Listeria, Salmonella, E. coli: pericolosi batteri che possono “nascondersi” nel cibo

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Elisabetta Ciccolella

Data articolo – 06 Luglio, 2016

I batteri nel cibo
Indice del contenuto

Avete l’acquolina in bocca? Probabilmente, questo articolo vi basterà a saziarvi. Parliamo, infatti, di batteri nemici della salute, che possono “nascondersi” nei cibi che comunemente consumiamo.

Vediamo quali sono.

Listeria

La listeria è una famiglia di batteri composta da dieci specie. Una di queste, Listeria monocytogenes, causa la listeriosi, una malattia che colpisce l’uomo e gli animali. La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare alimenti freschi, come frutta e verdura cruda, ma anche cibi soggetti a processi di trasformazione come i formaggi.

Ma non solo: la listeria può diffondersi anche in prodotti lattiero-caseari a base di latte crudo, come yogurt e formaggi molli. Nelle persone infette, i sintomi variano da lievi segni simil-influenzali, come nausea, vomito e diarrea, a infezioni più gravi, quali meningite e altre complicanze potenzialmente letali. Le persone più sensibili alle infezioni da Listeria sono gli anziani, le donne in gravidanza, i neonati e le persone con deficit del sistema immunitario.

Poiché la listeria può sopravvivere anche a temperature più fredde, non è sufficiente la refrigerazione degli alimenti per evitare contaminazioni batteriche. Per rendere più sicura la nostra alimentazione, è consigliabile controllare sempre le etichette dei cibi e assicurarsi che il latte utilizzato nei vari prodotti sia pastorizzato.

Inoltre, la listeria può contaminare anche salumi e carni e per questo si consiglia di non consumare alimenti precotti o pronti all’uso, oltre la data di scadenza.

Salmonella

La salmonella è un batterio che può contaminare qualunque tipo di cibo, anche se è presente con maggiore probabilità nei prodotti di origine animale a causa del contatto con le feci degli animali stessi: in particolare, si può contrarre la salmonellosi anche ingerendo uova fresche.

I sintomi correlati a questa fastidiosa intossicazione alimentare includono spasmi gastro-intestinali, febbre e diarrea che possono comparire da 12 a 72 ore dopo l’esposizione al batterio e possono durare da 4 a 7 giorni.

Le infezioni da salmonella possono risultare gravi o addirittura fatali in soggetti ad alto rischio, come neonati o anziani già affetti da altre patologie. Per evitare di incorrere nella salmonellosi, è consigliabile evitare l’uso di uova crude o poco cotte. Inoltre, risulta opportuno conservare in modo adeguato il pollame e lavare accuratamente mani, taglieri e altri utensili utilizzati nella preparazione del pollame stesso.

Oltre il pollame, altri alimenti in cui è possibile la contaminazione da salmonella sono cibi freschi, quali pomodori, papaya e insalata e, in generale, la carne cruda soprattutto la carne macinata.

In generale, il trattamento della salmonellosi consiste in un semplice riposo con associata alla somministrazione di liquidi e sali minerali, in modo da coprire le perdite fecali. Solo nei casi più a rischio di complicanze viene intrapresa una specifica terapia antibiotica.

Prevenire la salmonella e i suoi spiacevoli sintomi significa essenzialmente lavarsi accuratamente le mani prima di manipolare gli alimenti, evitare il consumo di carni e uova crude o poco cotte, lavare accuratamente i vegetali prima del consumo, e conservare in frigo a 4°C gli alimenti a rischio salmonella (salse o creme a base di uova crude, come maionese, tiramisù ecc.).

È importante ricordare che le salmonelle di norma non determinano alcuna alterazione organolettica dell’alimento, il quale può comunque trovarsi in particolari e insospettate condizioni di tossinfettività.

Escherichia Coli

Ci sono centinaia di ceppi di Escherichia Coli ed alcuni di essi sono inoffensivi, ad esempio quelli che colonizzano l’apparato digerente degli esseri umani: questi ceppi fanno, infatti, parte della flora batterica intestinale e sono indispensabili per la nostra salute.

Tuttavia, altri ceppi di questo batterio, ad esempio l’Escherichia Coli sierotipo O157:H7, sono in grado di provocare un grave avvelenamento negli esseri umani. Il bestiame da allevamento è la principale fonte di E. coli O157:H7. In particolare, questo tipo di E. coli vive nell’apparato gastro-intestinale dei bovini e può contaminare la carne nel corso dei processi di macellazione: bisogna prestare particolare attenzione alla carne macinata che è un cibo ad alto rischio di contaminazione.

I sintomi da infezione da e.coli includono forti crampi addominali, diarrea e vomito: l’infezione, che dura in genere una settimana circa, compare diversi giorni dopo l’esposizione batterica e può rivelarsi particolarmente grave in soggetti vulnerabili.

Anche frutta e verdura possono essere contaminati con E. coli, se nel fertilizzante o nell’acqua utilizzata nell’irrigazione dei vegetali risulta presente il batterio. In particolare, le verdure a foglia verde come gli spinaci vengono considerati a maggiore rischio di contaminazione da E. coli.

In generale, tra i cibi che possono causare intossicazioni da di Escherichia Coli ci sono:

  • Hamburger crudi o cotti male
  • Salame
  • Spinaci, lattuga, germogli
  • Latte e succo di mela
  • Acqua contaminata, proveniente dai pozzi o dalle superfici frequentate dagli animali

Per prevenire l’infezione da Escherichia Coli produttore di Shiga-tossine (STEC) è consigliabile:

  • Lavarsi bene le mani dopo essere andati in bagno o dopo aver cambiato i pannolini del proprio bambino.
  • Lavarsi bene le mani dopo aver toccato gli animali, le cucce, le gabbiette o qualsiasi materiale contaminato dalle feci degli animali.
  • Mangiare solo carne e salumi ben cotti, siano essi di vitello, di maiale o di agnello.
  • Cuocere la carne fino a farle raggiungere una temperatura interna di almeno 71 °C.
  • Evitare il latte e i succhi non pastorizzati.
  • Lavare bene la frutta e la verdura prima di consumarle crude.
  • Evitare la contaminazione incrociata durante la preparazione degli alimenti, lavando bene le mani, le superfici, i taglieri e gli utensili dopo aver toccato la carne cruda.
  • Tenere la carne cruda lontana dagli alimenti pronti da consumare.
  • Evitare rapporti oro-anali o altre pratiche sessuali che possano portare alla bocca organi venuti a contatto con la zona anale e perianale.

 

 

 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
Un piatto con la dieta per la malattia renale cronica.
+1
Quanto incide la dieta sul rischio di malattia renale cronica? Ecco cosa dice la scienza

Quanto conta davvero l’alimentazione per la salute dei reni? Un ampio studio ha fatto chiarezza mostrando una dieta che potrebbe avere enormi benefici in termini di prevenzione della malattia renale cronica. Scopri quale.