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Coronavirus: perché tutti stanno richiedendo il saturimetro

Ultimo aggiornamento – 14 Aprile, 2020

Il saturimetro (noto anche come pulsiossimetro o ossimetro) è un dispositivo medico, di recente diventato un prodotto molto ricercato dai consumatori italiani durante questo periodo di isolamento domiciliare e di misure contenitive del nuovo Coronavirus. 

Una situazione analoga alla caccia alle mascherine e gel igienizzanti delle scorse settimane, con enormi incrementi di prezzo sui vari siti di e-commerce. Questo anche a seguito delle dichiarazioni di Mario Balzanelli, presidente del 118, che ribadiva la necessità di "fornire un saturimetro a tutte le persone in isolamento domiciliare obbligatorio". Questo, infatti, "consentirebbe di non aspettare l’insufficienza respiratoria acuta per intervenire ed eviterebbe tante morti".

Ma cos’è il saturimetro? 

Il saturimetro è uno strumento che serve per misurare la concentrazione di emoglobina espressa in percentuale, ossia i livelli di ossigeno presenti nel sangue e individuare quindi in maniera rapida un possibile stato di dispnea, che rientra tra i sintomi gravi del Covid-19. 

Più nello specifico, si tratta di un utensile a forma di molletta che viene utilizzato per rilevare la quantità di ossigeno nel sangue una volta posizionato all’estremità delle dita. La misura dell’ossigeno nel sangue consentirebbe quindi alle persone in isolamento domiciliare obbligatorio di poter avvertire tempestivamente il 118, prima di arrivare a insufficienza respiratoria acuta

Tra le complicazioni dovute al nuovo Coronavirus, ricordiamo inoltre anche la desaturazione, ossia la riduzione della quantità di ossigeno trasportata dai globuli rossi. Ed anche questo è un dato particolarmente importate. 

Come funziona il saturimetro?

Il saturimetro viene applicato all’estremità della falange del paziente oppure anche ai lobi delle orecchie. I risultati appaiono sul display del dispositivo:

  • Valori superiori a 96% sono considerati normali
  • Valori compresi tra 90% e il 95% indicano una condizione relativamente preoccupante
  • Valori inferiori all’85% sono associati a una grave ipossia

A questo proposito è però bene ribadire che il saturimetro non è equiparabile a un termometro. La saturazione sanguigna è infatti un valore relativo, che va interpretato da esperti e non dai civili: da 90% a 100% infatti, intercorre un intervallo di dati che a un profano possono sembrare del tutto irrisori, ma che invece possono invece indicare valori normali oppure patologici. 

Dunque il suo utilizzo sotto la supervisione del medico è fondamentale, e la sua assenza e le diagnosi fai-da-te possono invece ingenerare panico e un’errata interpretazione dei dati.

In ogni caso, i valori dell'ossiometro interpretati da un esperto sono ovviamente utili. Il livello di saturazione dell’ossigeno nel sangue inizia infatti a calare molto prima che si manifestino sintomi quali dispnea e insufficienza respiratoria, conseguenza della polmonite bilaterale interstiziale.

L’ausilio del saturimetro sempre secondo Balzanelli potrebbe consentire una ospedalizzazione tempestiva, fornendo le cure necessarie e prevenendo l'aggravarsi delle condizioni del paziente. Egli infatti ribadisce che “la condizione di insufficienza respiratoria va rilevata nelle fasi cliniche assai precoci, quando non sono ancora avvertite, ma sono comunque evidenziate dalla precoce riduzione della quantità di ossigeno trasportata in circolo dai globuli rossi (desaturazione). Ecco perché un saturimetro permetterebbe alla Centrale Operativa del 118 di intervenire in tempo salvando vite”. 

Tuttavia, l'appello di Balzanelli ha comportato, come si ricordava, una corsa ai saturimetri. Il rischio è ora quello di una scarsa reperibilità per le persone che lo necessitano sicuramente, ossia quelle in isolamento a causa del Covid-19 e in generale i pazienti con difficoltà respiratorie per patologie pregresse. 

L’invito rimane quindi, ancora una volta, quello di non eccedere in comportamenti ansiosi laddove non necessario, di munirsi della corretta strumentazione solo in caso di necessità o sospetta necessità e, infine, quello di ricorrere ai professionisti sanitari, telefonicamente o anche tramite il videoconsulto, per dubbi, conferme e diagnosi corrette.

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