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Iride

Iride
Curatore scientifico
Dr. Domenico De Felice
Specialità del contenuto
Oculistica

Cos’è

Il significato di iride ha origine dalla mitologia greca, in riferimento a Iride, la dea dell'arcobaleno.

In oculistica, l’iride è una parte dell’uvea, la tonaca vascolare dell’occhio. Dalla porzione anteriore a quella posteriore, l’uvea risulta infatti suddivisa in:
L’iride è quindi la parte anteriore dell’uvea e:
  • è una struttura circolare sottile che forma una sorta di diaframma davanti alle lenti del cristallino;
  • si trova nel mezzo della superficie anteriore del corpo ciliare;
  • divide lo spazio di fronte il cristallino in due camere, anteriore e posteriore;
  • il suo diametro medio è 10-11 mm;
  • contiene un’apertura centrale, nota come pupilla;
  • la superficie anteriore dell’iride è divisa nella zona pupillare e nella zona ciliare.

Cos’è la pupilla

La pupilla è l’apertura centrale dell’iride, non localizzata perfettamente al centro di esso, ma leggermente lateralizzata verso il naso, e determina la quantità di luce che entra nell’occhio.

La normale dimensione dell’apertura della pupilla è di 3-4 mm.

Zona pupillare

La zona pupillare si estende dal margine della pupilla al collaretto (una cresta circolare, delimitata da una linea a zig-zag localizzata a 1,5 mm dal margine della pupilla, chiamata anche corona dell’iride). 

La zona pupillare è un poco più scura del resto dell’iride, ed è relativamente piatta.

Zona ciliare

La zona ciliare dell’iride è la regione periferica dell’iride, e si estende dal collaretto alla radice dell’iride (la radice dell’iride è la parte che si unisce al corpo ciliare). 

La zona ciliare è più sottile all’altezza della radice dell’iride e del collaretto. In quest’area ci sono alcune depressioni o fossette, disposte in righe che si irradiano dal centro, note come cripte. 

Le cripte sono state trovate in due posizioni:
  • vicino al collaretto, sono relativamente più larghe e note come cripte di Fuchs;
  • nella periferia dell’iride, meno visibili delle prime.

Struttura microscopica dell’iride

L’iride è costituito da tre strati:
  • Endotelio – Si tratta dello strato anteriore, continuo con lo strato corneo, contiene depressioni e cripte;
  • Stroma – È lo strato intermedio, costituisce la maggior parte dell’iride, formato prevalentemente da tessuto connettivo, fibroblasti, linfociti, macrofagi e melanociti. I fibroblasti sono localizzati sulla superficie e i melanociti dietro di loro. È lo strato che conferisce il colore all’iride, poiché i melanociti contengono i granuli di pigmento.
  • Epitelio – Costituisce lo strato posteriore, costituito da cellule con pigmento scuro più interne e da uno strato esterno in continuazione con la parte ciliare della retina.

A cosa serve

L’iride si comporta esattamente come il diaframma di una macchina fotografica; ossia ha la funzione di dosare la quantità di luce che penetra nell’occhio, regolando l’ampiezza della pupilla in base alla luminosità dell’ambiente circostante.

La luce risulta inoltre fondamentale per mettere correttamente a fuoco gli oggetti sulla retina.

Problemi relativi alla messa a fuoco sono dovuti a variazioni rispetto alla norma nei rapporti fra le strutture oculari (cornea, cristallino e retina), causando miopia, ipermetropia e astigmatismo.

La quantità di luce che attraversa la pupilla viene regolata grazie all’azione di due muscoli:
  • Muscolo sfintere della pupilla – Tale muscolo si trova nello stroma dell’iride, nella zona pupillare. È un muscolo circolare, largo da 0,75 mm fino a 1 mm, e sottile (0,1-0,7 mm). Il muscolo è costituito da cellule muscolari lisce a forma di fuso disposte parallelamente al margine della pupilla, così la sua contrazione causa la contrazione della pupilla (miosi). Il muscolo è innervato dal sistema parasimpatico.
  • Muscolo dilatatore della pupilla – Esso si trova nello strato epiteliale dell’iride e si estende dalla radice dell’iride fino al muscolo sfintere, ed è separato da quest’ultimo attraverso una densa banda di tessuto connettivo. A causa dell’arrangiamento radiale delle fibre del muscolo, la contrazione del muscolo dilatatore della pupilla allarga la pupilla verso la radice. L’allargamento della dimensione della pupilla è chiamato midriasi. Il muscolo dilatatore della pupilla è innervato dal sistema simpatico.

Colori dell’iride

I colori dell’iride risultano trasmessi geneticamente e dipendono dalla presenza di melanina.

Il colore dell’iride nei neonati appare quasi sempre blu chiaro o grigio. Tra il sesto e il decimo mese si assiste alla pigmentazione dell’iride.

L’iride può cioè assumere colorazioni diverse: le più comuni oscillano tra il marrone scuro il marrone chiaro: l’iride scura costituisce infatti un allele dominante. 

Abbastanza diffuse sono le tonalità medio-chiare che vanno dal verde scuro al castano; vi sono infine le tonalità chiare, del grigio, del blu, dell’azzurro e del verde chiaro (alleli recessivi), presenti con maggior frequenza nelle popolazioni nordeuropee.

La quantità di melanina non influenza solo il colore degli occhi, ma anche l’intero fototipo, cioè il colore dei capelli e della pelle.

Cos’è l’eterocromia

L’eterocromia è la condizione in cui l’iride ha un colore diverso nei due occhi (eterocromia completa), o una parte dell’iride ha colore diverso dal resto (eterocromia parziale o settoriale).

Cos’è la sindrome di dispersione del pigmento

La sindrome di dispersione del pigmento è una condizione bilaterale caratterizzata dalla liberazione di granuli di pigmento dall’epitelio pigmentato dell’iride. 

È causata dallo sfregamento dello strato pigmentato posteriore dell’iride contro le zonule delle lenti (cristallino), a causa dell’eccessiva curvatura della porzione medio-periferica dell’iride. 

Com’è vascolarizzata

L’iride trae nutrimento dai vasi sanguigni che si originano dalle:
  • arterie ciliari lunghe;
  • arterie ciliari anteriori.
I vasi formano una rete circolare, chiamata grande cerchio arterioso dell’iride. I vasi dell’iride, quindi, seguono un corso radiale, dalla radice dell’iride al margine della pupilla.

La rete di vasi si trova all’interno dello stroma dell’iride, ed è circondata da fibrille collagene che prevengono la compressione dei vasi durante i movimenti di contrazione e dilatazione della pupilla.
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