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Eroina

Eroina
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Medicina generale Tossicologia

Che cos’è l’eroina?

Per incisione della capsula del papavero si ottiene il lattice che, una volta essiccato, diventa oppio dal quale si ottengono diverse sostanze stupefacenti.

L’oppio contiene sostanze dette alcaloidi, come la morfina e la codeina, sostanze molto utilizzate in ambito medico come antidolorifici.

Sono tanti i tipi di droghe che si ottengono dall’oppio. Alcuni oppiacei sono semisintetici, come l’eroina e la buprenorfina, altri sono completamente sintetici come per esempio il metadone utilizzato in ambito medico per disintossicare dalla dipendenza e dagli effetti della cocaina. Il metadone ha un effetto di anti-astinenza e va somministrato con dosaggio a scalare progressivamente fino alla sospensione.

I derivati dell’oppio sono utilizzati come droghe. L’oppiaceo più diffuso e pericoloso è l’eroina (diacetilmorfina) che crea grave tossicodipendenza.

Che effetti dà l'eroina?

L'eroina, può essere sniffata, cioè aspirata con il naso (come la cocaina), fumata oppure iniettata attraverso una siringa. Il suo effetto dura circa cinque ore, dopo di che il tossicodipendente (cocainomane nel caso della dipendenza dalla cocaina) necessita di un’altra dose.

L’eroina:

  • altera la funzione respiratoria
  • crea difficoltà di coordinazione dei movimenti e del linguaggio
  • rilassa la muscolatura involontaria dello stomaco e dell'intestino
  • riduce la sensibilità al dolore
  • provoca prurito e sonnolenza
  • overdose, quando viene assunta una quantità eccessiva di eroina, si parla di “overdose”. I sintomi da sovradosaggio si manifestano con marcata depressione respiratoria, miosi (pupille a punta di spillo), grave sonnolenza e coma
  • stordimento
  • diminuita percezione della realtà
  • riduzione dei riflessi e deficit sensoriale generalizzato

Alcuni soggetti che sperimentano l’eroina per la prima volta avvertono nausea e vomito, sintomi che possono dissuadere da prove successive.

L'uso abituale sviluppa tolleranza e dipendenza fisica. Tale dipendenza può diventare così marcata da creare grave malessere crescente fino alla crisi d’astinenza se non si assume la dose quando il corpo la richiede.

Tra i sintomi della crisi di astinenza ci sono:

In Italia l’eroina è stata rimpiazzata dalla cocaina, una droga molto pericolosa dagli effetti euforizzanti. Un derivato della cocaina anch’esso molto utilizzato come stupefacente è il crack

Perché si diventa dipendenti?

L’alcolismo e la tossicodipendenza sono due tipologie di dipendenza da sostanze molto pericolose per il corpo che ne esce distrutto nella maggior parte dei casi.

Sono tanti i motivi che spingono le persone a fare uso di sostanze euforizzanti, droghe pesanti o droghe leggere che permettono di estraniarsi dal mondo che li circonda. Il bisogno è, infatti, quello di dissociarsi dalla realtà affidandosi a sensazioni parallele in cui la percezione di sé stessi è quasi nulla.

Tra le varie sostanze, la cocaina è quella che crea maggiore dipendenza psicologica. Agisce stimolando nel cervello i centri del piacere, causando in tal modo elevata euforia.

Il corpo diventa ben presto assuefatto tanto che, i cocainomani, non raggiungono più alti livelli di sballo come all’inizio, ma hanno bisogno di quantità sempre maggiori. Nella maggior parte dei casi la cocaina viene assunta in combinazione con altre droghe, tra cui anfetamine, marijuana, ketamina ed eroina. Queste combinazioni possono formare un mix mortale.

Non è facile disintossicarsi e per farlo sono necessari programmi di recupero molto intensi e molto dolorosi da affrontare fisicamente e psicologicamente. Tuttavia non è impossibile e molti riescono ad uscirne, come Susan:

"Non vedevo più il mio futuro" – racconta Susan, ex cocainomane - "non sapevo come sfuggire dalla mia dipendenza. Non riuscivo a fermarmi e continuavo ad abusare di cocaina. Avevo delle allucinazioni e sentivo animali che strisciavano sotto la mia pelle ogni volta che mi iniettavo la droga e per farli sparire mi grattavo con l’ago della siringa fino a sanguinare".

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