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Ipertrofia dei turbinati

Dr. Domenico Benedetto Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Domenico Benedetto, Otorinolaringoiatra
Otorinolaringoiatria
Ipertrofia dei turbinati

Cosa sono

Ogni fossa nasale è costituita da tre turbinati formati da una porzione ossea ricoperta da mucosa.

Presentano un epitelio respiratorio cilindrico e vibratile. Nell’epitelio della mucosa, sono presenti delle ghiandole siero mucose che hanno la funzione di produrre il muco all’interno del naso. Il muco ricopre diverse funzioni:
  • Filtrazione – Trattiene le particelle di polvere che normalmente vengono inalate involontariamente.
  • Riscaldamento – Cedere all’aria inspirata calore.
  • Umidificazione – Cedere all’aria inspirata umidità.
  • Trasporto muco-ciliare – Attraverso il movimento delle cellule cigliari, viene spinto nella parte posteriore delle fosse nasali, per poi scendere attraverso la faringe.

Sintomi

I sintomi di un’ipertrofia dei turbinati sono:
  • Ostruzione respiratoria nasale
  • Sensazione di orecchio chiuso
  • Scolo di muco
  • Dolori alla radice del naso
  • Diminuzione della percezione degli odori (iposmia)
  • Prurito al naso
  • Voce nasale
  • Starnuti frequenti
  • Sinusiti
  • Otite media
  • Faringiti
  • Otite siero mucosa
  • Russamento
  • Apnee del sonno
  • Malattie dell’orecchio.
Per risolvere o eliminare completamente qualsiasi sintomo e complicanza, è consigliata la terapia chirurgica. 

Attraverso questo tipo di interventi, la mucosa nasale viene ripristinata.

Quello che si prefigge un intervento del genere è di diminuire la riduzione volumetrica dei turbinati, riportandoli alla forma originaria, prima che venissero prodotti i vari danni.

Cause

Diversi le cause di una ipertrofia dei turbinati includono:
  • Allergie nasali
  • Utilizzo prolungato di spray nasali
  • Infezioni frequenti
  • Inalazione di vernici o altri agenti chimici
  • Fumo

Trattamento

Il trattamento per l'ipertrofia dei turbinati include:
  • Turbinectomia parziale – Al paziente viene somministrata un’anestesia totale, una parte dei turbinati inferiori viene rimossa, si effettua un tamponamento nasale attraverso l’inserimento di tamponi di spugna all’interno del naso per evitare emorragie; dopo 48/72 ore, i tamponi vengono rimossi
  • Decongestione sottomucosa – Si svuotano i turbinati attraverso l’inserimento di uno strumento sotto la mucosa del turbinato. Viene asportata una parte del tessuto. Anche in questo caso, l’anestesia sarà totale e il post intervento richiederà un tamponamento nasale.
  • Laser chirurgia, radiofrequenza, microdebrider – Sono le nuove tecnologie chirurgiche mininvasive. I risultati sono gli stessi, la differenza sta nella quantità di anestesia somministrata, ovvero soltanto a livello locale, e quindi non prevede il ricovero ospedaliero. Nel caso del laser, non è previsto un successivo tamponamento nasale. Grazie a questi interventi di nuova esecuzione, l’incidenza di emorragie è diminuita e i danni alla mucosa nasale sono ridotti.
  • Elettrobisturi a radiofrequenza – Il bisturi a radiofrequenza è l’elettrobisturi utilizzato per questo tipo di intervento. Viene trattata la mucosa dei turbinati. Se un soggetto è portatore di pacemaker, bisognerà scegliere un’altra tecnica, in quanto l’elettrobisturi potrebbe interferire con la corrente elettrica che accompagna la macchinetta.
  • Debrider – La mucosa del turbinato viene frantumata e poi aspirata. 

Laser per ipertrofia dei turbinati

Molti chirurghi ritengono questa tecnica la migliore, sia per riuscita sia per i postumi chirurgici.

L’anestesia è locale, anche i pazienti portatori di pacemaker possono usufruirne senza complicanze; mentre il laser svuota i turbinati, coagula contemporaneamente i vasi sanguigni, può venir utilizzata quindi anche sui pazienti scoagulati; non viene effettuato il tamponamento nasale.

Attraverso una radiazione luminosa, il laser va a colpire direttamente i tessuti della mucosa.

I tessuti assorbono l’energia del laser e la trasformano in calore, coagulando allo stesso tempo le proteine del tessuto e cicatrizzando i vasi sanguigni.

Il tessuto in questo modo viene distrutto, con delle conseguenze minime rispetto ad un vero e proprio intervento chirurgico.

La cicatrizzazione avviene in tempi ristretti e il decorso post operatorio è di brevissima durata.

La durata dell’intervento è minima, si va dai 5 ai 10 minuti al massimo e avviene nel seguente modo:
  • Due piccole garze di cotone imbevute di farmaco anestetico vengono inserite all’interno delle narici del paziente;
  • Passati 20 minuti vengono rimosse;
  • Al di sotto della mucosa dei turbinati viene inserita la fibra laser;
  • L’impulso luminoso viene emesso retraendo la fibra;
  • Viene applicata una medicazione a base di antibiotico, rimossa dopo alcune ore;
  • Passate circa 3 ore, il paziente è libero di tornarsene a casa;
  • Una visita di controllo viene effettuata dopo 20 giorni, un mese dall’intervento.
Il paziente non avverte nessun dolore e può riprendere la sua normale vita già il giorno dopo l’intervento, non essendoci bisogno del tamponamento nasale.

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