Zecche nei gatti, come riconoscerle e cosa fare

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 11 Aprile, 2024

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Le zecche nei gatti, sia adulti sia più giovani, sono vettori di malattie che possono trasmettere virus, batteri e parassiti attraverso la loro puntura o morso, per essere più precisi. Ecco perché è bene saperle individuare e riconoscere il prima possibile, soprattutto nei gattini.

Questi piccoli parassiti ematofagi si attaccano soprattutto alla pelle nelle zone delle orecchie, inguine e del collo, perché hanno bisogno di sangue per vivere e riprodursi. Possono trasferirsi da un animale all'altro, causando infestazioni.

In questo articolo, vediamo quali sono le possibili malattie trasmesse dalle zecche ai gatti, come riconoscerne i sintomi, come toglierle e quali misure di prevenzione adottare. 

Cosa sono le zecche?

Le zecche, piccoli aracnidi parassiti o ectoparassiti, si attaccano e si nutrono del sangue dei mammiferi tra cui i gatti, rimanendo sulla superficie, senza penetrare all’interno del corpo. 

Esistono molte specie di zecche raggruppate in due famiglie principali: le Ixodidae, note come zecche dure, tipiche dei mammiferi, e le Argasidae, dette zecche molli, che in genere si riscontrano sugli uccelli.

Tra le specie che attaccano cani e gatti possiamo trovare:

  • Rhipicephalus sanguineus, nota come "zecca bruna del cane"
  • Ixodes ricinus, conosciuta come "zecca dei boschi"
  • Ixodes exagonus, chiamata "zecca del riccio"
  • Dermacentor reticulatus
  • Hyalomma spp.
  • Haemaphysalis spp.

Le più comuni tra queste sono le specie Ixodes Ricinus e la Rhipicephalus sanguineus. La zecca del gatto di solito è quella che attacca anche animali come ricci, ratti e uccelli.

Come nascono e dove vivono le zecche

Le zecche vivono in ambienti naturali come prati, boschi parchi, nascondendosi sull'erba alta, sulle foglie o sui rami, in particolar modo in ambiente rurale e alpino.

Il loro ciclo di sviluppo inizia dall'uovo che dà vita alla larva, la quale si trasforma in ninfa di dimensioni maggiori e con più zampe, che in totale da 6 diventano 8. Lo stadio successivo è la zecca adulta, visibile a occhio nudo. 

Il loro è più un morso che una puntura, dovuto all'apparato buccale che punge e succhia il sangue dopo aver introdotto il rostro.

Il rostro è l'organo di alimentazione della zecca, che usa per attaccarsi al gatto e succhiarne il sangue. Il rostro è formato da un ipostoma, simile ad un tubo attraverso il quale la zecca succhia il sangue, circondato da due pedipalpi, per agganciarsi alla pelle o al pelo.

Come riconoscere una zecca sul gatto

Volendo riconoscere le zecche nei gatti durante l'ispezione del proprio animale, si possono prendere come riferimento alcune caratteristiche:

  • le dimensioni variano da 1 mm a 1 cm
  • il corpo è ovale e appiattito
  • la zecca può apparire "bianca", ma diventa più scura man mano che si riempie di sangue 
  • i maschi sono di colore rosso-marrone scuro, le femmine sono grigiastre
  • si annidano perlopiù nelle zone del corpo dove la pelle è più tenera, intorno alle orecchie, sul collo e sulla testa

Sintomi e malattie più comuni trasmesse dalle zecche sul gatto

La zecca nel gatto può causare vari problemi, sintomi e malattie anche più gravi, soprattutto ai piccoli, tra cui: 

  • prurito e disturbi dermatologici (eruzioni cutanee e perdita di pelo)
  • anemia: perdita di sangue, feci sanguinolente e/o naso sanguinante
  • ittero: ingiallimento della pelle, degli occhi o delle gengive
  • debolezza muscolare
  • febbre
  • vomito/diarrea
  • gonfiore delle ghiandole
  • secrezione oculare
  • zoppia e/o difficoltà a camminare
  • letargia e perdita di appetito
  • difficoltà a deglutire
  • perdita di peso
  • artrite o gonfiore articolare

In genere, le malattie trasmesse dalle zecche si manifestano entro poche settimane dalla puntura. Tra quelle trasmesse dagli agenti patogeni delle zecche sui gatti, le più comuni sono:   

  • anaplasmosi: è causata dal batterio Anaplasma phagocytophilum, trasmesso solitamente dalla zecca Ixodes ricinus. Questa malattia può causare sintomi come febbre, perdita di appetito, letargia, zoppia ed anemia
  • ehrlichiosi: è una malattia trasmessa da zecche del genere Rhipicephalus, come Rhipicephalus sanguineus. Causa febbre, perdita di appetito, depressione e, in alcuni casi, problemi agli occhi e sanguinamento
  • babesiosi: causata dal parassita Babesia, si trasmette attraverso il morso di zecche del genere Ixodes, ma è molto rara nei gatti rispetto ai cani, anche quest’ultima può causare febbre, anemia, dolore articolare e molto altro

Nei casi più estremi, ma anche molto rari, possono manifestarsi la malattia di Lyme, causata dal batterio Borrelia burgdorferi, trasmessa solitamente dalla zecca Ixodes ricinus, e quella definita come la paralisi da zeccaundefined

Questa condizione, causata dalla saliva di alcune specie di zecche, contenente una neurotossina, inizia come una forma di debolezza o diminuzione dei movimenti dagli arti posteriori e poi di quelli anteriori.

Diagnos

La zecca nei gatti viene diagnosticata attraverso un esame fisico dell'animale a cura di un veterinario, durante il quale lo specialista individuerà ed eliminerà i parassiti.

In presenza di particolari sintomi di malattie, può anche prescrivere ulteriori indagini: esami del sangue, analisi delle urine, citologia e analisi di eventuali organi infetti e/o del liquido articolare, analisi della zecca per risalire all'agente patogeno.

Trattamenti e prevenzione delle zecche 

Al momento, non esiste un vaccino per i gatti, ma esistono trattamenti che in genere prevedono da 2 a 4 settimane di antibiotici, come la doxiciclina, la molecola più usata per questi problemi.

A seconda della gravità dei sintomi, tuttavia, il veterinario può valutare anche cure integrative con antidolorifici, antinfiammatori, liquidi per via endovenosa e stimolanti dell'appetito, trasfusioni di sangue. 

Ci sono vari modi per prevenire le infestazioni da zecche nel gatto e proteggere dai rischi che comporta.

Eccone alcuni che si possono considerare dietro il consiglio del veterinario:

  • prodotti antiparassitari: collari antiparassitari, spray e compresse, spot-on (prodotti liquidi da applicare sulla pelle del gatto) spesso combinati con il trattamento antipulci del gatto. Questi prodotti funzionano perché contengono sostanze chimiche che entrano nel sistema circolatorio del gatto e uccidono le zecche o comunque ne impediscono l'avvicinamento. L'unica accortezza è di fare attenzione ai prodotti che si acquistano senza parere medico, perché potrebbero contenere sostanze tossiche e nocive per il gatto
  • controlli periodici: a prescindere da ogni condizione medica o imprevisto contingente, è sempre consigliabile tenere il gatto, o altri animali domestici, sotto periodica osservazione. Le zecche sono solo uno dei tanti pericoli. Un rapido controllo della loro presenza, in ogni caso, si può fare anche in casa inizialmente, palpando con le dita il pelo del gatto nelle zone delle zampe, della testa, delle orecchie e del collo, alla ricerca di eventuali piccoli noduli, protuberanze che sembrano massa cutanee
  • cura del giardino: se si vive in una casa con giardino, è bene fare una regolare manutenzione tagliando l'erba e sfoltendo cespugli, eliminando foglie e rami caduti 
  • attenzione al contagio: tra i vari modi in cui il gatto può prendere le zecche, quello più probabile è per contagio da altri animali. La ragione è presto detta: capita che i gatti escano di casa per stare all'aperto, incontrando gatti randagi o altri animali.

Come premesso, le zecche possono passare da un animale qualsiasi al gatto con molta facilità. È consigliabile, dunque, ispezionare il gatto quando rientra in casa, come parte della routine di toelettatura. Basta passare le mani sul corpo nelle zone dove potrebbero annidarsi. La regola generale da cui non ci si può esimere è avere una buona protezione tramite un antiparassitario.

Come togliere le zecche del gatto

Le zecche dai gatti si possono anche togliere in casa con strumenti adatti, ma è bene sapere che bisogna estrarre l'intera zecca senza lasciare l'apparato boccale pungente nella pelle del gatto, perché questo potrebbe causare un'infezione. Dunque, se non si è sicuri, è preferibile rivolgersi al veterinario.

In caso contrario, si può procedere munendosi dapprima degli strumenti necessari, ovvero di guanti protettivi, una pinza per zecche, salviette antisettiche e disinfettante per pulire le pinzette dopo l'estrazione.

È importante che il gatto sia tenuto fermo. A questo punto, una volta individuata la zecca, se ne deve prendere tutto il corpo con le pinzette (si trovano a pochi euro online o nei negozi per pets) per staccarla, tirando e girando con cautela, ma senza stringere. Concludere la procedura pulendo la zona trattata con il prodotto antisettico e disinfettando lo strumento.

Se non si è sicuri di aver rimosso la zecca in modo corretto, o se si sospetta un'infezione, è consigliabile portare il gatto dal veterinario.

Sebbene nella tradizione popolare si senta parlare di rimedi come bruciare la zecca con un fiammifero o soffocarla con olio, queste pratiche sono fortemente sconsigliate perché può far male al gatto, ma anche provocare la rottura della zecca, aumentando il rischio di infezione o di esposizione a malattie gravi come la malattia di Lyme.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Luca Buosi
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