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Meningococco

Meningococco
Curatore scientifico
Dr. Veronica Villani
Specialità del contenuto
Neurologia

Meningite meningococcica: le cause

La meningite meningococcica è causata dal batterio del Meningococco. Circa una persona su dieci presenta questo tipo di batterio nel naso e in gola ma non mostra sintomi della malattia. Tuttavia, spesso tale batterio può diffondersi nel corpo e causare delle specifiche patologie. 

Meningite meningococcica: i sintomi

Quando si è affetti da meningite, la membrana che ricopre il cervello e il midollo spinale si infetta, causando una serie di sintomi, quali:

Tali sintomi possono insorgere dai 3 ai 7 giorni dopo l'esposizione e durare fino a qualche giorno. 

Meningite meningococcica: diagnosi

Nel caso della meningite, sono fondamentali un trattamento efficace e una diagnosi tempestiva. Se il medico sospetta la presenza della patologia, può prescrivere le analisi del sangue o del liquido cefalorachidiano, che si preleva vicino al midollo spinale

In caso di sospetto il paziente va ospedalizzato per effettuare accertamenti tra cui la rachicentesi.

Meningite meningococcica: cura e trattamento

La meningite meningococcica può essere trattata con un vasto numero di antibiotici efficaci. Come è stato descritto in precedenza, è molto importante ricorrere ad una tempestiva cura per limitare i possibili danni a lungo termine o addirittura la morte. Infatti, secondo i dati dell'ISS (Istituto Superiore di Sanità), in Italia la meningite meningococcica provoca il decesso nel 8-14% dei pazienti colpiti. In assenza di cure, il tasso di mortalità sale fino al 50%. Il sierotipo B, oltre ad essere particolarmente aggressivo, ha un tasso di mortalità più alto rispetto agli altri tipi, specialmente nella fascia di età pediatrica. Alle volte, persino dopo un trattamento antibiotico, una piccola percentuale di soggetti colpiti può presentare dei danni permanenti, quali:

  • perdita degli arti,
  • sordità,
  • problemi al sistema nervoso,
  • danni cerebrali.

Meningococco B e Meningococco C

Del Meningococco si possono distinguere ben 5 sierogruppi: A, B, C, W e Y. Tuttavia, solo tre di questi sono i principali responsabili dell'insorgenza della malattia, ossia B, C e Y.

Attualmente, i sierotipi che circolano più di frequente in Italia sono B e C, ed è per questo che sono maggiormente diffusi i loro vaccini, che rappresentano l'unica arma di prevenzione più efficace contro la meningite.

Meningococco vaccino: cosa prevede?

Gli effetti indesiderati più comuni del vaccino per la meningite riguardano principalmente la zona interessata dalla vaccinazione, nella quale può insorgere:

  • rossore,
  • gonfiore,
  • dolore.

Gli effetti collaterali del vaccino considerati ancora più rari sono le reazioni sistemiche che comprendono:

  • febbre lieve (più comune nel vaccino contro il meningococco B, specialmente se eseguito in concomitanza con altri vaccini),
  • mal di testa,
  • malessere generale.

Tali sintomi si risolvono nel giro di due o tre giorni. 

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