Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Risposte
  3. Ictus Apnee Cmp 012

Chi smette di respirare durante il sonno è a maggior rischio di ictus?

È vero che chi smette di respirare nel sonno subisce dei micro infarti cerebrali che non manifestano sintomi evidenti, ma che possono aumentare il rischio di un ictus vero e proprio?

Risposta a cura della dott.ssa Paola Proserpio, Centro di Medicina del Sonno, Dipartimento di Neuroscienze, Ospedale Niguarda, Milano.

Buongiorno,
la prima cosa da dire è che chi soffre di apnee notturne non deve mai sottovalutare il disturbo. Qualora ci fossero i campanelli d’allarme, come:

È bene parlarne con il proprio medico curante, per provare a effettuare un test diagnostico, assolutamente non invasivo: la polisonnografia

Perché è importante non trascurare la sindrome?

Perché le ripetute e costanti interruzioni del respiro nel sonno alterano il normale riposo e l’apporto di ossigeno all’organismo, verificandosi l’ostruzione delle vie aeree superiori. A lungo andare, questa condizione può diventare un fattore di rischio per le malattie cardio-cerebrovascolari; secondo recenti studi, infatti, è stato evidenziato che chi ne soffre ha una più alta predisposizione a manifestare aritmie, infarti cerebrali o cardiaci, ipertensione e insufficienza cardiaca.

Perché, in particolare, aumenta il rischio di ictus

Per rispondere alla tua domanda, è stato dimostrato che le apnee notturne rappresentano un fattore di rischio indipendente per l’ictus ischemico, sia silente (caratterizzato da microinfarti cerebrali) sia sintomatologicamente evidente.

I meccanismi fisiopatogenetici alla base di questa relazione sono diversi, tra cui l’infiammazione, lo stress ossidativo, le alterazioni dell’emodinamica cerebrale e ancora l’ipertensione arteriosa e le aritmie cardiache.

Inoltre, sembra che il rischio aumenti proporzionalmente con la gravità del disturbo respiratorio in sonno.

Perché, dunque, restare nel dubbio?

Se presenti alcuni sintomi tipici delle apnee in sonno, non aspettare oltre: indaga. Nei  casi severi, la terapia ventilatoria CPAP potrà aiutarti a star bene, a riposare meglio e a ridurre il rischio di patologie cerebro e cardiovascolari.

Hai trovato questa risposta utile?
Risposta a cura di:
Redazione Pazienti
Redazione Pazienti
Milano
Altre risposte di questo specialista
Referti radiografici post polmonite: come si leggono?
Da quanto riferisci, il quadro emerso dalla radiografia, dalla broncoscopia e dalle TAC da te eseguite, deve essere riferito ad un esteso processo bronco...
Raggi ai polmoni: come si interpretano?
Normalmente, le patologie interstiziali sono diffuse ad entrambi i polmoni e non localizzate. Visti i sintomi recenti da te accusati, il referto emerso dalla radiografia...
Tac al torace: come si legge?
La tomografia assiale computerizzata da te eseguita è sostanzialmente nella norma. Il nodulo microcalcifico rilevato è certamente di natura benigna e senza dubbio un esito...
Polisonnografia: come si interpreta?
Purtroppo, non è possibile dare un'interpretazione corretta e completa dell'esame polisonnografico da te eseguito, in quanto manca il dato più importante, sicuramente rilevato, ma...
Tac polmonare: come si legge?
Senza vedere le immagini è assai difficile esprimere opinioni precise.  Non so se tuo padre abbia avuto in passato qualche problema polmonare, ma lo sbandamento...
Vedi tutte
Risposte simili
Idrocefalo nel bambino: che cosa significa?
L'idrocefalo è determinato da un accumulo patologico di liquido cefalorachidiano o liquor nelle cavità cerebrali denominate ventricoli. Ciascun individuo produce normalmente tale...
Sclerosi multipla: cos'è la CCSVI?
La CCSVI di cui mi parli è l’acronimo di Insufficienza Venosa Cronica Cerebro-Spinale.La CCSVI è una patologia vascolare caratterizzata da stenosi venose di varia...
Diagnosi di sclerosi multipla: come si esegue?
In genere, se i disturbi neurologici sono di una certa importanza, si va dal medico curante o in alcuni casi, se l’esordio è stato acuto,...