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Aneurisma

Aneurisma
Curatore scientifico
Dr. Veronica Villani
Specialità del contenuto
Neurologia

Che cos’è un aneurisma?

Un aneurisma è una dilatazione di un vaso sanguigno causato dall’assottigliamento della parete del vaso. Non appena il sangue scorre attraverso il vaso indebolito, la pressione sanguigna rigonfia il vaso sanguigno verso l’esterno come un palloncino. In molti casi, la causa esatta dell’aneurisma è spesso non chiara, ma i fattori di rischio noti sono:

  • fumo
  • pressione sanguigna alta (ipertensione)
  • presenza di casi precedenti di aneurisma in famiglia
Il neurologo può prendersi cura degli aneurismi cerebrali, mentre il gastroenterologo di quelli addominali.

Un’aorta addominale in salute ha un diametro di 2-3 cm. Se si sviluppa un aneurisma, il diametro dell’aorta potrebbe aumentare. L’aumento del diametro indebolisce le pareti dell’aorta, aumentandone il rischio di rottura (di una sua sfaldatura). Una rottura dell’aneurisma aortico può causare una forte emorragia interna e richiede un rapido trattamento d’urgenza per evitare il decesso. La riparazione dell’aneurisma aortico addominale è una procedura chirurgica che si esegue generalmente quando è rilevato un altissimo rischio di rottura dell’aorta addominale (una spaccatura).

L’aorta addominale occupa il centro dell’addome ed è una delle arterie più grandi nel corpo. Il compito dell’arteria addominale è prelevare il sangue dal cuore e distribuirlo attraverso una rete diramata di vasi sanguigni a tutti gli organi del corpo. Un aneurisma aortico addominale è di solito riparato usando una tecnica chiamata innesto. Consiste nel rimuovere la parte dell’aorta che contiene l’aneurisma e sostituirla con un tratto di tubo sintetico detto innesto.

Aneurisma: sintomi

L’aneurisma aortico sembra essere più diffuso in età avanzata, dai 65 anni di età e oltre. Si calcola che tra l’1,3 e l’8,9% degli uomini anziani e tra l’1-2 e il 2% delle donne anziane hanno un aneurisma aortico. Quando un aneurisma rimane intatto generalmente non causa sintomi ed è difficile per chi lo ricerca arrivare ad una più precisa valutazione.

Gli aneurismi che non causano sintomi sono conosciuti come aneurismi asintomatici. Molti aneurismi asintomatici sono diagnosticati durante controlli di routine, nel momento in cui il medico percepisce una vibrazione nell’addome, causata dallo spingere del sangue contro un punto debole della parete aortica. Altrimenti, un aneurisma aortico può essere individuato durante dei test diagnostici, come un’ecografia o dei raggi X, che sono eseguiti per la diagnosi di altre malattie.

Quando bisogna effettuare un’operazione per l’aneurisma?

A causa del rischio, è generalmente raccomandato effettuare un’operazione per riparare l’aneurisma aortico

  • se l’aneurisma sviluppa un diametro di 5,5 cm o oltre
  • se l’aneurisma cresce più di 0,6-0,8 cm nell’arco di un anno
  • se nella propria famiglia si registrano casi di rottura dell’aneurisma
La chirurgia per riparare un aneurisma aortico è consigliata quando si valuta che il rischio di rottura dell’aneurisma è più alto dei possibili rischi di una post-operazione. Il giudizio si effettua di solito su 5 fattori:

  • misura dell’aneurisma
  • velocità con cui cresce l’aneurisma
  • sesso, per ragioni non chiare, il rischio di rottura dell’aneurisma è 4 volte più alto nelle donne
  • presenza in famiglia di un parente di primo grado che ha avuto una rottura dell’aneurisma
  • presenza di valori elevati nel sangue di una sostanza chiamata MMP-9, che può essere causata da un continuo assottigliamento della parete aortica
Aneurisma

Come si interviene quando l’aneurisma aortico si rompe?

Nel caso di rottura dell’aneurisma aortico, è necessario intervenire d’urgenza per ripararlo ed evitare la forte perdita di sangue. Quando l’aneurisma aortico si rompe, si sente un immediato e forte dolore al centro o al lato dell’addome. Negli uomini, il dolore può anche irradiarsi fino allo scroto (la tasca di pelle che contiene i testicoli). Gli altri sintomi sono:

  • vertigini
  • pelle sudata e appiccicaticcia
  • battito cardiaco veloce (tachicardia)
  • mancanza d’aria
  • sensazione di svenimento
  • perdita di coscienza
Un paio di settimane prima dell’operazione di riparazione dell’aneurisma aortico addominale, il cardiochirurgo chiede al paziente di seguire un valutazione clinica pre-intervento per incontrare il chirurgo e gli altri membri del team medico, i quali registrano la storia medica del paziente ed eseguono degli esami. Si chiede al paziente di riferire tutti i dettagli riguardo i farmaci che sta assumendo. Il team medico valuta tramite dei test se il paziente è abbastanza in salute per affrontare un’anestesia e un’operazione. Questi test sono:

Se si è fumatori, si consiglia vivamente di smettere di fumare appena si viene a conoscenza della necessità di un’operazione.

Ci sono due modi per riparare l’aneurisma aortico:

  • riparazione aperta: durante l’operazione aperta, il chirurgo effettua un’incisione sull’addome per aver accesso all’aorta addominale. La sezione assottigliata dell’aorta viene aperta, prima di essere riparata con un tubicino di materiale sintetico, conosciuto come innesto. L’innesto dovrebbe aiutare a rinforzare le pareti dell’aorta, proteggendola dalle rotture (spaccature). Dopo che l’innesto è posizionato, l’aorta viene richiusa e l’incisione sull’addome viene ricucita con punti di sutura ad auto-assorbimento o graffette chirurgiche
  • riparazione endovascolare: durante la riparazione endovascolare dell’aneurisma, il chirurgo usa un tubicino chiamato stent. Lo stent viene fatto passare attraverso un catetere. Il catetere viene inserito in una delle arterie dell’inguine, prima di essere spostato fino al punto interessato. Lo stent viene inserito all’interno dell’aorta e attaccato in essa con degli spilli che hanno il compito di rinforzare le pareti dell’aorta. Il catetere, infine, viene rimosso.
Entrambe le tecniche hanno dei vantaggi e degli svantaggi.

La chirurgia endovascolare ha un ricovero post-operatorio più veloce perché non è invasiva, che significa che non implica grosse incisioni sul corpo. In termini di effetti a medio e lungo termine, sembra non ci siano differenze significanti tra le due tecniche. Tuttavia, la riparazione endoscopica può portare un più alto rischio di complicazioni rispetto alla riparazione aperta, come un mal funzionamento dello stent, che potrebbe richiedere un’ulteriore operazione per aggiustarlo. L’ovvio svantaggio della riparazione aperta è l’incisione più grande sull’addome, che può persistere per diversi mesi dopo l’operazione. Comunque, nonostante il rischio di complicazioni sia più basso con una riparazione aperta rispetto ad una riparazione endovascolare, se queste complicazioni si presentassero, risulterebbero essere molto più gravi. Si può scegliere che tipo di operazione affrontare, ma non in tutte le circostanze.

Se si ci sottopone ad una riparazione aperta dell'aneurisma aortico, si avrà un’incisione (un taglio) sull’addome, che potrebbe risultare fastidiosa all’inizio. Tuttavia, dopo pochi giorni, il fastidio dovrebbe attenuarsi di molto, ma si potrebbero avere fitti dolori ancora per 3-4 settimane. In questo caso, si prescrivono degli analgesici. 

Se ci si è sottoposti ad una riparazione endovascolare, il fastidio post-operatorio è minore, tuttavia l’incisione (il taglio) eseguita nelle arterie delle gambe potrebbe infiammarsi con il passare dei giorni. Se ci si è sottoposti ad una riparazione aperta, si dovrà rimanere in ospedale probabilmente finché i punti non si sono riassorbiti o si possono rimuovere le graffette chirurgiche e ciò può rendere necessario un ricovero di 7 o 10 giorni. Di solito, ci vogliono diversi mesi per un recupero completo. Con una riparazione endovascolare si potrebbe essere capaci di lasciare l’ospedale dopo 3-4 giorni dall’operazione. Molte persone hanno un recupero completo in due settimane.

Quali sono le complicazioni dell’intervento di riparazione dell’aneurisma aortico?

Come tutte le operazioni chirurgiche, la riparazione dell’aneurisma aortico comporta il rischio delle complicazioni. I rischi sono leggermente più alti rispetto agli altri tipi di operazione per due ragioni:

  • molti casi di aneurisma aortico si sviluppano in persone anziane (65 anni di età e oltre)
  • a causa dell’associazione a fattori di rischio per l’aneurisma, come il fumo, molte persone con la malattia possono già essere in uno stato di cattiva salute.
Mentre il rischio di queste complicazioni sembra alto, ce ne sono molte altre meno gravi della possibilità di decedere a causa di una rottura di un aneurisma (che è dell’80%).

Le complicazioni che sono associate alla riparazione dell’aneurisma aortico sono:

  • fuoriuscita di sangue dallo stent, una complicazione comune della riparazione endovascolare che si stima si presenti in un caso su otto. La fuoriuscita di sangue dallo stent può causare un aumento della pressione all’interno dell’aorta che potrebbe provocare un altro aneurisma e questo potrebbe richiedere un ulteriore intervento per riparare la perdita
  • infezione durante l’operazione causata dall’apertura di qualsiasi incisione che corre il rischio di essere contaminata dai batteri che possono innescare un’infezione. Il tipo più comune di infezione post-operatoria è un’infezione polmonare (polmonite). In base alla gravità dei sintomi, la polmonite può essere curata con antibiotici in compressa per sospensione orale o con iniezioni di antibiotici per endovena
  • attacco cardiaco. La combinazione di perdita di sangue durante l’operazione e l’effetto dell’anestesia generale può a volte scatenare un attacco di cuore, particolarmente nelle persone che già soffrono di malattie cardiache e/o la pressione alta (ipertensione). Un attacco di cuore è generalmente trattato simultaneamente con farmaci e con chirurgia
  • blocco renale acuto se, durante l’operazione, i reni subiscono un’improvvisa perdita del loro rifornimento di sangue, ne può conseguire un immediato blocco delle funzioni del rene, chiamato blocco renale acuto. Molti casi di blocco renale posso essere curati con farmaci per aumentare il rifornimento di sangue. Tuttavia, in una minoranza di casi accade che il blocco renale diventi permanente, richiedendo la necessità di dialisi
  • trombosi venosa profonda ovvero un embolo di sangue che si sviluppa all’interno del vaso sanguigno nella gamba. Può a volte verificarsi durante l’operazione come effetto dell’anestesia, che rallenta il flusso sanguigno attraverso le gambe, causando un embolo di sangue. Il rischio è che l’embolo di sangue attraversi le gambe bloccando il flusso sanguigno al cuore. Questo processo è noto come embolia polmonare
  • morte che può verificarsi come risultato delle complicazioni e/o è dovuta ad un fallimento dell’operazione, che è a capo di una rottura dell’aorta addominale
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