Quali sono i rischi delle calcificazioni ateromasiche delle pareti dell'arco aortico e delle arterie coronariche?

"Dal referto di una tc polmonare, il radiologo, come reperto accessorio, ha segnalato: "alcune calcificazioni ateromasiche delle pareti dell'arco aortico e delle arterie coronariche". Ho 80 anni. La terapia che effettuo è: Dtatina da 40 mg die, Cardioaspirina da 100 mg die, antiipertensivi. Effettuo un'attività fisica aerobica (cyclette e nuoto) quasi tutti giorni, i valori del colesterolo sono nella norma, la pressione si mantiene stabile sui 130/65, con 59 battiti. Tuttavia, recentemente, nel salire delle scale, al termine di esse accuso una mancanza di fiato. Quali sono gli esami consigliati per stabilire se le calcificazioni refertate si sono modificate e si sono ulteriormente ingrossate ed estese? Le calcificazioni possono avere diversa composizione e a seconda della loro composizione diversa pericolosità?"

Buongiorno,

un'ateromasia di parete dell'arco aortico e delle coronarie, cioè un ispessimento della parete dovuto ad accumulo di grassi, di piastrine, di sali di calcio e di cellule muscolari lisce danneggiate, è un quadro di quasi normalità per un maschio di 80 anni, ipercolesterolemico e iperteso, anche se ottimamente compensato dalla terapia in corso.

Più che fare altre indagini, che non porterebbero all'acquisizione di dati efficaci a migliorare la salute, consiglio di proseguire la terapia in atto e di vivere più sanamente possibile, con attività fisica di resistenza in ambiente salubre, respiri profondi e rilassamento.

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