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Asfissia neonatale

Asfissia neonatale
Curatore scientifico
Dr. Carmela Loredana Balice
Specialità del contenuto
Neonatologia Neurologia Pediatria Pneumologia

Cos’è l’asfissia neonatale?

L’asfissia neonatale è un’insufficienza respiratoria del neonato, una condizione dovuta all'insufficienza nell'assunzione di ossigeno prima, durante o subito dopo la nascita.

E’ definita come un deficit della prima respirazione, entro un minuto di nascita. E’ un'emergenza neonatale, in quanto può portare all'ipossia (abbassamento dell'approvvigionamento di ossigeno al cervello e ai tessuti) e a possibili danni al cervello o alla morte, se non correttamente gestita.

I neonati, normalmente, iniziano a respirare senza assistenza e solitamente piangono dopo il parto. Per un minuto dopo la nascita, la maggior parte dei neonati respira bene da sola. Se un neonato non riesce a stabilire una respirazione duratura dopo la nascita, gli viene diagnosticata un’asfissia neonatale. I neonati che riescono a respirare da soli hanno un buon tono muscolare alla nascita e spostano attivamente le braccia e le gambe, mentre i neonati con asfissia neonatale non si muovono affatto. Se non correttamente gestita, l’asfissia neonatale porterà ad ipossia e a possibili danni al cervello o alla morte.

Quali sono le cause dell'asfissia del neonato?

Tutto ciò che influisce sulla capacità di un neonato di prendere ossigeno può essere considerata una causa di questa patologia. Durante un parto, i medici devono gestire con estrema attenzione i livelli di ossigeno sia della madre sia del neonato, per ridurre al minimo eventuali rischi.

Le cause di asfissia neonatale comprendono:

  • vie aeree del neonato ostruite
  • neonato anemico, le cellule del sangue non portano abbastanza ossigeno
  • parto difficoltoso e troppo lungo
  • mancanza di ossigeno per la madre prima o durante il parto
  • pressione sanguigna della madre troppo alta o troppo bassa durante il parto
  • infezione che colpisce la madre o il neonato
  • separazione troppo rapida della placenta dall'utero, con conseguente perdita di ossigeno
  • avvolgimento del cordone ombelicale intorno al neonato
  • ipossia prenatale (condizione risultante da una riduzione dell'approvvigionamento di ossigeno al tessuto sotto i livelli fisiologici nonostante la perfetta perfusione del sangue nel tessuto)
  • somministrazione di anestesia alla madre (entrambi i farmaci, endovenosi e gas anestetici, attraversano la placenta e possono sedare il feto)
  • ipotermia
  • iperemia
  • sofferenza prenatale

Le gravidanze ad alto rischio per l’asfissia neonatale includono:

  • età materna inferiore ai 16 anni o superiore ai 40 anni
  • malattie materne, come diabete, ipertensione, sensibilizzazione Rh, anemia grave
  • madri che hanno subito aborti precedenti, morti neonatali precoci o nascita pretermine
  • anormale presentazione o posizione fetale
  • abuso di alcol e fumo da parte della madre
  • grave ritardo di crescita fetale
  • parto prematuro

Quali sono i sintomi dell'asfissia neonatale?

I sintomi dell’asfissia del neonato raramente si presentano durante la gravidanza, ma una frequenza cardiaca anomala del feto prima di nascere può esserne già un indicatore.

Al momento della nascita, ecco quali sono i sintomi più immediati che si riscontrano nel neonato:

  • pelle bluastra o molto pallida (cianosi)
  • difficoltà respiratorie
  • rallentamento del battito cardiaco (bradicardia)
  • tono muscolare debole (ipotonia)

E ancora:

  • liquido amniotico macchiato da feci fetali
  • lesioni ad organi quali polmoni, cuore, fegato, reni (nei casi più gravi)
  • scarsa risposta alla stimolazione

La gravità dei sintomi, in genere, dipende dal tempo in cui un neonato rimane senza ossigeno.

Come si diagnostica?

Al momento di ogni nascita, i medici sono soliti assegnare un punteggio (in base all'indice di Apgar) che valuta cinque fattori della salute fisica del neonato:

  • respirazione
  • polso
  • aspetto
  • risposta agli stimoli
  • tono muscolare

Normalmente, il punteggio Apgar va da 7 a 10. I neonati con un punteggio compreso tra 4 e 6 hanno depressione moderata dei loro segni vitali, mentre i neonati con un punteggio da 0 a 3 hanno segni vitali gravemente depressi e sono a grande rischio di morte, a meno che non siano stati rianimati attivamente.

Inoltre, è utile eseguire gli esami del sangue del neonato sia per verificare eventuali livelli elevati di acido (indicatore di una scarsa ossigenazione) sia per appurare la qualità del lavoro svolto da cuore, fegato e reni.

Come viene curata l'asfissia prenatale?

Il trattamento per l’asfissia neonatale consiste nella rianimazione del neonato. Tutte le sale mediche dispongono di adeguate attrezzature di rianimazione, nell’eventualità in cui un neonato non respiri bene al momento del parto. 

Se la stimolazione non riesce ad avviare una regolare respirazione nel neonato, il medico curante tenterà la rianimazione. Può decidere per prima cosa di asciugare delicatamente l'orofaringe, la zona della gola nella parte posteriore della bocca, con un catetere morbido. Quando la stimolazione e una via libera non conducono ad un’adeguata respirazione, il medico può dare ossigeno al 100% attraverso una maschera. Se il neonato non è ancora in grado di respirare, è necessaria una qualche forma di ventilazione artificiale. Il metodo abituale è quello di utilizzare la ventilazione con una maschera. La maschera viene applicata strettamente al volto del neonato. Se questa procedura non riesce, il neonato può essere intubato con un tubo endotracheale a cui può essere collegato il respiratore.

Quanto più grave è l'asfissia neonatale, tanto più ci vorrà prima che il neonato inizi a respirare spontaneamente. Se il bambino non respira malgrado un’adeguata ventilazione o se la frequenza cardiaca rimane inferiore a 80 battiti al minuto, il medico può effettuare un massaggio cardiaco esterno utilizzando due dita per depressione dello sterno inferiore a circa 100 volte al minuto, continuando con l'assistenza respiratoria. 

Può anche venir somministrata l'adrenalina per aumentare la produzione cardiaca. Una volta che il neonato inizia a respirare, viene trasferito in un’incubatrice per l'osservazione e l'ulteriore valutazione. Vengono registrati la temperatura, i battiti cardiaci e respiratori, il colore, l’attività e i livelli di glucosio nel sangue controllati per almeno quattro ore. 

Il trattamento può anche includere quanto segue: dare alla madre quantità supplementari di ossigeno prima dei farmaci per sostenere il respiro del bambino e l'ossigenazione delle membrane extracorporee. E’ una tecnica simile a una macchina bypass-cuore polmonare che aiuta il cuore del neonato e le funzioni polmonari con l'utilizzo di una pompa esterna e di un ossigenatore. 

Se durante il travaglio viene rilevata un'insufficiente quantità di ossigeno dalla placenta, il bambino ha un elevato rischio di asfissia e si può tentare una somministrazione di emergenza utilizzando una pinza o una sezione cesarea. 

Qual è la prognosi?

La prognosi per l’asfissia neonatale dipende da quanto tempo il neonato non è stato in grado di respirare. 
Con asfissia prolungata, si possono avere danni al cervello, al cuore, al rene e ai polmoni e anche la morte, se l'asfissia dura più di 10 minuti. Inoltre, col tempo, si potrebbero rilevare le seguenti conseguenze:

Come si può prevenire l'asfissia neonatale?

È importante identificare i feti che saranno probabilmente a rischio di asfissia e monitorare da vicino tali gravidanze ad alto rischio.

Le madri ad alto rischio dovrebbero sempre scegliere ospedali con unità di terapia intensiva neonatale dove sono disponibili strutture appropriate per trattare la patologia. Durante il travaglio, il team medico deve essere pronto ad intervenire adeguatamente ed essere preparato per la rianimazione. 

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