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Incontinenza fecale

Incontinenza fecale
Curatore scientifico
Redazione Pazienti
Specialità del contenuto
Gastroenterologia Proctologia

Cosa è l'incontinenza fecale?

L’incontinenza fecale è l’incapacità di controllare volontariamente la defecazione.

Può verificarsi con perdite occasionali di gas, o feci liquide o feci formate, senza possibilità di controllo volontario.

Incontinenza fecale: le cause

Le cause possono essere diverse:

  • traumi ostetrici e ginecologici;
  • traumi del pavimento pelvico;
  • danni postchirurgici nella chirurgia anorettale;
  • danni a carico dei nervi coinvolti nel meccanismo della defecazione;
  • malattie infiammatorie intestinali;
  • colon irritabile;
  • abuso di lassativi;
  • malattie croniche come la sclerosi multipla;
  • diabete;
  • intolleranze alimentari;
  • morbo di Alzheimer;
  • ictus.

Incontinenza fecale: i fattori di rischio

Una serie di fattori può aumentare il rischio di sviluppare incontinenza fecale, tra cui:

  • Età: l’incontinenza fecale è più comune tra adulti di mezza età e anziani
  • Sesso: le donne ne sono colpite circa due volte più spesso degli uomini
  • Malattie pregresse: diabete e sclerosi multipla possono danneggiare i nervi dello sfintere anale
  • Disturbi psicologici: malattie come la demenza e il morbo di Alzheimer
In caso di insorgenza di incontinenza fecale è necessario rivolgersi allo specialista colonproctologo di fiducia per definirne la causa.

Incontinenza fecale: i sintomi

Spesso non è facile individuare dei sintomi immediatamente collegabili a questo disturbo.

Esistono, tuttavia, alcuni segnali che possono mettere in allarme:

  • difficoltà ad andare in bagno per tempo
  • diarrea occasionale
  • costipazione
  • gas e gonfiore intestinale
Anche se si tratta di un problema imbarazzante, è bene vincere ogni vergogna e consultare un medico il prima possibile se si vogliono alleviare in breve tempo i sintomi di questo disagio.

Incontinenza fecale: test e diagnosi

Un certo numero di test sono disponibili per aiutare a individuare la causa di incontinenza fecale:

  • Esame rettale: inserendo un dito guantato e lubrificato nel retto si valuta la forza dei muscoli dello sfintere e si verificano eventuali anomalie nella zona rettale.
  • Esame delle feci.
  • Endoscopia: un tubo con una sonda viene inserito nell'ano per ispezionare canale rettale e colon.
  • Manometria anale: un tubo con un palloncino viene inserito nel retto per misurare la tenuta dello sfintere anale e la sensibilità del retto.
  • Proctografia: immagini a raggi X sono riprese durante la defecazione del paziente.
  • Elettromiografia anale: piccoli elettrodi vengono inseriti nei muscoli intorno all’ano per verificare eventuali danni ai nervi.
  • Risonanza magnetica: fornisce immagini chiare dello sfintere.
  • Test ai nervi: per misurare la capacità di risposta dei nervi che controllano i muscoli dello sfintere anale, possono rilevare danni al sistema nervoso.
  • Balloon test: viene inserito nel retto del paziente un palloncino riempito con acqua. Il test consiste nel misurare il tempo impiegato per espellerlo: se è più di un minuto, è un segnale d’allarme.

Incontinenza fecale: i trattamenti

I trattamenti dell’incontinenza fecale sono conseguenti al riconoscimento della loro causa e possono consistere in:

Esercizio fisico

  • terapie per ripristinare la forza muscolare
  • esercizi di Kegel per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico
Cura della pelle

  • mantenere sempre pulita e asciutta la cute perianale
  • alicare creme specifiche per evitare irritazioni cutanee
  • evitare la biancheria intima sintetica e troppo aderente
Chirurgia

  • Sfinteroplastica: i muscoli anali sono cuciti insieme più strettamente per riparare uno sfintere anale danneggiato o indebolito.
  • Sfintere artificiale: un bracciale gonfiabile viene impiantato intorno allo sfintere anale. Se gonfiato, il dispositivo mantiene lo sfintere chiuso; quando si vuole defecare bisogna sgonfiare il bracciale.
  • Riparazione dello sfintere: un muscolo viene prelevato dalla coscia ed avvolto intorno allo sfintere, ripristinandone il tono muscolare.
  • Colostomia: si reindirizza il colon attraverso un'apertura creata nell’addome.
  • Stimolazione nervo sacrale: un dispositivo invia piccoli impulsi elettrici che stimolano i nervi pelvici e rafforzano i muscoli dell’intestino.

Invalidità civile per incontinenza fecale: è possibile?

In Italia per chi soffre di incontinenza fecale è possibile ottenere l’invalidità civile.

Lo dispone il Disegno di Legge N. 791 che stabilisce norme precise in favore di soggetti incontinenti e stomizzati. Leggiamo infatti all’Articolo 10:

1. Ai fini dell’invalidità, le stomie e l’incontinenza urinaria e fecale medio-grave sono indicativamente e mediamente valutate, in base anche alla patologia determinante, mediamente con le seguenti percentuali, suscettibili peraltro di variazioni in base alla coesistenza o meno di altre patologie inavlidanti:

  1. stomie definitive: 90 per cento;
  2. più stomie: 100 per cento;
  3. malformazioni ano-rettali alte: 100 per cento;
  4. incontinenza urinaria media: 80 per cento;
  5. incontinenza urinaria grave: 100 per cento;
  6. incontinenza fecale grave: 100 per cento;
  7. incontinenza urinaria più fecale grave: 100 per cento più indennità non essendo il soggetto atto da solo a compiere alcuni atti quotidiani della vita;
2. In attuazione di quanto disposto dal comma 1, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali con proprio decreto da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede ad apportare modifiche alla nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità relative alle patologie di cui al medesimo comma 1, stabilite dal decreto del Ministro della sanità 5 febbraio 1992, pubblicato nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992.

Ottenere l’invalidità civile per chi è affetto da incontinenza fecale significa:

  • ricevere provvidenze economiche a seconda della percentuale d’invalidità
  • avere il riconoscimento di stato di handicap (legge 104)
  • conseguire l’iscrizione in apposite liste di categorie protette ed eventuale collocamento al lavoro
  • assicurarsi la fornitura gratuita dei pannoloni
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