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Ciclo irregolare? Potrebbe essere la sindrome dell’ovaio micropolicistico

Ultimo aggiornamento – 31 maggio, 2016

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La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS oppure sindrome dell’ovaio micropolicistico) è la causa più comune di infertilità femminile relazionata all’assenza di ovulazione (chiamata infertilità anovulatoria). Molte donne non sanno di soffrire di ovaio policistico finché non cercano una gravidanza, ma senza successo.

In particolare, la sindrome dell’ovaio policistico è generalmente associata a un ciclo mestruale irregolare, ma quest’ultimo potrebbe essere legato anche ad altri fattori.

La PCOS, spesso, non viene diagnosticata poiché la diagnosi non avviene mediante l’esecuzione di un test specifico e poiché si presenta con un insieme talvolta complesso di sintomi: secondo la PCOS Foundation, meno del 50% delle donne affette dalla sindrome ne è consapevole.

Inoltre, secondo Mary Jane Minkin, professoressa di Ostetricia e Ginecologia presso la Yale University School of Medicine, una percentuale di donne in età fertile compresa tra il 5 e il 10% soffre di questo disturbo.

ll termine “policistosi ovarica” o PCOS si riferisce alle molteplici cisti (sacche riempite di fluido) che crescono in una o in entrambe le ovaie; molte donne con la policistosi ovarica ne avvertono i sintomi della PCOS, ma le cisti non devono necessariamente essere presenti per una diagnosi da PCOS.

Come si presenta la malattia?

In realtà, non esiste un sintomo più rilevante rispetto ad altri mediante il quale risulti possibile effettuare una diagnosi.

Secondo Mamta Mamik, MD, Docente di Ostetricia, Ginecologia e Scienze della Riproduzione presso la Icahn School of Medicine di Mount Sinai (USA), ciclo mestruale irregolare, irregolarità relative all’ovulazione, amenorrea (assenza della mestruazione), acne, irsutismo (eccessiva crescita dei peli di solito sul viso, petto e addome), sovrappeso e infertilità sono annoverati tra i sintomi della sindrome dell’ovaio policistico. Ma non solo: la sindrome può causare serie problematiche di natura metabolica, quali ipertensione, diabete, insulino resistenza, sindrome metabolica, sindrome delle apnee ostruttive del sonno e elevati livelli ematici di colesterolo.

Se siete donne e accusate uno o più dei sintomi qui descritti, sarebbe opportuno consultare il vostro ginecologo che potrà eseguire una eventuale diagnosi sulla base dei risultati di esami ematochimici: nella sindrome dell’ovaio micropolicistico (PCOS), i livelli di androgeni, ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali nel sangue, sono più elevati rispetto al normale mentre si possono registrare livelli più bassi di estrogeni rispetto ai valori di riferimento.

Secondo la dott.ssa Minkin, l’insorgenza della patologia potrebbe avere cause genetiche, ma risulta essere legata al sovrappeso. In particolare, secondo la Minkin, se soffrite di PCOS e siete in sovrappeso, sarebbe opportuno seguire una dieta ipocalorica in quanto la perdita di peso aiuta a normalizzare le anomalie.

Le opzioni di trattamento per questa sindrome variano in funzione del momento della vita in cui si trova: se la donna non sta cercando una gravidanza, per trattare la sindrome si sfrutta la contraccezione orale che inibisce la sintesi eccesiva di androgeni e regola il ciclo mestruale, mentre, se si sta cercando di concepire, il medico potrà prescrivere un farmaco noto come Clomid, che favorisce l’ovulazione.

In definitiva, ogni donna è diversa, e il ginecologo potrà curarla in modo “personalizzato” tenendo conto della storia clinica e delle condizioni di ciascuna.

Perché, dunque, andare dal ginecologo?

Consultare il proprio ginecologo può aiutarci a conoscere meglio il nostro corpo, a capire come prendersene cura e a capire sono presenti infezioni vaginali.
L’American College of Obstetricians and Gynecologists raccomanda che le donne si sottopongano alla prima visita tra i 13 e i 15 anni.

Tuttavia, in linea generale, ogni donna dovrebbe consultare un ginecologo se:

  • Ha fatto sesso per la prima volta o comunque ha iniziato a essere sessualmente attiva.
  • Le mestruazioni non si “presentano” da più di tre mesi (oligomenorrea).
  • Soffre di mal di stomaco, febbre e ha una secrezione vaginale verdastra e dall’odore molto forte: questi sono i sintomi tipici della malattia infiammatoria pelvica (PID).
  • Ha un ciclo mestruale molto doloroso (dismenorrea) e con perdite ematiche intense e prolungate nel tempo.
  • Soffre di patologie sessualmente trasmissibili.
  • Fuma o fa uso abituale di droghe.
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