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Pavimento pelvico

Pavimento pelvico
Curatore scientifico
Lorenzo Bichi
Specialità del contenuto
Fisioterapia

Cos'è il pavimento pelvico?

Il pavimento pelvico, anche noto come diaframma pelvico, è una struttura muscolare che fa parte del perineo, il quale è un setto muscolare che chiude inferiormente la pelvi (o bacino).

La regione del perineo e, quindi, del pavimento pelvico, è a forma di rombo e si estende dalla sinfisi pubica al coccige. Lateralmente, esso è delimitato dalle tuberosità ischiatiche.

Dal punto di vista anatomico, il perineo può essere suddiviso in tre piani che contengono strutture muscolari diverse:

  • diaframma pelvico, cioè lo strato più interno, in cui si trovano il muscolo elevatore dell’ano e i fasci ileo-coccigei, pubo-coccigei e ischio-coccigei. Lungo la linea mediana di questo diaframma si trova un’apertura, nota come iato genitale, attraverso la quale passano retto, vagina e uretra;
  • diaframma urogenitale o membrana perianale, ha una forma triangolare e si trova sotto al muscolo elevatore dell’ano. Anche attraverso la sua linea mediana passano retto, vagina e uretra;
  • strato superficiale degli sfinteri, che è la parte più esterna ed è costituita da quattro muscoli, denominati muscolo ischio-cavernoso, muscolo bulbo-cavernoso, muscolo trasverso superficiale del perineo e muscolo sfintere dell’ano. Nella parte anteriore di questo piano si trovano il clitoride e i bulbi del vestibolo.

In alcune fonti il pavimento pelvico non è considerato sinonimo di diaframma pelvico, ma è esteso anche alla membrana perianale.

La sua funzione è quella di fornire supporto agli organi interni, quali:

  • vescica;
  • intestino;
  • utero.

Inoltre, esso aiuta:

  • a mantenere il controllo degli sfinteri urinario e anale e a permettere il passaggio dello sperma;
  • a mantenere la giusta pressione intra-addominale;
  • durante il parto, a determinare la rotazione del feto.

Dal benessere del pavimento pelvico dipendono quindi il benessere di:

  • vescica;
  • uretra;
  • utero;
  • vagina;
  • retto.

Ne consegue che, in conclusione, esso è importante per:

  • minzione;
  • defecazione;
  • sessualità.

Quali patologie sono collegate ad esso?

Quando il pavimento pelvico non è sufficientemente allenato o subisce dei danni, si sviluppano problemi quali:

  • prolasso degli organi interni, cioè la protrusione di vescica, retto o utero all’interno o all’esterno della vagina nelle donne, ed è una condizione che può generarsi per l’età avanzata, la gravidanza, per predisposizione o per alterazioni ormonali;
  • incontinenza urinaria;
  • disfunzioni sessuali;
  • lombalgia.

Infatti, l’indebolimento del pavimento pelvico porta all’abbassamento di tutte le strutture contenute nel bacino e che esso sostiene, causando un’alterazione delle loro funzioni.

Durante il parto, in presenza di una condizione di questo tipo è opportuno eseguire l’episiotomia, altrimenti evitabile. Le lacerazioni del perineo durante il parto, infatti, sono un rischio che è assolutamente necessario evitare per conservare il benessere di funzioni corporee come minzione, defecazione e sessualità.

Cos'è la rieducazione del pavimento pelvico?

La rieducazione del pavimento pelvico consiste in una serie di esercizi che aiutano a prendere consapevolezza dei muscoli pelvici e ad aumentarne il tono, come gli esercizi di Kegel, da effettuarsi quotidianamente durante la minzione.

Per valutare il tono dei muscoli pelvici, anche per poter seguire i progressi raggiunti con la ginnastica perianale, si usa uno strumento noto come perineometro, che misura la pressione all’interno della vagina.

Quali esercizi si eseguono per la riabilitazione perianale?

I vari esercizi utili alla rieducazione del pavimento pelvico o riabilitazione perianale sono:

  • ginnastica di Kegel, che consiste nello svuotare la vescica in modo completo e contrarre i muscoli pelvici per 5-10 secondi, rilasciandoli poi in modo lento sempre per 5-10 secondi. L’esercizio va ripetuto 10 volte, 2-3 volte al giorno, senza muovere glutei, muscoli dell’addome e gambe;
  • la contrazione progressiva, anche nota come ginnastica o metodo dell’ascensore, che consiste nel contrarre i muscoli sempre più intensamente, come se si stesse salendo un piano con l’ascensore e poi rilasciare gradualmente;
  • esercizi durante la minzione, interrompendo il getto di urina per pochi secondi, di tanto in tanto, e poi svuotare completamente la vescica;
  • camminare e fare un’attività fisica moderata, con una bassa intensità.

Che tipo di terapia si esegue per la sua riabilitazione?

Nei casi in cui sia necessario ricorrere a terapie per riabilitare il pavimento pelvico, le opzioni disponibili sono:

  • la chinesiterapia, cioè degli esercizi che permettono la contrazione e il rilassamento dei muscoli pelvici al fine di poterli riconoscere ed allenare;
  • l’elettrostimolazione, che è una tecnica passiva di allenamento della muscolatura, utilizzata per coloro che non riescono a contrarre i muscoli del perineo in modo adeguato;
  • il biofeedback, una tecnica che si avvale di elettrodi collegati ad un computer che aiutano a riconoscere la contrazione e il rilassamento muscolare. In questo ambito è utilizzata come terapia dell’incontinenza urinaria o fecale, perché con il tempo aiuta a controllare meglio lo stimolo;
  • terapia chirurgica per il prolasso degli organi interni, a cui segue una terapia adatta a rinforzare la muscolatura. La chirurgia può essere necessaria anche per altre condizioni, al fine di riparare o riscostruire il pavimento pelvico.

Cosa bisogna evitare?

Evitare gli sforzi e le attività fisiche troppo intense, così come alcuni sport quali:

 

  • sollevamento pesi
  • atletica
  • ginnastica
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