Difficoltà nel parlare

Contenuto di: , - Curatore scientifico: Dr. Domenico Giuseppe Bozza
Indice contenuto:
  1. Quando si avverte difficoltà nel parlare?
  2. Quali sono le cause che provocano difficoltà nel parlare?
  3. Quali patologie, congenite o acquisite, causano difficoltà di linguaggio?
  4. In cosa consiste la difficoltà nel parlare?
  5. Quanti tipi di problemi di linguaggio esistono?
  6. La difficoltà nel parlare può essere curata?

Quando si avverte difficoltà nel parlare?

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La difficoltà nel parlare può essere il risultato di problemi al cervello o ai nervi che controllano:

  • muscoli facciali
  • laringe
  • corde vocali

Allo stesso modo, le malattie muscolari e le condizioni che influiscono sulla mascella, sui denti e sulla bocca possono causare difficoltà nel parlare.

Quali sono le cause che provocano difficoltà nel parlare?

A provocare difficoltà nel parlare possono essere alcune condizioni che influenzano il discorso presenti alla nascita (come le anomalie anatomiche congenite), o malattie metaboliche, infezioni, tumori e lesioni.

Le anomalie delle corde vocali, come i polipi, le cisti ed i tumori possono influenzare il tono e la qualità della voce. Un certo numero di diversi tipi di difetti di pronuncia può verificarsi e molti termini sono stati usati per qualificare disordini del linguaggio.

Quali patologie, congenite o acquisite, causano difficoltà di linguaggio?

La lista delle malattie in grado di causare difficoltà a parlare è molto ampia. Di seguito, alcune delle principali:

  • Ictus: l’ictus consiste nell’interruzione dell’afflusso di sangue ad un’area dell’encefalo, con presenza di sanguinamento (ictus emorragico), oppure senza (ictus ischemico). I sintomi dipendono dall’area colpita ed includono modificazioni percettive e problemi motori. Agire rapidamente, quando si sospetta che qualcuno stia avendo un ictus è di fondamentale importanza; solo se il paziente è sottoposto a cure immediate si può, infatti, riuscire a minimizzare gli effetti a lungo termine. Uno dei primi sintomi dell’ictus è, proprio, la difficoltà nel parlare: chi è colpito da ictus può parlare in modo confuso o non riuscire a parlare affatto. Il linguaggio può risultare incomprensibile. Suggerire una frase al soggetto e chiedergli di ripeterla, può aiutare a comprendere se sia presente un’anormalità nel linguaggio. L’ictus ischemico va tenuto distinto dall’Attacco Ischemico Transitorio (TIA), un disturbo temporaneo dell’irrorazione sanguigna che causa deficit neurologico della durata massima di 24 ore. Tra i sintomi di ischemia, cecità temporanea, emiparesi, debolezza di una metà del corpo, afasia e incapacità di parlare
  • Disturbi dello Spettro Autistico (autismo): i Disturbi dello Spettro Autistico comprendono un’ampia varietà di sintomi, presenti e riconoscibili, talvolta, fino dall’infanzia, in altri casi, solo successivamente, man mano che l’individuo si trova a far fronte alle sempre più complesse e diversificate richieste sociali che la crescita implica. Sintomi principali del disturbo sono, infatti, il deficit di comunicazione con il mondo esterno ed un ridotto interesse per l’interazione con gli altri. Nei casi più gravi, l’autismo può causare seria disabilità intellettiva. La capacità di comunicare può risultare compromessa ed il paziente può presentare problemi nella comprensione del linguaggio e nel decodificare semplici frasi o comandi. Nei casi meno gravi, ci può essere comprensione di un linguaggio semplice, ma incapacità di decifrare significati più complessi. Chi è colpito dal disturbo, pur riuscendo a parlare, può non essere in grado di gestire un dialogo a due. Il modo di parlare dei pazienti autistici appare, in genere, atipico all’ascoltatore esterno, poiché manca di emozione e suona piatto e monotono
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA, Morbo di Lou Gehrig, Malattia di Charcot, o malattia dei motoneuroni): la Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia neurologica degenerativa, a decorso rapido e fatale, che colpisce le cellule nervose responsabili dei movimenti volontari. Inizialmente, i sintomi della SLA sono indefiniti e includono contrazioni, crampi e rigidità muscolare, debolezza muscolare che interessa un braccio o una gamba, difficoltà di masticazione o deglutizione e, per quanto riguarda, la parola, un eloquio confuso e nasale. Alcuni pazienti notano prima i sintomi motori, altri i cambiamenti di linguaggio
  • Tumori cerebrali: i tumori cerebrali primari possono essere sia maligni che benigni. I tumori secondari, metastasi di tumori maligni localizzati in altre aree del corpo, sono, invece, maligni. Per quanto riguarda i tumori primari, i sintomi dipendono dalla grandezza, dal tipo e dalla localizzazione del tumore ed includono mal di testa, insensibilità o formicolio agli arti, problemi di equilibrio, nausea, cambiamenti di umore e personalità e modificazioni della parola
  • Demenze: le demenze insorgono in seguito ad un danno o ad una perdita di cellule cerebrali, tali da compromettere il normale scambio di informazioni a livello dell’encefalo. Tra i fattori di rischio, età avanzata, familiarità, abuso di alcool, indurimento delle arterie, ipertensione, diabete, alti livelli di colesterolo e fumo. I sintomi sono molti: perdita di memoria, problemi di concentrazione, giudizio ridotto, problemi a portare a termine un compito e, dal punto di vista del linguaggio, problemi di comunicazione, ripetizioni e difficoltà ad individuare le parole.
  • Sclerosi Multipla (SM): la Sclerosi Multipla o Sclerosi a Placche, è una malattia neurodegenerativa che, attraverso un processo di tipo infiammatorio autoimmune colpisce più aree dell’encefalo (prevalentemente, nervi ottici, cervelletto e midollo spinale), distruggendo la mielina, ovvero la guaina che avvolge i neuroni. La distruzione della mielina comporta, a lungo termine, la formazione delle caratteristiche “placche”, aree demielinizzate simili a cicatrici. I sintomi iniziali della Sclerosi Multipla comprendono perdita della vista, sdoppiamento della visione, insensibilità, rigidità o debolezza, paralisi, vertigini, spasticità, tremori, affaticamento, contrazioni dolorose involontarie dei muscoli ed eloquio confuso.
  • Sordità infantile: lo sviluppo del linguaggio nel bambino è un processo che avviene, di norma, in armonia con lo sviluppo delle abilità cognitive, comunicative, motorie, visive ed uditive. In presenza di deficit uditivo e, in misura maggiore, di sordità totale, la capacità verbale risulta ritardata ed atipica, sia a livello di produzione che di comprensione del linguaggio. Il ritardo è, in genere, tanto più grave quanto più tardi si giunge alla diagnosi.

In cosa consiste la difficoltà nel parlare?

I disturbi della parola insorgono, di solito, in conseguenza di problemi all’encefalo o ai nervi che controllano i muscoli facciali, oppure di patologie che interessano strutture di fondamentale importanza per il linguaggio, come la laringe e le corde vocali.

Anche i problemi muscolari e le malattie che colpiscono le mandibole, i denti e la bocca possono, talvolta, compromettere la capacità di parlare.

Quanti tipi di problemi di linguaggio esistono?

Esistono molti tipi diversi di problemi di linguaggio. Ogni disturbo ha una definizione specifica. Per citarne alcuni:

  • Afasia: consiste nella perdita della capacità di comprendere il linguaggio sia parlato che scritto ed avviene in conseguenza di problemi all’area dell’encefalo che presiede all’elaborazione linguistica.
  • Disartria: è una difficoltà di pronuncia di determinati suoni, che dipende, in genere, da un problema nel controllo dei muscoli. Chi è affetto da disartria pronuncia in modo confuso e può avere problemi di deglutizione.
  • Disfonia spasmodica (o disfonia laringeale): è caratterizzata da una difficoltà di parola causata da spasmi continui e ripetuti (distonia), dei muscoli che controllano le corde vocali.
  • Aprassia del linguaggio (conosciuta anche come aprassia verbale o disprassia): è un disordine della parola che comporta difficoltà nell’esprimere correttamente ed in modo coerente ciò che il soggetto intende dire.

La difficoltà nel parlare può essere curata?

Sì, in alcuni casi può essere curabile, curando o rimuovendo la patologia che la causa.

Inoltre, afasia, aprassia, disprassia verbale, dislessie, autismo, disartria, sordità e molti altri disturbi possono essere affrontati e gestiti con l’aiuto di un logopedista.

La logopedia è una branca della medicina che si occupa in modo specifico dei disturbi del linguaggio, della voce, della deglutizione e, di conseguenza, dei problemi cognitivi e comunicativi che da essi derivano.

Il logopedista lavora, in genere, come membro di una équipe che può comprendere altre figure professionali, tra cui neurologi, psicologi, psichiatri, infermieri e tecnici.