Attività fisica, alimentazione e gestione dello stress: ecco le 3 abitudini che, secondo la scienza, possono fare la differenza per una longevità in salute.
Attività fisica, alimentazione e gestione dello stress: ecco le 3 abitudini che, secondo la scienza, possono fare la differenza per una longevità in salute.
Non conta solo abbassare il colesterolo LDL: le oscillazioni nel tempo aumentano il rischio di infarto e ictus. Cosa dice il nuovo studio e cosa cambiano le linee guida 2026.
La forza della presa della mano può predire rischio cardiovascolare, declino cognitivo e mortalità. Cosa emerge dagli studi scientifici
Stanchezza, peso che cambia, insonnia: la tiroide risente anche dell’alimentazione. Ecco i nutrienti chiave, i falsi miti e i consigli degli esperti per proteggerla.
Uno studio dell’Università dell’Alabama suggerisce che la dieta chetogenica possa ridurre lo stress del pancreas e migliorare la funzione delle cellule beta nel diabete di tipo 2.
Una meta-analisi conferma che camminare subito dopo i pasti aiuta a ridurre la glicemia post-prandiale più dell’esercizio prima di mangiare. Ecco perché e quanto basta muoversi.
Il Rapporto sul disagio giovanile 2026 rivela dati allarmanti: ansia, isolamento e bullismo invisibile colpiscono la Gen Z. Un giovane su tre si sente più compreso dall’IA che dagli adulti.
Il nuovo report ISS sui primi mille giorni di vita fotografa un’Italia divisa: migliorano alcuni indicatori di salute materno-infantile, ma preoccupano schermi precoci, calo dell’allattamento e differenze Nord-Sud.
Uno studio su quasi 500 bambini suggerisce che alti livelli di vitamina D in gravidanza possano favorire memoria e apprendimento fino ai 10 anni. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori.
La riforma della Legge 104 cambia il sistema di valutazione della disabilità: nuove patologie riconosciute, visite INPS unificate e novità in arrivo dal 2027
Dal focolaio partito in Texas ai migliaia di casi registrati in Messico: cosa sappiamo sull’epidemia di morbillo e perché gli esperti guardano con attenzione anche all’Italia.
Il latte umano donato riduce il rischio di gravi complicanze nei neonati prematuri. Ecco chi può donare, come funzionano le banche del latte e perché questa pratica è così importante.