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Sideremia bassa: come accorgersi? Cosa fare?

Chiara Tuccilli | Biologa e Dottore di Ricerca in Scienze Endocrinologiche

Ultimo aggiornamento – 24 Aprile, 2019

Sideremia bassa: come accorgersi? Cosa fare?

Il ferro è un elemento importantissimo per garantire il buon funzionamento dell’organismo. Basti pensare che senza di esso non sarebbe impossibile produrre l’emoglobina, la proteina presente nei globuli rossi che trasporta l’ossigeno, così come la mioglobina, presente nei muscoli.

Per essere disponibile in tutti i tessuti che lo utilizzano, il ferro viene trasportato nel sangue da una proteina chiamata transferrina. La quantità di ferro legata alla transferrina nel sangue è chiamata sideremia e il dosaggio viene richiesto dal medico quando sospetta che possano esservi delle alterazioni (aumento o diminuzione) della quantità di ferro nell’organismo.

Tra l’aumento e la diminuzione della sideremia è più comune la seconda condizione, ma è possibile accorgersi di avere la sideremia bassa?

I sintomi della sideremia bassa

I sintomi della sideremia bassa sono correlati al fatto che questo preziosissimo elemento lega l’ossigeno che deve essere trasportato ai tessuti. Meno ferro in circolo equivale a una peggiore ossigenazione.

In caso di sideremia bassa, non è raro sperimentare tachicardia e aumento della frequenza respiratoria perché si tratta di fenomeni compensatori della ridotta ossigenazione.

Il cuore e i polmoni tentano infatti di far circolare una maggiore quantità di ossigeno per garantirne un adeguato apporto ai tessuti. Tra i tessuti che più soffrono la ridotta disponibilità di ossigeno vi è quello nervoso, quindi mal di testa, capogiri, vertigini, stanchezza e difficoltà di concentrazione sono sintomi che si manifestano con una certa frequenza quando la sideremia è bassa.

A livello di cute e mucose si manifestano pallore, ulcerazioni e ragadi anali. Unghie e capelli tendono a diventare fragili: in particolare, le unghie possono assumere una forma a cucchiaio (coilonichia) e i capelli possono cadere più del normale. Altri sintomi che possono manifestarsi sono specifici per la causa che ha prodotto la riduzione dei livelli di ferro.

Gli esami da effettuare

Quando il medico sospetta una riduzione dei livelli di ferro nell’organismo richiede in primis il dosaggio della sideremia, è vero. Ma associa anche altri test. Il dosaggio della sideremia da sola, infatti, non offre al medico un quadro clinico sufficiente per stabilire la diagnosi. Questo perché la sideremia ha una discreta variabilità: i valori normali sono 70-170 μg/dL per l’uomo e 50-150 μg/dL per la donna (l’intervallo di riferimento è ampio anche per i bambini e i neonati).

Tra gli esami richiesti a supporto della sideremia vi sono i dosaggi di ferritina e transferrina. Con il dosaggio della ferritina è possibile valutare la quantità della riserva di ferro dell’organismo. Il ferro inutilizzato, infatti, viene immagazzinato in depositi tissutali da parte dell’organismo. La transferrina, come abbiamo già visto, è la proteina che lega il ferro e lo trasporta dal sito di assorbimento, cioè l’intestino, in circolo nell’organismo.

I dosaggi di ferro, ferritina e transferrina sono realizzati su un campione di sangue. Il prelievo va eseguito dopo un digiuno di almeno 8 ore, perché la concentrazione ematica del ferro può essere alterata dal consumo di alimenti ricchi di questo elemento.

Anche alcuni farmaci o integratori alimentari possono falsare il risultato del test, perciò è opportuno rivolgersi al proprio medico per un chiarimento e per valutare se è possibile sospendere l’assunzione nelle 24-48 ore prima del prelievo. Per le donne può aggiungersi un altro fattore, cioè le mestruazioni. Anche queste ultime possono alterare il test, poiché si tratta di un’emorragia e di una conseguente perdita di ferro. Pertanto, sarebbe meglio programmare il prelievo in un altro momento. Altri esami specifici possono essere richiesti dal medico per indagare le cause della sideremia bassa.

Perché la sideremia si abbassa

Diverse possono essere le cause di sideremia bassa, tra le quali una scarsa introduzione di ferro con la dieta.

Se la scarsa introduzione di ferro alimentare è cronica, i depositi di ferro si depauperano progressivamente e si instaura un’anemia da carenza di ferro.

Tra le altre cause vi sono i sanguinamenti ingenti o prolungati (tra cui rientrano anche le mestruazioni particolarmente abbondanti), la gravidanza e per i bambini una rapida crescita. Anche alcuni farmaci e sostanze endogene (cioè sostanze proprie dell’organismo) possono provocare una riduzione dei livelli di ferro, tra queste ultime vi sono gli ormoni ACTH (o corticotropina) e testosterone. Infine, anche alcune malattie croniche sono associate a sideremia bassa.

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