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Come affrontare un problema di rifiuto sessuale da parte del compagno?

Buongiorno, io e il mio compagno conviviamo da 7 anni. Avevamo una buona vita sessuale. Da 2 anni, il mio compagno è in terapia perché sono emersi dei ricordi, risalenti alla sua adolescenza, che riguardano delle violenze sessuali ripetute negli anni subite da un cugino. È entrato nel tunnel della depressione. Oggi sta meglio, ma vuoi per i farmaci che ancora assume, anche se in dosi minori, vuoi perché non ha del tutto elaborato, soffre di impotenza (uno dei primi segnali che ha fatto scattare dei controlli). Mi dice che non ha alcun desiderio sessuale e che non riesce neanche a toccarmi, perché non se la sente e i ricordi riemergono, tanto che mi ha parlato di ribrezzo al solo contatto. Sono molto frustrata non solo nell'aspetto sessuale, ma anche perché sono venute a mancare le coccole, gli abbracci o delle semplice carezze (molto sporadiche) e di tanto in tanto qualche bacio a stampo. Lui si reca settimanalmente dalla psicologa. Crede che debba rivolgermi ad un sessuologo? Devo aspettare? Grazie e cordiali saluti.

Buongiorno,
sicuramente, la situazione che mi racconti è da valutare con l'aiuto di un esperto. La depressione, come anche l'ansia, possono incidere sia sulla vita sessuale della persona (togliendo ad esempio il desiderio o generando in alcuni casi impotenza a causa dei farmaci che si assumono) sia sulla partecipazione e l'entusiasmo mostrato dalla persona nel corso della quotidiana vita di coppia.

La depressione è come se svuotasse la persona, privandola di emozioni e desideri. Pertanto, la descrizione che fai è molto simile a quella di molte altre persone che vivono con un partner depresso o in cura per problematiche complesse come quelle che ci descrivi.

Qualora lo riteneste necessario, e qualora il tuo partner fosse d'accordo, potete contattare un terapeuta di coppia, per provare a cercare insieme una soluzione. Oppure, se la terapeuta del tuo compagno lo riterrà idoneo, a volte si fanno anche colloqui di coppia all'interno di una terapia personale, in base al metodo di lavoro della collega che affianca il tuo compagno.

Spero di esserti stata utile, per ulteriori informazioni, non esitare a farmi altre domande.

In bocca al lupo per tutto
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Risposta a cura di:
Dr.ssa Chiara Facchetti
Dr.ssa Chiara Facchetti
Milano - Via Teodosio, 65, Milano, MI, Italia
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