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Possono essere problematici i test cutanei per i bambini?

Mio figlio deve sottoporsi ai test cutanei per individuare delle allergie ai farmaci: potrebbe avere delle conseguenze?

L'esecuzione dei test cutanei per i farmaci è relativamente semplice nell’adulto, ma può presentare qualche problema nel bambino, in particolare se piccolo. La validità diagnostica dei test cutanei non è la stessa per tutti i farmaci; in generale, è buona per i beta lattamici, mentre per altri farmaci come macrolidi, anestetici locali e antinfiammatori non steroidei, i test cutanei non sono sufficientemente standardizzati. L’unico modo per fare la diagnosi è ricorrere al test di provocazione.

Inoltre, va considerato che la sensibilizzazione a farmaci decresce nel tempo, per cui la positività sia dei test cutanei sia dei test in vitro tende a negativizzarsi nel tempo.

I pazienti che sono stati ospedalizzati a causa di una reazione allergica e/o che hanno avuto una grave reazione d’ipersensibilità ad un farmaco con pericolo di vita come l’anafilassi o che hanno presentato reazioni cutanee ritardate severe (per esempio, necrolisi tossica dell’epidermide, esantema bolloso, gravi vasculiti, sindrome di Stevens-Johnson) sono a rischio di reazione durante i tests, per cui in questi casi la loro esecuzione è controindicata.

La valutazione del tipo di procedura diagnostica da seguire e del rapporto rischio-beneficio è comunque di esclusiva pertinenza dell’allergologo, che deciderà in base alla gravità della reazione clinica presentata dal paziente, alla possibilità di trattamento in caso di reazioni avverse e all’importanza del farmaco per lo specifico paziente.

Per questo ti consiglio di parlarne con il pediatra, che saprà consigliarti il miglior test da effettuare. 

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Risposta a cura di:
Dr. Roberto Bernardini
Dr. Roberto Bernardini
Firenze - VIALE BOCCACCIO
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