Curva glicemica

Contenuto di:
Curatore scientifico: Dr. Salvatore Pacenza, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Che cos'è la curva glicemica?
  2. A cosa serve la curva glicemica?
  3. Quali sono i valori soglia della curva glicemica?
  4. Come si effettua l'esame della curva glicemica?
  5. Quali fattori possono alterare la curva glicemica?
  6. Quali sono le diverse soglie della curva glicemica?
  7. Quando fare la curva glicemica?
  8. Come dovrebbe essere la curva glicemica in gravidanza?
  9. Cosa fare se si ottengono valori alterati dalla propria curva glicemica?

Che cos'è la curva glicemica?

Curva glicemica

La curva glicemica, nota anche come curva da carico orale di glucosio, è un test utile per effettuare una valutazione circa il metabolismo del glucosio nell'organismo, e viene quindi richiesto quando c'è il sospetto di diabete mellito in presenza di valori di glicemia oltre la soglia ritenuta accettabile dall'American Diabetes Association (ADA).

A cosa serve la curva glicemica?

Il test viene utilizzato per porre diagnosi di diabete mellito in presenza di valori glicemici dubbi a digiuno.

Quali sono i valori soglia della curva glicemica?

L'ADA (American Diabetes Association) ha stabilito il valore di 126 mg/dl della curva glicemica come soglia limite oltre la quale (a digiuno) si definisce il diabete; quando i valori glicemici si attestano tra i 100-110 e i 126 mg/dl si parla invece di alterata glicemia a digiuno.

Come si effettua l'esame della curva glicemica?

Il test della curva glicemica risulta semplice da eseguire in linea generale, purché si seguano alcune regole base necessarie per poter giungere ad una diagnosi chiara e tempestiva.

Innanzitutto vengono somministrati delle quote fisse di glucosio in soluzione acquosa e successivamente vengono effettuati dei prelievi per poter osservare i livelli di ematici di glucosio nell'arco di un intervallo di tempo stabilito.

I prelievi sono necessari per poter determinare la curva glicemica e per avere una buona base di partenza per ulteriori analisi.

Quali fattori possono alterare la curva glicemica?

I fattori che possono interferire con i risultati del test dando luogo a risultati dai valori anormali, sono:

  • ipertiroidismo: eccessiva produzione di ormoni tiroidei da parte della tiroide
  • acromegalia: patologia causata dall'eccessiva produzione dell'ormone della crescita (GH) da parte dell'ipofisi
  • gravidanza: associata appunto alla condizione di diabete gestazionale
  • sindrome da malassorbimento:condizione che compromette la funzione di assorbimento da parte dell'intestino
  • gastroenteropatie: qualsiasi patologia che riguarda lo stomaco o l'intestino

Quali sono le diverse soglie della curva glicemica?

L'ADA ha indicato valori di glicemia ben precisi entro cui collocare i due parametri di normalità e di patologia:

  • Normali: A digiuno sono considerati normali valori di glicemia che si attestano intorno ai 100 mg/dl.
  • Glicemia alterata: valori compresi tra i 100-110mg/dl e 126 mg/dl indicano una situazione di intolleranza glucidica o di pre-diabete.
  • Diabete: Il valore soglia al di sopra del quale si parla di diabete è fissato a livello di glicemia a digiuno superiori ai  126 mg/dl.

Quando fare la curva glicemica?

L'esame della curva glicemica è generalmente richiesto a quei soggetti che presentano alterazioni dei valori di glicemia a digiuno, che quindi fanno sospettare la comparsa di una condizione di intolleranza glucidica o di diabete.

In generale l'esame è richiesto in presenza di un sospetto di patologie legate al metabolismo del glucosio ed in particolar modo è opportuno che lo facciano soggetti obesi in presenza di un quadro patologico più complesso come l'ipercolesterolemia, e le donne in gravidanza per effettuare eventualmente la diagnosi di diabete gestazionale, o anche donne con ovaio policistico.

Come dovrebbe essere la curva glicemica in gravidanza?

I valori della glicemia da prendere in considerazione in una donna in gravidanza tendono a differire da quelli degli altri soggetti.

 

Alla paziente vengono somministrati 75 mg/dl di glucosio e se dopo un'ora i valori di glicemia sono superiori ai 140 mg/dl, allora il test è considerato negativo e la paziente può tirare un sospiro di sollievo.

 

Al contrario, se si evidenziano valori superiori allora è opportuno effettuare indagini più approfondite così da monitorare costantemente la situazione.

 

La curva glicemica in gravidanza offre quindi un quadro abbastanza chiaro utile a diagnosticare una condizione di diabete gestazionale, che può determinare serie complicazioni per la madre e il feto. Il diabete gestazionale aumenta i rischi di gestosi, una condizione che provoca ipertensione e può innescare altre complicanze tali da mettere a rischio la salute della madre e del bambino che porta in grembo.

 

Per questo motivo è consigliabile effettuare tale test nel corso del primo trimestre di gravidanza in presenza di alcuni fattori di rischio come l'obesità. In linea genere questo test viene eseguito tuttavia tra la 24° e 28° settimana, quindi tra il quarto e il settimo mese.

Cosa fare se si ottengono valori alterati dalla propria curva glicemica?

Se dall'esame della curva glicemica emergono valori alterati e non si è in presenza di possibili altri fattori che interferiscono con il test, allora è opportuno approfondire la propria condizione.

Un altro esame che è generalmente effettuato in associazione al test da carico di glucosio, è quello della curva insulinemica, che serve a monitorare l'insulinemia, ossia i livelli di insulina nel sangue. Dalla combinazione dei due esami è possibile valutare se il soggetto è sano, se si trova in una condizione pre-diabetica oppure ha già sviluppato una forma di diabete di tipo 1 o di tipo 2.

Se dagli esami emerge che il soggetto è affetto da diabete di tipo 1, allora occorre effettuare delle somministrazioni giornaliere di insulina. Al contrario nel caso si tratti di diabete di tipo 2, allora sarà necessario cambiare drasticamente le abitudini alimentari del soggetto e il suo stile di vita.

In ogni caso in base ai risultati ottenuti sarà compito del medico adottare la terapia che sia più consona alle diverse situazioni.