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Spermiogramma

Spermiogramma
Curatore scientifico
Dr. Andrea Militello
Specialità del contenuto
Andrologia

Cos’è lo spermiogramma?

Lo spermiogramma è l’esame del liquido seminale, nel quale vengono valutati: volume, ph, aspetto, fluidificazione, viscosità, numero, motilità e morfologia degli spermatozoi, componente non nemaspermica (cioè tutto ciò che non sono gameti maschili, quindi emazie, cellule della linea germinativa, cellule epiteliali di sfaldamento, aggregati cellulari, materiale non cellulare).

In condizioni di normalità:

  • il volume dovrebbe essere maggiore di 2 ml;
  • il pH neutro (7,2-7,8);
  • l’aspetto avorio opalescente;
  • la viscosità normale;
  • la fluidificazione dovrebbe essere completa entro due ore massimo;
  • dovrebbe contenere almeno 20 milioni di spermatozoi per ml (o 40 milioni per eiaculato);
  • almeno il 32% degli spermatozoi si muove in modo progressivo (rettilineo);
  • almeno il 4% degli spermatozoi ha una morfologia normale.

Cos’è il liquido seminale?

Il liquido seminale è un fluido biologico costituito da:

  • una parte corpuscolata, prevalentemente formata dagli spermatozoi;
  • una parte liquida, detta plasma seminale.

Il plasma seminale è prodotto da diverse ghiandole dell’apparato maschile, e non viene accumulato in nessuna regione dell’apparato genitale, ma si forma con le spinte eiaculatorie. I tre elementi separati che lo compongono sono:

  • secreto prostatico, prodotto dalla prostata, ha pH acido;
  • secreto vescicolare, prodotto dalle vescicole seminali, è il liquido più abbondante, ha pH basico;
  • secreto epididimario, prodotto dall’epididimo, trasporta i gameti maschili.

Quando viene eseguito lo spermiogramma?

Durante una visita andrologica, il medico può richiedere diversi tipi di esame per valutare lo stato di salute del paziente (come l’uroflussometria nei casi di disturbi alle basse vie urinarie), oppure può riscontrare anomalie anatomiche, come la fimosi, o altre anomalie indicative di patologie di natura infiammatoria, meccanica, od ormonale (quali varicocele, criptorchidismo, agenesia dei dotti deferenti).

In alcuni di questi casi è utile lo spermiogramma per confermare la diagnosi o per valutare eventuali danni prodotti alla spermatogenesi.

Lo spermiogramma viene eseguito per:

  • valutare la capacità fecondante;
  • stabilire la salute del paziente in presenza di patologie andrologiche;
  • accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), quali IUI, FIVET, ICSI, nell’ambito dei programmi di crioconservazione del seme in caso di patologie e/o trattamenti che compromettano la fertilità dell’individuo.

Come avviene la raccolta del liquido seminale?

Affinché l’esame sia eseguito correttamente, il paziente deve seguire alcune indicazioni:

  • astinenza sessuale nei 3-5 giorni precedenti alla raccolta del campione di liquido seminale;
  • la raccolta può avvenire esclusivamente mediante masturbazione, nel contenitore sterile per la raccolta delle urine. Solo in casi eccezionali si può raccogliere il campione in un preservativo non citotossico;
  • l’eiaculazione deve essere completa, poiché sono con l’ultima spinta eiaculatoria si forma il liquido seminale;
  • la sede di raccolta è preferibilmente il laboratorio presso cui verrà effettuato l’esame, ma è accettabile anche l’ambiente domestico se sussistono motivazioni psicologiche. Nel secondo caso, il campione deve essere consegnato al laboratorio entro un’ora dalla raccolta, trasportato in posizione verticale, e conservato senza subire sbalzi termici.

Spermiogramma e infertilità

Lo spermiogramma consente di identificare le alterazioni di numero, forma e motilità degli spermatozoi, e si possono porre le diagnosi di:

  • oligozoospermia (numero di spermatozoi nel liquido seminale inferiore alla norma);
  • astenozoospermia (spermatozoi con motilità insufficiente);
  • teratozoospermia (numero di spermatozoi anomali superiori alla norma);
  • oligoteratoastenozoospermia (OTA) (sussistono contemporaneamente le tre condizioni precedenti);
  • azoospermia (completa assenza di spermatozoi nel liquido seminale). Questa è poi distinta in:
    • ostruttiva (gli spermatozoi vengono normalmente prodotti nel testicolo, ma non si ritrovano nel liquido seminale per un impedimento meccanico);
    • secretoria, (gli spermatozoi nel testicolo non sono prodotti o la loro produzione è profondamente ridotta).

Le condizioni precedenti sono causa di infertilità maschile. Nel corso degli accertamenti per l’infertilità, e degli interventi di fecondazione assistita, si possono effettuare anche altri test:

  • test di vitalità sul liquido seminale, valuta la presenza e la percentuale di spermatozoi vitali in un campione in cui gli spermatozoi appaiono tutti o prevalentemente immobili;
  • MAR test (Mixed Antiglobulin Reaction test), evidenzia la presenza di anticorpi IgA e IgG nel liquido seminale, i quali aderiscono alla testa dello spermatozoo e interferiscono nel processo di fecondazione;
  • spermiocoltura, verifica l’eventuale presenza di infezioni nel liquido seminale (in alcuni casi si esegue anche il tampone uretrale);
  • biopsia testicolare, nel caso di pazienti azoospermici. In anestesia locale viene prelevato del tessuto testicolare per studiarne la struttura, tramite esame istologico, e ricercare la presenza di eventuali spermatozoi. Se si rintracciano spermatozoi nel prelievo bioptico, questi vengono crioconservati e possono essere successivamente utilizzati per la fecondazione in vitro;
  • cariotipo con cariogramma, da sangue, con cui si analizzano numero e struttura dei cromosomi. Alcune condizioni genetiche, infatti, causano problemi di fertilità, oppure possono essere trasmesse ai figli;
  • esame citogenetico degli spermatozoi (FISH), nel quale si valutano le anomalie genetiche (aneuploidie) negli spermatozoi, definendo la percentuale di spermatozoi che le portano. Le anomalie possono essere responsabili di aborti spontanei e fallimento delle tecniche di fecondazione assistista, oltre che di altri problemi;
  • microdelezione del cromosoma Y, cioè lo studio del cromosoma Y per valutare l’assenza di alcune sue regioni. Le delezioni, oltre ad essere responsabili di alcune forme di azoospermia, possono essere trasmesse ai figli. Pertanto, la loro identificazione è importante nei pazienti che si sottopongono ad interventi di PMA per conoscere quale sia il rischio di trasmettere ad un figlio lo stesso problema di infertilità del padre.

Cos’è la procreazione assistita?

Con il termine procreazione medicalmente assistita si intendono le tecniche impiegate per il trattamento dell’infertilità, al fine di ottenere una gravidanza nelle coppie in cui questa non avviene spontaneamente per lungo tempo. In base all’invasività, si distinguono tecniche:

  • di I livello, cioè la IUI o inseminazione intrauterina. La donna è sottoposta a terapia ormonale per la stimolazione ovarica, mentre l’uomo deve raccogliere il liquido seminale che sarà opportunamente trattato per selezionare i gameti più idonei all’inseminazione. Nei giorni fertili (24-36 ore dopo la somministrazione dei farmaci per indurre l’ovulazione), il liquido seminale viene depositato sul fondo dell’utero;
  • di II e III livello, cioè FIVET e ICSI. La donna può ricevere la terapia ormonale, oppure si può monitorare la crescita follicolare fisiologica, prelevando l’ovocita al momento opportuno. Prima della procedura, è importante che si sottoponga ad isteroscopia, per valutare se nella cavità uterina esistono patologie che possono interferire con l’impianto dell’embrione. Il liquido seminale raccolto dal partner viene analizzato, e trattato per selezionare i gameti più idonei all’inseminazione. L’ovocita viene quindi inseminato tramite iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI), cioè esso viene iniettato direttamente nell’ovocita, oppure con fecondazione in vitro (FIV), cioè ovocita e spermatozoo vengono posti insieme in condizioni di coltura ottimali, e si attende che lo spermatozoo penetri l’ovocita. Una volta fecondato l’ovocita, l’embrione che ne risulta può essere trasferito in utero (ET, cioè trasferimento embrionale), a partire dal primo giorno dopo l’inseminazione fino allo stadio di blastocisti.
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