Un ampio studio clinico su 440 pazienti analizza l’efficacia della terapia del suono nell’acufene cronico, mostrando benefici duraturi e risposte personalizzate.
Un ampio studio clinico su 440 pazienti analizza l’efficacia della terapia del suono nell’acufene cronico, mostrando benefici duraturi e risposte personalizzate.
Grattarsi non è solo un vizio: ecco perché il contatto con la pelle riduce prurito e dolore, secondo la neuroscienza.
Le diete a basso impatto ambientale fanno bene anche alla salute. L’Italia tra i Paesi europei più aderenti al modello sostenibile, secondo nuovi studi.
L’uso dell’intelligenza artificiale può aumentare la produttività, ma potrebbe indebolire pensiero critico e capacità decisionali. Ecco cosa rivelano gli studi e perché riguarda tutti noi.
Una nuova analisi pubblicata su JAMA ridefinisce il ruolo della terapia ormonale in menopausa. La FDA aggiorna le etichette: benefici su cuore, ossa e funzioni cognitive se iniziata entro 10 anni. Ecco cosa sapere davvero.
L’Ospedale Niguarda avvia un percorso innovativo per la fibromialgia: tre settimane di terapia integrata tra specialisti, mindfulness, attività in natura e balneoterapia per migliorare la qualità di vita.
Nuove ricerche pubblicate su Nature Aging e Nature Cell Biology mostrano che l’invecchiamento dell’intestino non è un processo inevitabile. Scoperte le vie molecolari che permettono di rallentarlo e, in alcuni casi, invertirlo.
La vitamina C non previene il raffreddore ma può ridurne lievemente la durata. Scopri cosa mostrano le evidenze scientifiche e il ruolo della vitamina D.
La solitudine può aumentare il rischio di malattie e mortalità. Ecco cosa rivelano gli studi più recenti e come riconoscere i segnali dell’isolamento sociale.
Uno studio UCLA mostra che la qualità delle relazioni può influire sul rischio di obesità attraverso ossitocina, cervello e intestino. Ecco cosa emerge.
Un esperimento in Antartide mostra che le muffole proteggono le mani dal freddo meglio dei guanti. Ecco cosa rivelano gli studi su comfort termico e sicurezza.
Un’ampia ricerca statunitense mostra che le donne hanno un rischio maggiore di perdita visiva e cecità. Dati, differenze anatomiche e nuovi risultati proteomici indicano la necessità di un approccio di genere anche in oftalmologia.