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Utero setto

Utero setto
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cos’è l’utero setto?

L’utero setto è una condizione congenita caratterizzata da una forma anomala dell’utero. Si calcola che circa il 5-10% delle donne presenti una malformazione dell’utero. Oltre alla condizione di utero setto, è infatti possibile individuare altre situazioni di malformazioni uterine come:

Nel caso dell’utero setto, la cavità uterina appare suddivisa da un setto fibro-muscolare in 2 diverse porzioni. Tale setto si estende generalmente dal fondo dell’utero e può raggiungere la cervice uterina. Nella maggior parte dei casi, il setto non raggiunge la cervice uterina e quindi la divisione è solo parziale (utero subsetto). Se invece il setto si porta fino alla cervice, è possibile avere una divisione completa della cavità uterina in 2 cavità.

La differenza tra utero setto e utero bicorne è data dal fatto che nell’utero bicorne si hanno 2 emiuteri distinti, ognuno con la tuba afferente. Per lo più, uno dei due emiuteri è più sviluppato rispetto all’altro, il che permette che, se una gravidanza si impianta nel corno più sviluppato, è più facile che la gravidanza stessa possa procedere sino ad epoca di vitalità del feto. In caso contrario, sono più facili gravidanze abortive dalla 16^ settimana.

Quali sono le cause di utero setto e delle altre malformazioni uterine?

L’utero setto è una condizione congenita, presente quindi sin dalla nascita. Durante lo sviluppo embrionale, l’utero è inizialmente costituito da due dotti paramesonefrici che, su stimolazione degli estrogeni, tendono ad unirsi dando luogo all’utero, alle tube e alla vagina.

Per motivi ancora sconosciuti, durante il processo di fusione, non si verifica il normale assorbimento del setto fibro-muscolare, per cui, la cavità uterina risulta divisa in due parti.

Si avvertono dei sintomi?

Molte donne nemmeno si accorgono della forma anomala del proprio utero, riuscendo tranquillamente a portare a termine la gravidanza.

In alcuni casi, le donne con utero setto vanno incontro a perdite abbondanti durante il ciclo mestruale. Tuttavia, poiché l’utero è l’organo in cui avviene l’impianto dell’embrione e il successivo sviluppo del feto, eventuali anomalie morfologiche di quest’organo hanno inevitabilmente ripercussioni sulla vita riproduttiva della donna.

Utero setto e gravidanza: si possono avere figli?

Come detto in precedenza, una donna con utero setto può tranquillamente portare a termine la gravidanza e avere figli, senza neanche conoscere la propria condizione. Tuttavia, recenti studi hanno evidenziato che una donna con utero setto ha un rischio maggiore di aborti e di parti prematuri. In generale, sono due le teorie che provano a spiegare il ruolo del setto nell’ambito di queste complicazioni.

La prima teoria fa riferimento alle caratteristiche del setto. Il setto è costituito prevalentemente da tessuto muscolare e fibroso ed è scarsamente vascolarizzato, a differenza del resto dell’utero. Un embrione che si impianta a tale livello potrebbe non ricevere sangue e nutrienti necessari per poter crescere, con inevitabile aborto. In realtà, pare che questa situazione si verifichi nelle primissime fasi della gestazione, pertanto, la donna potrebbe anche non venire a conoscenza della gravidanza.

La seconda teoria prende in considerazione lo spazio che il setto occupa all’interno della cavità uterina. Il feto che cresce potrebbe non avere spazio a sufficienza a causa della presenza del setto, causando aborti o parti prematuri.

Inoltre. è da tenere presente che in caso di utero bicorne o setto, anche la parte di endometrio (rivestimento interno della cavità uterina) si ipertrofizza, come se dovesse ricevere l’uovo fecondato, ma non essendo occupato da placenta, potrà determinare perdite ematiche in gravidanza, sin dai primi periodi, erroneamente interpretabili come minaccia d’aborto: una accurata ecografia potrà dirimere i dubbi e, a volte, far porre diagnosi già allora di malformazione uterina.

Diagnosi di utero setto

Per poter diagnosticare l’utero setto, sono disponibili diversi metodi diagnostici come l’isterosalpingografia e l’ultrasonografia tridimensionale

L’isterosalpingografia è un esame diagnostico di tipo radiologico che fornisce un’immagine dell’interno della cavita uterina. Tuttavia, questo metodo talvolta non permette di distinguere tra utero subsetto e utero bicorne.

L’ultrasonografia tridimensionale è un tipo di ecografia per la diagnosi di utero setto. Proprio le dettagliate immagini tridimensionali che fornisce, la stanno rendendo l’ecografia ideale per l’utero setto.

Un metodo diagnostico più invasivo è sicuramente quello dell’isteroscopia. Tale tecnica consente una buona valutazione della mucosa endometriale ed in generale della cavità dell’utero.

Rimedi per l’utero setto

Non sempre l’utero setto si associa a sintomi particolari e una donna potrebbe non venire mai a conoscenza della propria condizione. In questi casi, non è necessario alcun tipo di intervento.

Se però si tratta di donne con una storia di aborti ripetuti e che intendono sottoporsi a terapie per contrastare l’infertilità, allora potrebbe essere necessario un intervento di metroplastica.

Intervento per l'utero setto

Prima di chiarire gli aspetti essenziali legati all’intervento per l’utero setto, è importante ricordare di rivolgersi a chirurgi specializzati che operano in strutture adeguate.

L’intervento per l’utero setto è generalmente eseguito in anestesia generale. Il medico si serve di uno specifico strumento (isteroscopio) dotato di una microcamera.

L’isteroscopio, inserito nella cavità uterina, procede alla rimozione del setto attraverso microbisturi o una corrente elettrica o ancora con laser. I risultati sono piuttosto simili, quindi la scelta della tecnica viene presa dal chirurgo. 

Questo tipo di intervento è considerato piuttosto affidabile e non presenta rischi particolari. Dopo 1-2 mesi dall’intervento, la donna potrà nuovamente provare ad avere figli e riuscire finalmente a portare avanti la gravidanza senza più pericoli.

Sarebbe ideale che all'isteroscopia venisse associata la videolaparoscopia, per avere un quadro preciso dall’alto sia della riuscita dell’intervento, sia di eventuali danni (lesione del fondo uterino), cui si potrebbe porre rimedio subito.

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