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Reflusso gastroesofageo: come prevenirlo a tavola (e non solo)

Ultimo aggiornamento – 04 novembre, 2016

reflusso gastroesofageo: i sintomi
Indice

Nel mondo moderno, sempre più spesso molti di noi si trovano costretti a trasformarsi in veri e propri equilibristi per destreggiarsi al meglio tra gli impegni infiniti che affollano le giornate.

Ci troviamo così a incastrare un caffè con gli amici tra lo stress del lavoro e la snervante attesa dell’autobus per rientrare a casa. Siamo diventati multitasking in tutto, ma in questo tran tran quotidiano il nostro organismo è il primo ad essere trascurato che sottoposto a ritmi frenetici può darci dei campanelli di allarme per avvisarci del nostro malessere.

Tra i disturbi più comuni delle generazioni moderne, troviamo malattie dell’apparato digerente, sensibilissimo ai cambiamenti del nostro stile di vita e della nostra alimentazione. Una delle patologie più diffuse è il reflusso gastrico: una condizione con cui molte persone convivono senza dargli la giusta attenzione.

Scopriamo insieme qualcosa di più sul reflusso gastroesofageo per prevenirlo, curarlo e non sottovalutarlo.

Cos’è il reflusso gastro esofageo?

Il reflusso gastroesofageo, o semplicemente reflusso gastrico, è un evento comune che si verifica anche più volte al giorno sia nei bambini che negli adulti e consiste nella risalita di cibo dallo stomaco verso l’esofago, un canale lungo circa 30 cm che collega la parte inziale del nostro canale alimentare con la sede di distruzione dei cibi, lo stomaco appunto.

Nella maggior parte dei casi il reflusso gastroesofageo è del tutto innocuo e non provoca né fastidio né sintomi particolari. Quando questo fenomeno naturale aumenta di intensità o porta con sé vari effetti, tra cui i più classici sono nausea, vomito e bruciore a livello dello sterno, allora si parla di vera e propria malattia da reflusso.

Quali sono le cause della malattia da reflusso?

Il reflusso gastroesofageo è un sintomo piuttosto comune; può essere passeggero, provocato magari da un pasto troppo abbondante, o in alcuni casi cronico, evenienza che può nascondere malattie più serie. Le cause principali che provocano il reflusso gastrico sono molte, tra queste troviamo:

  • Problemi anatomici: nei bambini spesso il reflusso è dovuto a un’insufficienza della valvola che segna il passaggio dall’esofago allo stomaco, il cardias, che generalmente si adatta nel giro di poco tempo e riprende la sua normale funzione, impedendo il reflusso. Nell’adulto invece questo problema è più comunemente causato da un’insufficienza della valvola esofagea, che normalmente si apre per far passare il cibo nello stomaco. Negli adulti, i casi più gravi di reflusso gastroesofageo causati da questa valvola vengono risolti tramite un intervento chirurgico.
  • Obesità: le persone molto sovrappeso o obese hanno una pressione maggiore a livello del loro addome che va a premere sullo stomaco portando a una risalita dei succhi gastrici. Per lo stesso motivo, anche le donne durante la gravidanza soffrono spesso di reflusso a causa della compressione di tutto l’addome.
  • Squilibri del pH: il pH dello stomaco è molto acido, caratteristica che gli permette di sciogliere e aggredire i cibi che noi introduciamo. La saliva invece ha un ph basico: una volta deglutita, infatti, va a lubrificare l’esofago e a proteggerlo dall’eccessiva acidità del succo gastrico che risale durante il reflusso. Se questi delicati equilibri si alterano, a causa di altre malattie o di un’alimentazione non adeguata, gli effetti del reflusso gastroesofageo si acuiscono.

Come curare il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo può essere comunemente trattato somministrando al paziente, sotto somministrazione medica, dei farmaci anti-reflusso che vanno a contrastare l’eccessiva produzione di succhi gastrici nello stomaco.

Queste terapie sono fondamentali per risolvere la malattia da reflusso nei neonati o nei bambini. Nel caso degli adulti, invece, e sempre dopo un’apposita valutazione da parte del medico curante, oltre alla terapia con i farmaci si possono mettere in campo una serie di cambiamenti nel proprio stile di vita che possono prevenire o alleviare il reflusso.

Tra gli accorgimenti raccomandati a questo scopo troviamo:

  • Dieta bilanciata e specifica: chi soffre di reflusso dovrebbe evitare di mangiare alimenti troppo grassi o piccanti come piatti speziati, ma anche sughi, salumi, fritture o dolci eccessivamente calorici e farciti. Attenzione anche alle verdure, in particolare al pomodoro che a causa della sua acidità è un nemico di chi soffre di reflusso o di gastriti. Tra le bevande off-limits sono da inserire tutte le bevande gassate, zuccherate e gli alcolici, ipercaloriche e con bassissimo valore nutrizionale che come gli altri alimenti danneggiano lo stomaco, irritandone la mucosa e stimolando una produzione eccessiva di succhi gastrici.
  • Smettere di fumare: il fumo danneggia tutto il nostro corpo, stomaco incluso; la mucosa gastrica viene come erosa, si assottiglia e porta ad una cattiva digestione.
  • Bere molta acqua: bere molta acqua aiuta a mantenere idratato lo stomaco e favorisce la produzione di saliva. È preferibile bere lontano dai pasti, per non appesantire la digestione.
  • Fare attività fisica: praticare attività fisica in maniera regolare aiuta a ridurre il proprio peso corporeo, ad alleviare la tensione accumulata durante la giornata e porta beneficio a tutto il corpo. Che si tratti di una camminata leggera di mezz’ora a fine pasto o di un’attività fisica più intensa, il beneficio sarà evidente.
  • Tisane: in erboristeria si possono trovare molti infusi e tisane con erbe naturali che alleviano il bruciore da reflusso, calmando la sensazione di fastidio e favorendo la digestione. Provate tisane alla malva o alla liquirizia che hanno proprietà emollienti sulla mucosa gastrica.

Uno stile di vita sano, con un’alimentazione corretta e attività fisica regolare aiutano a prevenire il reflusso gastroesofageo. Se i sintomi si aggravano o persistono per lungo tempo, consultate il vostro medico curante che saprà suggerirvi i farmaci più adatti ed eventuali esami di approfondimento.

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