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Cascara: proprietà e modalità di utilizzo

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 26 Febbraio, 2024

cascara

La cascara, anche chiamata cascara sagrada (cioè "sacra"), è una pianta dalla cui corteccia si ricava una sostanza che viene utilizzata per la sua potente capacità lassativa. Andiamo alla scoperta delle proprietà di questa specie vegetale, delle sue controindicazioni e delle modalità di utilizzo.

Cos'è la cascara e come si utilizza

La cascara è il nome comune della pianta del Rhamnus purshiana, dalla cui corteccia si ricava il principio attivo utilizzato come rimedio lassativo. 

Definita anche cascara sagrada, cioè "sacra", per via delle sue numerose proprietà terapeutiche, questa specie vegetale è un albero a foglia caduca che può raggiungere i 18 metri di altezza e che cresce spontaneamente in Africa, nella costa pacifica, in Canada, in Cile, ma anche in Europa. 

Sembra che l'appellativo di "corteccia sacra" sia stato attribuito alla cascara dai Nativi americani, e che il nome venne poi ripreso dagli Spagnoli, i quali ritenevano che l'Arca dell'Alleanza fosse stata costruita proprio con il legno di quest'albero.

Della cascara si utilizza la corteccia, la quale viene raccolta durante la stagione secca e poi viene lasciata a seccare per almeno un anno prima di utilizzarla per preparare dei rimedi erboristici, in modo da attenuarne, così, l'effetto negativo. 

La corteccia si distingue per la presenza degli antrachinoni, ovvero delle sostanze (fra cui i Cascarosidi, l'Aloina e la Crisaloina) le quali sono le dirette responsabili della capacità stimolante di questa corteccia.

Essa viene sfruttata soprattutto per la preparazione di tisane e infusi utili in caso di stipsi, tuttavia si può trovare la cascara anche in combinazione con altre piante dall'azione simile (come ad esempio la frangula o il rabarbaro) o sotto forma di integratore da assumere per via orale

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L'estratto di cascara, inoltre, viene incluso anche nella preparazione di numerosi farmaci da banco venduti come rimedio per la stitichezza.

La dose media giornaliera è di circa 2-3 mg di estratto, da assumere preferibilmente alla sera, in quanto l'azione lassativa della cascara non è immediato, ma si esplica dopo circa 8-16 ore dalla sua assimilazione.

Cascara sagrada: quali proprietà

La corteccia essiccata della cascara viene utilizzata principalmente per via delle sue potenti proprietà lassative, dovute soprattutto alla presenza di derivati idrossiantracenici e loro glucosidi. 

Questi, infatti, hanno la capacità di stimolare l'avvio della peristalsi e di conseguenza di facilitare l'espulsione delle feci. Gli antrachioni agiscono sulla contrazione muscolare del colon, intensificando la peristalsi, inoltre essi richiamano acqua da parte dell'intestino, rendendo così le feci più morbide e idratate e, di conseguenza, più facili da espellere.

Questa pianta viene inoltre impiegata dalla medicina popolare come tonico e per la disinfezione delle ferite, mentre in ambito omeopatico essa viene sfruttata per migliorare la digestione e i dolori dovuti ai reumatismi. 

A basso dosaggio l'assunzione di questa corteccia agisce come colagogo, come depurativo e drenante, pertanto può essere utile in caso di digestione lenta o di patologie a danno del fegato. Non a caso, un tempo la tradizione popolare utilizzava la cascara per preparare amari digestivi o tonici.


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Controindicazioni ed effetti collaterali della cascara

Prima di utilizzare la cascara per contrastare la stitichezza è opportuno chiedere consiglio al proprio medico in quanto questa sostanza svolge un'azione irritante nei confronti delle pareti intestinali e, pertanto, potrebbe non essere adatta a tutti i soggetti. 

Tale pianta, inoltre, ha la capacità di interagire con numerosi farmaci (come ad esempio quelli per il cuore, i beta-bloccanti, alcuni diuretici, antibiotici o analgesici) e presenta alcuni effetti collaterali da non sottovalutare.

In particolare, la cascara può provocare:

La Cascara fa parte di quella famiglia di lassativi irritanti, il cui funzionamento è quello di promuovere le contrazioni ritmiche dei muscoli intestinali, facilitando dunque l’evacuazione. A causa del suo meccanismo d’azione l persone che soffrono di patologie a danno dell'intestino dovrebbero evitare di assumere la cascara, soprattutto se soffrono di:

Le donne in gravidanza o che stanno allattando, così come i bambini fino ai 12 anni, dovrebbero altresì evitare di assumere questo rimedio ed orientarsi verso specie vegetali dall'azione più delicata.

Si consiglia l'assunzione della cascara per un massimo di due volte a settimana e per non più di 14 giorni, in quanto essa causa facilmente una sorta di dipendenza (sindrome dell'intestino pigro), che rende poi molto più difficile evacuare naturalmente.

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Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Dr. Luca Berton
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