendono al di sotto dei valori 90-60. Quali sono i rimedi per alzarla e cosa fare subito?

icon/chat