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Miosi

Miosi
Curatore scientifico
Dr. Domenico De Felice
Specialità del contenuto
Oculistica

Cos'è la miosi

La pupilla consiste nel cerchietto nero posto al centro degli occhi, circondato dall’iride (cioè la parte che conferisce il caratteristico colore degli occhi). Il suo diametro può variare in grandezza migliaia di volte al giorno. Per esempio, in condizioni di scarsa luminosità si allarga per permettere alla luce di entrare (midriasi). Quando invece l’ambiente circostante è molto illuminato, si restringe per proteggere gli occhi e far entrare meno luce.

La miosi consiste nella riduzione dell’ampiezza della pupilla, ad opera di una contrazione del muscolo costrittore della pupilla. Chi presenta delle pupille miotiche per lungo tempo è affetto da una condizione nota come pupille piccole. La miosi può interessare un occhio o entrambi (pupille isocoriche).

Miosi e midriasi

Il fenomeno della miosi può anche essere sfruttato a fini terapeutici e provocato in modo farmacologico, a scopo diagnostico, mediante l’applicazione di un collirio a base di pilocarpina, eserina e altri farmaci.

La midriasi, al contrario, è sfruttata dagli oculisti per eseguire una visita approfondita dell’occhio. Le pupille si allargano in risposta alla somministrazione di un collirio a base di atropina e similari.

È bene specificare che le pupille si definiscono ristrette quando il loro diametro è inferiore ai 2,5 mm, mentre invece si parla di pupille dilatate quando superano di due millimetri l’ampiezza standard. 

Cause della miosi

La cause della miosi, legate alla naturale fisiologia dell’organismo, sono:
  • riflesso ad un ambiente molto luminoso;
  • rabbia;
  • emozioni forti;
  • vecchiaia: i muscoli della pupilla con l’avanzare dell’età tendono infatti ad indebolirsi, rendendo difficile vedere anche in condizioni di scarsa luminosità;
  • genetica: un soggetto può nascere affetto da problemi che interessano i muscoli della pupilla, a causa di un difetto genetico ereditario;
  • effetti collaterali dei farmaci, come gli antispastici o gli antistaminici.
Tuttavia, la miosi è causata anche da diverse condizioni patologiche, come per esempio:
  • infiammazione: il gonfiore all’interno dell’occhio può ostacolare l’apertura della pupilla. Tale condizione è comune alle lesioni degli occhi. Inoltre, anche l’uveite, cioè un rigonfiamento dell’iride, e dei tessuti attorno ad essa può causare la miosi;
  • sindrome di Horner, una condizione molto rara che intacca il modo in cui il cervello è in comunicazione con l’altra parte del volto, compreso l’occhio.

Cura per la miosi

Se si nota un caso di miosi fissa è necessario consultare il proprio medico curante che, in base alle cause che hanno provocato la condizione, valuterà la terapia più corretta.

Per esempio, se la miosi è causata da una infiammazione degli occhi, è consigliabile prendere delle gocce, come l’atropina, per allargare la pupilla.

Se la miosi è provocata dall’assunzione di determinati farmaci, sarà necessario interrompere la terapia, quando possibile. In caso di sindrome di Horner bisognerà sottoporsi a diversi esami per comprendere il trattamento migliore da adottare. 

Rapporto tra miosi e cocaina

Vi è un preciso rapporto tra pupille miotiche e assunzione di droghe, in particolare della cocaina. Infatti, l’abuso di sostanze stupefacenti, come droghe e alcool, influisce direttamente sulla grandezza delle pupille. Per esempio, le pupille tendono a dilatarsi, dando vita al fenomeno della midriasi, in caso di consumo di:
  • cocaina
  • anfetamina
  • MDMA
Miosi e oppiacei, al contrario, vanno di pari passo. Infatti, il consumo di oppiacei ed eroina provoca la classica pupilla a spillo, quindi eccessivamente ristretta.
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