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Cecità corticale

Cecità corticale
Curatore scientifico
Dr. Domenico De Felice
Specialità del contenuto
Oculistica

Cos'è la cecità corticale?

La cecità corticale consiste nella perdita della vista causata da una lesione della corteccia visiva, ossia quella parte del cervello deputata all’elaborazione degli impulsi elettrici che derivano dagli occhi.

Per comprendere meglio come funziona il sistema visivo, si può paragonare a una sorta di macchina fotografica dove cornea, cristallino e corpo vitreo collaborano per mettere a fuoco l’immagine, che viene catturata sulla retina, come se fosse un sensore digitale, e quindi trasmessa attraverso i mitocondri del nervo ottico al cervello.

Quando anche solo una di tutte queste componenti che formano la vista non funziona più, viene interrotta la comunicazione tra cervello e occhi, impedendo così di vedere.

La cecità corticale non va confusa con l'amaurosi bilaterale, una condizione improvvisa e momentanea che determina la perdita della vista ad entrambi gli occhi.

Quando insorge?

La cecità corticale insorge quindi a causa di una lesione, che può essere rappresentata da:

  • traumi, come per esempio trauma cranico che intacca il lobo occipitale del cervello;
  • anomalie congenite del lobo occipitale;
  • infarti;
  • tumori che interessano l’area della corteccia celebrale;
  • lesioni delle vie ottiche;
  • lesione bilaterale della corteccia visiva primaria. 

Tuttavia, per l’insorgenza della cecità corticale completa è necessario che siano lesionati entrambi gli emisferi del cervello. Nel caso di lesione ad un solo emisfero cerebrale, si avrà un’emianopsia, cioè la perdita di metà campo visivo. 

Quali sono le cause della cecità corticale?

Le cause più comuni che possono causare una cecità corticale sono di tipo:

  • vascolare, a causa di ischemie;
  • traumatico, come una lesione bilaterale della corteccia visiva primaria ed eclampsia;
  • infettivo, ad esempio una meningite, 
  • tossico, come un avvelenamento da monossido di carbonio,
  • terapeutico, per esempio a causa di farmaci antiepilettici. 

Inoltre, anche gli interventi chirurgici possono causare la cecità corticale, specie quelli che interessano il cuore, perché hanno più probabilità di causare ipossia, ossia uno scarso apporto di ossigeno ai tessuti.

Quali sono i sintomi della cecità corticale?

I sintomi più comuni che portano alla diagnosi della cecità corticale sono:

  • perdita della vista totale o parziale;
  • mantenimento delle sole capacità di percepire luce e movimento;
  • impossibilità di percepire gli oggetti statici;
  • allucinazioni visive;
  • negazione della perdita della vista;
  • mancanza di fissazione visiva;
  • perdita di equilibrio.

Esiste una cura?

Non esiste una vera e propria cura per la cecità corticale. Alcuni pazienti sono in grado di recuperare la vista perché la condizione non è irreversibile, mentre altri, più gravi, non potranno mai più vedere nemmeno a distanza di diversi anni.

Per i casi non irreversibili, esistono delle terapie che possono velocizzare un recupero spontaneo della vista, una specie di terapia del “ri-apprendimento”, grazie alla quale il paziente ha una migliore consapevolezza dell’ambiente che lo circonda. 

Qual è la prognosi?

Pur essendo una condizione molto grave, la cecità corticale non è sempre definitiva. Infatti, in alcuni casi è possibile recuperare la vista totalmente, specie nei casi in cui la cecità è causata da ischemia ed eclampsia.

Nei pazienti non gravi, il recupero della vista non necessita di terapie farmacologiche, ma è spontaneo entro i primi sette giorni dalla comparsa dei sintomi. Inoltre, tale recupero è progressivo e inizia con la possibilità di distinguere gli stimoli luminosi. In seguito viene recuperata la sensazione di movimento e infine si è in grado di distinguere anche i colori.

Nei casi più gravi, al contrario, il recupero della vista non avviene nemmeno a distanza di anni. 

Sindrome di Anton e cecità corticale

La sindrome di Anton è una malattia caratterizzata dalla completa negazione del paziente della sua cecità: infatti, l'individuo che ne è affetto, pur non vedendo, descrive situazioni e scene ricostruendole da altri fattori sensoriali (profumi, suoni e sensazioni tattili). Il soggetto nega, dunque, l'esistenza della cecità, aggirando il problema in altro modo.

La sindrome di Anton dipende da una lesione della corteccia cerebrale che ha per oggetto la negazione anche la negazione della paralisi di alcuni arti.

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