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Emorragia cerebrale

Emorragia cerebrale
Curatore scientifico
Dr. Leila Turnava
Specialità del contenuto
Neurochirurgia Neurologia

Cos'è un'emorragia cerebrale?

A seconda del luogo in cui avviene il versamento l’emorragia cerebrale si distingue in:

  • Emorragia subaracnoidea: il versamento avviene negli spazi subaracnoidei del cervello, ovvero nell’area compresa tra l'aracnoide e la pia madre.
  • Emorragia intraparenchimali: il versamento avviene nei tessuti più profondi del cervello, ovvero talamo, ponte, cervelletto e lobi cerebrali.

A prescindere dalla zona, ne deriva un gonfiore, il così detto edema cerebrale e una raccolta del sangue, nota come ematoma cerebrale.

Quali sono le cause di un’emorragia cerebrale?

Diverse sono le cause che determinano emorragie cerebrali, tra le più comuni:

  • Trauma cranico: lesione cerebrale frequente nei soggetti di età inferiore a 50 anni;
  • Ipertensione arteriosa: livelli alti di pressione nel lungo termine possono provocare l’indebolimento delle pareti dei vasi sanguigni. L’80% delle persone con pressione alta ha una storia di emorragia cerebrale.
  • Aneurisma cerebrale: condizione in cui si verifica una dilatazione di un vaso sanguigno del cervello. L’eventuale scoppiamento è causa di ictus.
  • Anomalie dei vasi sanguigni: punti di debolezza nei vasi sanguigni che possono sussistere già dalla nascita.
  • Angiopatia amiloide: tipica dell’età adulta, causata da depositi nel cervello di una proteina, l’amiloide, che può generare ictus emorragico;
  • Disturbi emorragici: ad esempio anemia o emofilia, che di per sé implicano problemi legati al sanguinamento.

Quali sono i sintomi di un'emorragia cerebrale?

Riconoscere un’emorragia cerebrale non è semplice, i sintomi variano di intensità in base alla localizzazione del sanguinamento, alla quantità di tessuto danneggiato e possono svilupparsi lentamente nel tempo oppure apparire all’improvviso.

Tra i sintomi più comuni ricordiamo:

Come diagnosticare un’emorragia cerebrale?

La diagnosi prevede di sottoporre il paziente a:

  • Tac cerebrale o risonanza magnetica: necessarie per verificare l’eventuale presenza di lesioni neurologiche e la loro gravità.
  • Esame vista: per evidenziare l’eventuale gonfiore del nervo ottico.
  • Puntura lombare: per verificare la presenza di sangue nel liquido cerebro-spinale. Poco usata perché ritenuta pericolosa.
  • Angiografia cerebrale: indagine dettagliata della morfologia dei vasi sanguigni.

Emorragia cerebrale: può essere trattata?

Limitare i rischi connessi a emorragie cerebrali già manifestate o a rischio di manifestazione è possibile. Ecco alcune piccole regole da seguire:

  • Controllare la pressione arteriosa.
  • Seguire uno stile di vita sano: non fumare, non usare droghe, limitare il consumo di bevande alcoliche.
  • Intervento chirurgico per ridurre la possibilità di futuri sanguinamenti.
  • Terapia farmacologica, opportunamente prescritta da medico specialista.

Emorragia cerebrale: conseguenze

L’emorragia cerebrale genera un’interruzione del normale flusso del sangue nel cervello, se non opportunamente trattata può provocare le condizioni per il verificarsi di:

  • Ischemia cerebrale: causata da piccoli trombi che ostacolano il normale passaggio del sangue. Nella maggior parte dei casi gli effetti tendono a rientrare nel breve termine, è il tipico caso di ischemia transitoria. Seppur in presenza di attacco ischemico transitorio è bene non sottovalutare la condizione del paziente;
  • Ictus cerebrale: è una delle più comuni conseguenze dell’ischemia celebrale, implica la complicazione del flusso sanguigno con rottura di uno o più vasi. Tipici sintomi ictus sono formicolio agli arti, difficoltà visive, torcicollo, mal di testa, vertigini.

Al manifestarsi di uno dei sintomi su indicati è bene contattare il pronto soccorso per accertarsi o meno della presenza o dell’inizio di un’emorragia cerebrale e agire prontamente evitando danni irreversibili per la salute.

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