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Episiotomia

Episiotomia
Curatore scientifico
Dr. Marco Siccardi
Specialità del contenuto
Ginecologia

Cos'è l'episiotomia?

Oggi, l'episiotomia (incisione nel perineo durante il parto) non è più molto consigliata, se non in casi particolati, ovvero se:

  • appare probabile una vasta lacerazione vaginale
  • il bambino si trova in una posizione anomala
  • il bambino è di dimensioni particolarmente grandi (macrosomia fetale)
  • è necessario che il bambino nasca velocemente

L'episiotomia non è indicata di routine ma è indicata solo nei seguenti casi. Possono essere effettuate tre tipi di incisioni:

  • linea mediana o incisione mediana, ovvero un taglio eseguito in verticale; è più facile da curare, ma c'è un maggior rischio che si estenda fino alla zona anale;
  • incisione laterale, si incide lateralmente il perineo tagliando i muscoli, è più difficile da suturare, è più dolorosa anche nelle settimane successive al parto e si ripara con una peggiore cicatrice;
  • incisione mediolaterale, viene eseguita come la mediana ma si passa lateralmente allo sfintere anale: offre il migliore compromesso tra le due precedenti: ha il minore rischio sia la lacerazione dello sfintere anale che la difficoltà di cicatrizazione e il dolore.

Quali sono le conseguenze dell'episiotomia?

Per anni, l'episiotomia è stata pensata per prevenire lacerazioni vaginali durante il parto poiché guarisce meglio di uno strappo naturale. Inoltre, questa procedura è stata studiata per aiutare a preservare il supporto del tessuto muscolare e connettivo del tessuto pelvico.

Oggi, tuttavia, la ricerca ha smentito queste credenze e ha confermato che l'episiotomia non preserva in questo senso il tessuto pelvico.

Il recupero da questo tipo di taglio, inoltre, rappresenta un disagio e talvolta l'incisione chirurgica risulta più ampia rispetto a quella che potrebbe essere una lacerazione naturale. Non mancano poi i rischi di infezione, dolore durante il sesso nei mesi successivi al parto e di incontinenza fecale.

Come si cura un'episiotomia?

Se si viene sottoposte a episiotomia o se si verifica una lacerazione vaginale naturale durante il parto, la ferita potrebbe impiegare settimane a guarire, soprattutto se si cammina o ci si siede. Se l'incisione o lo strappo sono troppo ampi, ci può volere ancora più in tempo. Eventuali punti di sutura (episiorrafia) di solito si assorbono da soli.

Nel frattempo si può aiutare la guarigione nei seguenti modi:

  • il dolore e il gonfiore (edema venoso) si cura con semicupi caldi con titntura di hamamelis o calendula.
  • non si usa il freddo perchè peggiora l'edema e rallenta la risoluzione dell'infiammazione.
  • Non si fa stretching prima che sia riparata la ferita
  • premere il perineo con pezza durante la defecazione
  • sedersi e usare un cuscino una ciambella, ma senza stringere i glutei perchè farebbe contrarre anche il perineo e l'elevatore dell'ano

Una volta staccati i punti (7-10 giorni) fare automassaggi sul perineo con olio di mandorle dolci o olio di ricino (che contengono acidi grassi poli-insaturi utili per il connettivo cutaneo e muscolare) per ammorbidire i tessuti.

In caso di persistenza del dolore o fastidio causato dalla cicatrice o dalle contratture muscolari di difesa, anche a distanza di tempo e/o associati ai rapporti sessuali allora è utile rivolgersi ad un osteopata o ad una ostetrica per il trattamento della cicatrice e dei trigger point dolorosi. Tutte le ferita devono essere ben guarite.

Non aspettare se il dolore non migliora progressivamente: ogni giorno ci deve essere sempre almeno un piccolo miglioramento rispetto al giorno precedente. Se così non avviene occorre chiedere un consiglio o un aiuto: il perineo è un tessuto altamente sensibile ed emozionale.

Se persiste il dolore all'infiammazione post-cicatriziale si possono sovrapporre le contratture muscolari di difesa dal dolore e le nevralgie che renderanno il recupero più lungo e doloroso. Il dolore del perineo aumenta la debolezza già presente dopo il parto e legata all'inizio dell'allattamento, non esitate a farvi aiutare e a pretendere di essere aiutate in questa fase delicata e importante della vita della donna e del neonato.

Episiotomia e rapporti sessuali

Talvolta, l'episiotomia può portare a provare fastidio durante i rapporti sessuali dopo il parto. Infatti, le donne che sono state sottoposte a questo tipo di operazione fanno più fatica a riprendere l'attività sessuale.

Secondo i medici, 40 giorni di inattività dovrebbero bastare per arrivare alla completa guarigione, dopodiché si può ricominciare ad avere rapporti sessuali. In casi di incisioni più ampie o che si sono allargate, però, i tempi potrebbero allungarsi, soprattutto perché ferite di questo tipo necessitano di una particolare attenzione nella cura e nell'igiene.

Quali tipi di parto esistono?

Esistono due tipi di parto: uno naturale e uno che richiede l'intervento medico.

Il parto fisiologico, o eutocico, avviene quando la madre riesce a espellere il bambino in poche contrazioni. In questo caso il parto si conclude nel modo più naturale possibile e senza complicazioni.

Il parto distocico, invece, non si svolge in maniera naturale, ma per essere portato a termine richiede un intervento ostetrico tramite forcipe e ventosa o un cesareo. I motivi per cui si ricorre a questo tipo di parto sono numerosi: per difficoltà dell'utero a contrarsi o a dilatarsi, conformazione del bacino particolare o anomalie nella posizione o nelle dimensioni del bambino.

In alcuni casi si può verificare in un parto prematuro. Questo ha luogo tra la ventesima e la trentasettesima settimana di gestazione. Questo comporta molti rischi per il nascituro, in quanto non sempre tutti gli organi sono completamente formati. Inoltre, in alcuni casi potrebbe andare in contro a malattie e disabilità.

Il parto si può dividere in 4 fasi circa, dalla fase pre-parto (travaglio) fino alla nascita:

  • fase prodromica, che dura da diverse ore ad addirittura giorni, ed è il momento di preparazione al parto; si accompagna a contrazioni preparatorie, irregolari e poco intense;
  • fase dilatante, in cui inizia il vero e proprio travaglio, con contrazioni più dolorose e regolari, della durata di 40-60 secondi ogni cinque minuti;
  • fase espulsiva, ovvero la fase della nascita, in cui il bambino passa attraverso il canale uterino per venire alla luce;
  • fase del secondamento, con espulsione della placenta, che si verifica circa 15-20 minuti dopo il parto.

Il puerperio, invece, è il tempo che occorre all'apparato genitale femminile per riprende le sue normali funzionalità dopo il parto. È quindi il tempo compreso tra le due ore successive alla nascita del bambino e il ritorno del ciclo mestruale.

Di solito l'utero torna della sua normale dimensione nel giro una settimana, dieci giorni al massimo; mentre per il ritorno nella corretta posizione degli organi addominali e pelvici occorre più tempo, ovvero qualche settimana.

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