La vaccinazione è spesso associata all’infanzia, ma la protezione contro molte malattie richiede richiami periodici o può necessitare di recuperi in età adulta.
Le persone nate tra gli anni ’80 e la metà degli anni ’90, spesso identificate come Millennials, possono trovarsi in una situazione vaccinale meno uniforme rispetto alle generazioni successive.
Alcune vaccinazioni oggi incluse stabilmente nei calendari regionali non erano infatti sempre previste durante la loro infanzia o adolescenza.
Questo approfondimento riassume le principali vaccinazioni da verificare in età adulta, secondo le raccomandazioni generali del calendario vaccinale italiano.
Perché verificare lo stato vaccinale in età adulta
In età adulta può essere necessario:
- effettuare richiami periodici;
- completare cicli vaccinali non conclusi;
- recuperare vaccinazioni non eseguite in passato;
- valutare indicazioni specifiche in caso di gravidanza, patologie croniche, lavoro a rischio o viaggi internazionali.
La verifica dello stato vaccinale rappresenta una misura di prevenzione individuale e collettiva.
Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover
Come verificare la propria situazione vaccinale
Per effettuare una valutazione è consigliabile:
- Recuperare il libretto vaccinale personale, se disponibile;
- Contattare la ASL o il centro vaccinale di riferimento, che possono disporre dei registri storici;
- Consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), molti non sanno che oggi la propria storia vaccinale è spesso consultabile online in pochi click in molte regioni;
- Consultare il medico di medicina generale, che può valutare eventuali richiami o vaccinazioni di recupero;
In caso di documentazione incompleta, il medico può stabilire il percorso più appropriato.
Le vaccinazioni da controllare tra i 30 e i 45 anni (e oltre)
Di seguito le principali vaccinazioni raccomandate in età adulta secondo il calendario vaccinale nazionale, con particolare attenzione alla fascia tra i 30 e i 45 anni.
Richiamo difterite–tetano–pertosse (dTpa)
Il richiamo contro difterite, tetano e pertosse è raccomandato in età adulta ogni 10 anni.
La protezione contro queste malattie tende a ridursi nel tempo. In particolare:
- il tetano è causato da una tossina prodotta da un batterio presente nell’ambiente; tale tossina è prodotta in condizioni specifiche.
- la pertosse può manifestarsi anche in età adulta e rappresentare un rischio per i neonati;
- la difterite, sebbene rara, rimane prevenibile tramite vaccinazione.
La verifica della data dell’ultimo richiamo è uno dei primi controlli da effettuare.
Morbillo–Parotite–Rosolia (MPR)
La vaccinazione MPR prevede due dosi per garantire una protezione adeguata.
Alcuni adulti potrebbero aver ricevuto una sola dose oppure non disporre di documentazione certa. In assenza di evidenza di immunità (vaccinazione completa o malattia pregressa documentata), il medico può valutare un ciclo di recupero.
l morbillo in età adulta non è solo "una febbre con le macchie", ma ha un rischio di polmonite e complicanze neurologiche molto più alto che nei bambini. Questo motiva maggiormente al recupero delle dosi mancanti.
La rosolia è particolarmente rilevante per le donne in età fertile, per i possibili rischi in gravidanza.
Varicella
La vaccinazione contro la varicella non era uniformemente prevista nei calendari regionali durante gli anni dell’infanzia di molti adulti oggi tra i 30 e i 45 anni.
Nei soggetti che non abbiano avuto la malattia o non risultino vaccinati, può essere indicato un ciclo vaccinale.
La varicella in età adulta tende a essere più severa rispetto all’infanzia.
HPV (Papillomavirus umano)
Il vaccino contro l’HPV è stato introdotto nei programmi vaccinali italiani in epoca successiva rispetto all’infanzia di molti Millennials.
La vaccinazione può essere valutata anche in età adulta, in particolare nei soggetti non precedentemente vaccinati. L’HPV è associato a diverse patologie, incluse lesioni precancerose e tumori (non solo del collo dell’utero, ma anche anali, orofaringei e di altra sede), oltre ai condilomi genitali.
La valutazione deve essere personalizzata in base all’età e alla storia clinica.
Il vaccino oggi è nonavalente (protegge da 9 ceppi) ed è efficace anche in chi è già sessualmente attivo, sebbene il massimo beneficio si abbia prima dell'esposizione al virus. Molte Regioni offrono la gratuità o il co-pagamento (prezzo agevolato) fino ai 26 anni o per categorie a rischio (es. donne trattate per lesioni pre-cancerose)
Vaccinazione antinfluenzale
La vaccinazione contro l’influenza è raccomandata annualmente, in particolare per:
- persone con patologie croniche;
- donne in gravidanza;
- soggetti che convivono con persone fragili;
- operatori sanitari e lavoratori a rischio.
Anche negli adulti sani può contribuire alla riduzione delle complicanze e della trasmissione.
Pneumococco e Herpes Zoster
Le vaccinazioni contro pneumococco e Herpes Zoster sono generalmente raccomandate a partire dai 60–65 anni, secondo le indicazioni del calendario vaccinale.
Possono tuttavia essere indicate prima in presenza di condizioni cliniche specifiche, quali malattie croniche o immunodepressione.
Potrebbe interessarti anche:
- Morbillo, il ritorno che preoccupa: perché il 2026 segna una nuova svolta
- Vaccini, un'Italia divisa tra adesione e incertezza
- Perché reagiamo diversamente alle infezioni? Parliamo della "memoria" del sistema immunitario
Situazioni che richiedono particolare attenzione
Alcune condizioni personali o fasi della vita possono richiedere indicazioni vaccinali specifiche o un aggiornamento mirato dello stato vaccinale.
Gravidanza
Durante la gravidanza è raccomandata una dose di vaccino dTpa nel terzo trimestre, con l’obiettivo di proteggere il neonato nei primi mesi di vita contro la pertosse.
Alcune vaccinazioni (come MPR o varicella, se indicate) devono essere eventualmente eseguite prima del concepimento.
Condizioni lavorative
In ambito sanitario, scolastico o assistenziale possono essere richiesti controlli vaccinali specifici o richiami aggiuntivi, in base al livello di esposizione.
Viaggi internazionali
Determinati Paesi richiedono o raccomandano vaccinazioni specifiche (ad esempio epatite A, febbre gialla, tifo). È opportuno rivolgersi con anticipo ai servizi di medicina dei viaggi.
Per riassumere possiamo dunque confermare che la vaccinazione in età adulta rappresenta una componente essenziale della prevenzione. Per gli adulti tra i 30 e i 45 anni (e non solo), è particolarmente importante verificare:
- l’eventuale necessità di richiamo dTpa;
- la presenza di due dosi di MPR;
- lo stato vaccinale per varicella e HPV, se non effettuati in precedenza;
- le indicazioni specifiche per influenza, pneumococco o altre vaccinazioni in base a condizioni personali.
Le raccomandazioni possono variare in base alla storia clinica, alle condizioni di salute e alla Regione di residenza. Per una valutazione personalizzata è sempre indicato il confronto con il medico o con il servizio vaccinale competente.