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Fertilità

Fertilità
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Andrologia Ginecologia

Cosa si intende per fertilità?

La fertilità è la capacità di riprodursi. Si parla di infertilità, invece, quando non si riesce a concepire dopo un anno di tentativi mirati, ovvero avendo rapporti sessuali nei giorni fertili della donna.

La fertilità dipende da:

  • fattori ormonali;
  • fattori ambientali (stile di vita, abitudini al fumo e al consumo di alcol, esposizione ad agenti chimico-fisici, ecc.);
  • stato di salute generale e dell’apparato riproduttivo.

Fertilità femminile

Nelle donne il periodo fertile inizia con la prima mestruazione (menarca) e si conclude con la menopausa. Le donne, infatti, possiedono dalla nascita un certo numero di cellule uovo (ovociti), custoditi nelle ovaie, che si riduce progressivamente. Questa riserva ovarica dimezza intorno ai 25-30 anni e cala ulteriormente fino alla menopausa.

A partire dal menarca e in condizioni normali, ogni mese vi sono dei giorni fertili. Questi ultimi sono a cavallo dell’ovulazione, la quale dipende dal ciclo ormonale. Perché avvenga il concepimento, non è necessario che gli spermatozoi raggiungano la cellula uovo durante l’ovulazione, poiché essi sopravvivono nell’apparato genitale femminile per circa 5 giorni. In questo modo, anche se un rapporto sessuale è avvenuto nei giorni precedenti all’ovulazione, è possibile che avvenga la fecondazione dell’ovulo.

La fecondazione degli ovociti avviene nelle tube di Falloppio, due canali che collegano le ovaie e l’utero. Nelle ovaie, ogni 28 giorni circa viene prodotto un ovocita maturo, che può cioè essere fecondato. Nel caso in cui avvenga la fecondazione, dopo alcuni giorni, l’embrione prodotto si impianta nell’utero ed evolve così la gravidanza.

Ciclo mestruale e fertilità

Come detto, ogni mese si verifica nella donna un periodo fertile che consente di concepire e iniziare una gravidanza. Lo strato interno della parete uterina interna, chiamato endometrio, si ispessisce ogni mese per predisporsi ad accogliere l’eventuale embrione.

Quando il concepimento non avviene, invece, si verifica la mestruazione. La mestruazione, infatti, non è altro che il flusso sanguigno che consegue allo sfaldamento dell’endometrio che non ha ricevuto l’embrione. Il ciclo mestruale ha una durata media di 28 giorni, ma vi è una certa variabilità da donna a donna. Normalmente esso varia da 25 a 35 giorni.

Il ciclo mestruale viene suddiviso in fasi, che coincidono con i vari stadi di sviluppo del follicolo che contiene l’ovocita:

  • fase follicolare, inizia il secondo giorno di mestruazione. In questa fase i follicoli che contengono l’ovocita rispondono all’ormone FSH, il quale li stimola. In questa fase si ha produzione di estrogeni che inducono la ricostituzione dell’endometrio;
  • ovulazione, avviene intorno al 14° giorno (considerando un ciclo di durata pari a 28 giorni) e dura circa 2 giorni, cioè per la durata della vita dell’ovocita. In questa fase l’ovocita è fecondabile, anche se il rapporto sessuale è avvenuto nei giorni precedenti;
  • fase luteale (o fase luteinica), il follicolo che ha espulso l’ovocita si trasforma in corpo luteo. Quest’ultimo produce progesterone, un ormone che serve per creare un ambiente uterino idoneo all’impianto dell’ovocita fecondato.

È opportuno sottolineare che, mentre la fase luteale dura sempre 14 giorni, la fase follicolare può avere una durata variabile.
Come detto, se non avviene la fecondazione, allora si ha la nuova mestruazione.

Calcolo della fertilità

Il calcolo del periodo fertile può essere operato in vario modo, ad esempio:

  • misurando la temperatura basale;
  • osservando alcuni sintomi caratteristici dell’ovulazione;
  • utilizzando degli appositi stick commerciali che misurano i livelli di LH ed estradiolo nelle urine;
  • con il calendario.

Il calcolo dell’ovulazione basato sulla misurazione della temperatura basale si fonda sull’evidenza che la temperatura varia durante il ciclo mestruale:

  • la temperatura basale diminuisce la settimana prima dell’ovulazione;
  • il giorno dell’ovulazione si osserva il picco minimo della temperatura basale;
  • dal giorno successivo all’ovulazione, per azione del progesterone, la temperatura risale e tocca un picco massimo (un aumento di circa 0,5°C) e rimane elevata (con leggere oscillazioni) fino alla mestruazione successiva.

Diversi dispositivi elettronici utilizzano proprio questo metodo per individuare i giorni fertili.

I sintomi caratteristici dell’ovulazione sono:

  • perdite biancastre o trasparenti (muco vaginale), di consistenza fluida ed elastica;
  • gonfiore o dolore al basso ventre;
  • aumento del desiderio sessuale.

Questo metodo, ovviamente, implica un’osservazione attenta che deve essere condotta per più cicli mestruali. Tuttavia, i sintomi non sempre sono evidenti, almeno per quanto riguarda il gonfiore/dolore e il desiderio sessuale. Più evidente, invece, è la modificazione del muco vaginale.

Calendario

Usando il calendario per ricercare una gravidanza, occorre aver compilato un dettagliato calendario mestruale nei mesi precedenti. In questo modo, infatti, è molto più probabile individuare i giorni fertili, soprattutto se il ciclo è regolare.

Quando non avviene il concepimento, sempre che ci sia adeguata produzione di progesterone, la mestruazione giunge sempre 14 giorni dopo l’ovulazione, perché la fase luteale ha, in condizioni ideali, durata fissa (diversamente dalla fase follicolare), poiché 14 giorni sono il tempo ideale per il viaggio e l’impianto dell’ovocita fecondato nell’utero.

Se vi è, per vari motivi, un deficit di progesterone, l’ovocita non troverà ambiente uterino ideale e si avra un “mini-aborto”, di cui la donna nemmeno si accorge. Se sul calendario sono stati ben annotati i cicli mestruali, è possibile individuare:

  • la durata media del ciclo mestruale;
  • il giorno in cui avviene l’ovulazione (14 giorni prima della mestruazione).

Così facendo, si può operare una previsione sul periodo fertile del mese successivo.

Fertilità maschile

La fertilità maschile è regolata biologicamente ma, diversamente dalle donne, gli uomini sono fertili in modo continuo. Dalla pubertà alla vecchiaia, infatti, gli uomini producono ormoni sessuali maschili, spermatozoi e liquido seminale. La fertilità maschile è consentita dalla produzione dello sperma, la cui qualità è influenza da:

  • stato di salute;
  • età;
  • frequenza di eiaculazione;
  • fattori ambientali (stile di vita, agenti chimico-fisici).

Con l’avanzare dell’età si verificano dei cambiamenti nello sperma, che riguardano:

  • volume;
  • motilità degli spermatozoi;
  • morfologia degli spermatozoi;
  • numero degli spermatozoi.

Tali modificazioni sono connesse al numero di tubuli seminiferi in grado di produrre sperma maturo. Dopo i 40 anni, infatti, solo il 50% dei tubuli seminiferi contengono sperma maturo, mentre la percentuale scende al 10% dopo gli 80 anni.

Test per la fertilità

Quando è opportuno verificare se vi sia un problema di fertilità, il medico di riferimento prescrive di eseguire alcuni accertamenti, quali:

Per accertare le cause dell’infertilità è possibile che siano richiesti test più specifici, ad esempio le indagini di tipo molecolare.

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