Eritema solare? Ecco cosa fare

Eritema solare? Ecco cosa fare

L’eritema solare è una patologia della pelle, più precisamente un’infiammazione, causata da esposizioni ripetute o prolungate ai raggi solari, in particolare ai raggi ultravioletti di lunghezza d’onda compresa tra i 280 e i 315 nm, più conosciuti come UVB.

Soprattutto nelle fasi iniziali dell’esposizione, quando la pelle ha poco pigmento, basta meno di un quarto d’ora di esposizione al sole perché la pelle risponda all’aggressione dei raggi UVB, mettendo in moto un meccanismo di difesa, che inizia con la vasodilatazione, da cui il rossore sulla pelle, e a cui si aggiungono sintomi come, dolorabilità, bruciore e prurito e, nei casi più gravi, febbre, debolezza e la comparsa vescicole o bolle piene di siero.

L’eritema può presentarsi, quindi, come una vera e propria ustione la cui gravità dipende direttamente dalla durata e dell’intensità dell’esposizione e può richiedere un trattamento medico.

Fattori di rischio

I bambini e le persone con carnagione chiara sono i soggetti più a rischio. I bambini fino a un anno non dovrebbero mai essere esposti, direttamente, ai raggi solari, poiché la gravità dell’eritema è direttamente proporzionale al tempo di esposizione. Sono da considerare a rischio tutti coloro che, per lavoro o anche solo per vacanza, passano molto tempo al sole, soprattutto in zone dove l’esposizione è più difficile da evitare.

Altri fattori di rischio da non sottovalutare sono alcuni farmaci fotosensibilizzanti, come i contraccettivi orali, alcuni Fans (nimesulide) ed alcuni antibiotici, antimicotici e diuretici.

I pericoli dell’eritema solare

Il rischio maggiore, causato dalle ripetute ed eccessive esposizioni ai raggi solari, è quello del melanoma, la forma più grave di cancro della pelle.

A differenza di altri tumori maligni della pelle, come il carcinoma a cellule squamose, che dipendono direttamente dalla quantità dell’esposizione ai raggi UVB, in altre parole da anni di abbronzature, naturali o artificiali, il melanoma è favorito dall’intensità dell’esposizione. Anche una sola esposizione breve ma molto intensa, di quelle che provocano la comparsa di macchie e vesciche, fa aumentare il rischio di melanoma in modo significativo.

Il melanoma, come gli altri tumori della pelle indotti dai raggi UV, può presentarsi in qualunque parte del corpo, non necessariamente nella zona colpita dall’eritema.

Cinque modi per trattarlo

Prevenire il rischio di melanoma o di tumori della pelle è meglio che curare e, in più, è molto semplice. Evitare l’esposizione nelle ore più calde, proteggersi sempre con cappello, occhiali da sole e creme con fattore da 15 in su e, per i bambini, evitare le esposizioni prolungate. In caso vi siate “scottate” sotto il sole, ecco alcuni consigli per trattare l’eritema e limitare i danni, ricordando che i primi sintomi dell’eritema possono comparire alcune ore dopo l’esposizione al sole e iniziano con una sensazione di bruciore.

Fare una doccia o un bagno freschi e, al termine, utilizzare una crema idratante. Serve per lenire la pelle e rendere meno evidente il processo di desquamazione. In caso di disagio molto forte può essere utile una pomata a base di idrocortisone, da applicare sulla zona colpita per uno o due giorni.

Assumere vitamina C ed E può aiutare a limitare i danni superficiali della pelle. Bere molta acqua per mantenersi ben idratati e compensare la perdita di liquidi dovuta all’esposizione e alle scottature più profonde.

L’ibuprofene, un noto antinfiammatorio, da prendere alle prime avvisaglie di arrossamento e per 48 ore, può essere molto utile sia per limitare l’infiammazione e i danni alla pelle che per ridurre i rischi di danni a lungo termine.

Fate attenzione all’estensione della scottatura, nella maggior parte dei casi l’eritema solare è curabile direttamente a casa ma meglio rivolgersi al servizio medico se la zona arrossata è molto estesa, ad esempio tutta la schiena di un bambino, ci sono bolle, dolori e presenza di febbre e brividi.

I rimedi naturali

Ci sono anche molti rimedi naturali, per trattare gli eritemi solari, alcuni anche estremamente semplici.

Il primo e più semplice consiste nel preparare e applicare delle compresse d’acqua fresca, bagnando una garza con acqua e ghiaccio e applicandola sulla zona da trattare. Va mantenuta finché l’acqua è fredda e poi sostituita. Se l’eritema non è in fase avanzata, può essere utile a combattere l’infiammazione e il bruciore.

Se il prurito è molto intenso può essere alleviato, mescolando all’acqua la polvere di domeboro.

Altri impacchi possono essere preparati con:

  • farina d’avena
  • latte scremato

Impiastro con amido di mais: aggiungere all’amido di mais una quantità d’acqua sufficiente per ottenere un impasto cremoso che andrà applicato direttamente sulla zona colpita.

In alternativa agli impacchi, possono essere effettuati ripetuti bagni in acqua fredda. In ogni caso, attenzione a non usare sapone o bagno schiuma che potrebbero irritare maggiormente le aree colpite.

Contro il dolore è consigliato anche il bagno con il bicarbonato di sodio. Immergersi in acqua a cui è stato aggiunto bicarbonato di sodio in grande quantità e, una volta usciti, lasciare asciugare naturalmente la pelle, senza usare asciugamani. Il bicarbonato di sodio ha diverse proprietà lenitive.

Se l’eritema interessa le palpebre, può essere utile, contro il dolore, un impacco di acqua e te, utilizzando bustine di te precedentemente immerse in acqua.

Aloe vera: esistono evidenze scientifiche sulle proprietà dell’aloe vera nel favorire i processi di guarigione. Anche utilizzando direttamente le foglie, dopo averle spezzate per favorire la fuoriuscita dell’aloe. L’unica controindicazione è per i soggetti allergici.

Mantenete un alto livello di attenzione anche quando l’eritema è passato. Ci vogliono, infatti, dai 3 ai 6 mesi perché la pelle ritorni alla normalità. In questo periodo, è più sensibile e più facilmente attaccabile dagli agenti infettivi.

Mantenere protetta la zona ustionata e utilizzare creme con fattore di protezione molto alto. E’ bene, a proposito delle creme, ricordare che vanno applicate circa 30 minuti prima di uscire all’aperto e che è bene applicarle anche se la giornata è nuvolosa dal momento che una certa quantità di raggi UV è in grado di penetrare lo strato nuvoloso.

 

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