icon/back Indietro

Ipertrofia dei turbinati

Otorinolaringoiatria
Ipertrofia dei turbinati

Cosa sono

Ogni fossa nasale è costituita da tre turbinati formati da una porzione ossea ricoperta da mucosa.

Presentano un epitelio respiratorio cilindrico e vibratile. Nell’epitelio della mucosa, sono presenti delle ghiandole siero mucose che hanno la funzione di produrre il muco all’interno del naso. Il muco ricopre diverse funzioni:
  • Filtrazione – Trattiene le particelle di polvere che normalmente vengono inalate involontariamente.
  • Riscaldamento – Cedere all’aria inspirata calore.
  • Umidificazione – Cedere all’aria inspirata umidità.
  • Trasporto muco-ciliare – Attraverso il movimento delle cellule cigliari, viene spinto nella parte posteriore delle fosse nasali, per poi scendere attraverso la faringe.

Sintomi

I sintomi di un’ipertrofia dei turbinati sono:
  • Ostruzione respiratoria nasale
  • Sensazione di orecchio chiuso
  • Scolo di muco
  • Dolori alla radice del naso
  • Diminuzione della percezione degli odori (iposmia)
  • Prurito al naso
  • Voce nasale
  • Starnuti frequenti
  • Sinusiti
  • Otite media
  • Faringiti
  • Otite siero mucosa
  • Russamento
  • Apnee del sonno
  • Malattie dell’orecchio.
Per risolvere o eliminare completamente qualsiasi sintomo e complicanza, è consigliata la terapia chirurgica. 

Attraverso questo tipo di interventi, la mucosa nasale viene ripristinata.

Quello che si prefigge un intervento del genere è di diminuire la riduzione volumetrica dei turbinati, riportandoli alla forma originaria, prima che venissero prodotti i vari danni.

Cause

Diversi le cause di una ipertrofia dei turbinati includono:
  • Allergie nasali
  • Utilizzo prolungato di spray nasali
  • Infezioni frequenti
  • Inalazione di vernici o altri agenti chimici
  • Fumo

Trattamento

Il trattamento per l'ipertrofia dei turbinati include:
  • Turbinectomia parziale – Al paziente viene somministrata un’anestesia totale, una parte dei turbinati inferiori viene rimossa, si effettua un tamponamento nasale attraverso l’inserimento di tamponi di spugna all’interno del naso per evitare emorragie; dopo 48/72 ore, i tamponi vengono rimossi
  • Decongestione sottomucosa – Si svuotano i turbinati attraverso l’inserimento di uno strumento sotto la mucosa del turbinato. Viene asportata una parte del tessuto. Anche in questo caso, l’anestesia sarà totale e il post intervento richiederà un tamponamento nasale.
  • Laser chirurgia, radiofrequenza, microdebrider – Sono le nuove tecnologie chirurgiche mininvasive. I risultati sono gli stessi, la differenza sta nella quantità di anestesia somministrata, ovvero soltanto a livello locale, e quindi non prevede il ricovero ospedaliero. Nel caso del laser, non è previsto un successivo tamponamento nasale. Grazie a questi interventi di nuova esecuzione, l’incidenza di emorragie è diminuita e i danni alla mucosa nasale sono ridotti.
  • Elettrobisturi a radiofrequenza – Il bisturi a radiofrequenza è l’elettrobisturi utilizzato per questo tipo di intervento. Viene trattata la mucosa dei turbinati. Se un soggetto è portatore di pacemaker, bisognerà scegliere un’altra tecnica, in quanto l’elettrobisturi potrebbe interferire con la corrente elettrica che accompagna la macchinetta.
  • Debrider – La mucosa del turbinato viene frantumata e poi aspirata. 

Laser per ipertrofia dei turbinati

Molti chirurghi ritengono questa tecnica la migliore, sia per riuscita sia per i postumi chirurgici.

L’anestesia è locale, anche i pazienti portatori di pacemaker possono usufruirne senza complicanze; mentre il laser svuota i turbinati, coagula contemporaneamente i vasi sanguigni, può venir utilizzata quindi anche sui pazienti scoagulati; non viene effettuato il tamponamento nasale.

Attraverso una radiazione luminosa, il laser va a colpire direttamente i tessuti della mucosa.

I tessuti assorbono l’energia del laser e la trasformano in calore, coagulando allo stesso tempo le proteine del tessuto e cicatrizzando i vasi sanguigni.

Il tessuto in questo modo viene distrutto, con delle conseguenze minime rispetto ad un vero e proprio intervento chirurgico.

La cicatrizzazione avviene in tempi ristretti e il decorso post operatorio è di brevissima durata.

La durata dell’intervento è minima, si va dai 5 ai 10 minuti al massimo e avviene nel seguente modo:
  • Due piccole garze di cotone imbevute di farmaco anestetico vengono inserite all’interno delle narici del paziente;
  • Passati 20 minuti vengono rimosse;
  • Al di sotto della mucosa dei turbinati viene inserita la fibra laser;
  • L’impulso luminoso viene emesso retraendo la fibra;
  • Viene applicata una medicazione a base di antibiotico, rimossa dopo alcune ore;
  • Passate circa 3 ore, il paziente è libero di tornarsene a casa;
  • Una visita di controllo viene effettuata dopo 20 giorni, un mese dall’intervento.
Il paziente non avverte nessun dolore e può riprendere la sua normale vita già il giorno dopo l’intervento, non essendoci bisogno del tamponamento nasale.
Dr. Domenico Benedetto Medico Chirurgo
Dr. Domenico Benedetto
otorinolaringoiatra

Contenuti correlati

Mal di gola
icon/card/otorinolaringoiatria
Il mal di gola è comunemente associato al dolore nella deglutizione e può essere causato da un'infiammazione della faringe, della laringe...
Disfagia
icon/card/otorinolaringoiatria
La disfagia è il termine medico per indicare la difficoltà di deglutizione: essa può avere diverse cause sottostanti. Clicca qui per sape...
Otite
icon/card/salute
L’otite è un’infiammazione, acuta o cronica, che interessa l’orecchio. Vi sono due forme principali: esterna o interna.