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Iposmia

Iposmia
Curatore scientifico
Dr. Francesco Asprea
Specialità del contenuto
Otorinolaringoiatria

Cos’è l'iposmia

L’iposmia, nota anche con il termine più diffuso anosmia, consiste nella diminuzione o completa assenza dell’olfatto. L’insorgere di tali condizioni può dipendere da diversi fattori e da molte patologie nasali, come per esempio:

Più nello specifico, le cause dell’iposmia possono essere di tue tipi: 

  • Ostruttive –  Tali cause impediscono agli odori di raggiungere l’area olfattiva. 
  • Neurosensoriali – I motivi neurosensoriali comprendono invece i danni che possono subire le cellule olfattive e nervose, come il nervo o l’area cerebrale olfattiva. In questo caso l’anosmia può anche far parte dei sintomi del Parkinson e in particolar modo del Parkinson giovanile. 

Sintomi della mancanza di olfatto

Il segno più evidente dell'anosmia è la perdita di olfatto. Alcune persone con anosmia possono anche notare un cambiamento nella percezione dell'odore. Per esempio, anche gli odori più familiari iniziano progressivamente ad affievolirsi. 

Cause di iposmia

Le cause dell'anosmia più comuni sono:

Altre cause di iposmia possono essere:

Diagnosi di iposmia

La diagnosi di anosmia si può diagnosticare con una visita medica specialistica e un'anamnesi completa del paziente.

Per comprendere quali sono le patologie o i disturbi che stanno alla base dell’iposmia è necessario sottoporre il paziente che non riesce a percepire gli odori a diversi test ed esami, come:
  • Olfattometria – Durante questo esame il paziente annusa diverse sostanze che stimolano i sensi olfattivi associati ad altre sensazioni. In questo modo è possibile definire il grado di riduzione o l’eventuale completa assenza di olfatto, senza tuttavia diagnosticarne la causa.
  • Endoscopia – Si tratta di uno dei test più accurati per determinare le cause di anosmia, costituito da un tubicino fornito di fibre ottiche che viene inserito nella cavità nasale. Attraverso l’endoscopio è possibile osservare la zona superiore del naso per determinare eventuali ostruzioni che determinano anche difficoltà a respirare, come per esempio polipi e ostacoli meccanici.
  • TAC – La risonanza magnetica utilizzata per avere un’immagine completa dei seni nasali.
  • Rinomanometria – Si tratta di un esame utile a valutare la funzionalità del naso e che indica la resistenza delle narici al passaggio dell’aria. 

Cura per l'iposmia

Se la causa dell’anosmia è di tipo ostruttivo, è necessario rimuovere l’ostruzione per via chirurgica e ripristinare quindi l’olfatto nella maggior parte dei casi.

Quando l’anosmia è un sintomo di malattie e patologie più gravi è invece necessario intervenire sulle cause che l’hanno provocata. Con il trattamento delle condizioni che stanno alla base dell’iposmia è possibile ripristinare il senso dell’olfatto, se i centri nervosi non sono stati danneggiati in modo permanente. 

Anosmia e parosmia

Diversamente dall'anosmia, che indica la perdita totale dell'olfatto, la parosmia descrive una condizione in cui il senso olfattivo risulta distorto.

Chi soffre di parosmia può quindi sperimentare una perdita di intensità dell'odorato, il che significa che non è in grado di rilevare l'intera gamma di profumi presenti nelle sostanze e negli alimenti. A volte la parosmia fa anche risultare sgradevoli gli odori di cibi e situazioni quotidiane.

Quindi, il principale sintomo di parosmia è la percezione di un odore sporco e persistente, soprattutto per quanto riguarda gli alimenti. Si può anche avere difficoltà a riconoscere o notare alcuni profumi, a causa di danni ai neuroni olfattivi: profumi che un tempo si trovava piacevoli possono ora sembrare eccessivamente forti e insopportabili.

Alcune persone possono anche percepire un forte olezzo proveniente dal cibo, al punto da provare nausea e forte repulsione. I casi più frequenti di parosmia diventano evidenti dopo essere guariti da un'infezione.

La causa di parosmia dipende infatti da un danneggiamento dei neuroni olfattivi a causa di un virus o di altre condizioni di salute. Recentemente, si è peraltro discusso degli effetti collaterali del covid-19 annoverando tra questi la parosmia. Tra i sintomi del coronavirus, infatti, sono presenti anche la perdita di olfatto e gusto, sensi che tuttavia non vengono riacquisiti rapidamente una volta guariti.

Può quindi capitare di percepire odori alterati nei cibi e nelle bevande quotidiane, modificando anche la percezione del gusto. La durata della parosmia è variabile, ma è anche vero che manca una solida letteratura scientifica sul Covid-19 che possa certificare la cronicità della parosmia nei pazienti guariti dal coronavirus.
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