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Amiotrofia

Amiotrofia
Curatore scientifico
Dr. Alfredo Bitonti
Specialità del contenuto
Ortopedia e traumatologia

Cos'è l'amiotrofia?

L’amiotrofia monomelica è caratterizzata da una progressiva degenerazione e perdita dei motoneuroni, le cellule nervose del cervello e del midollo spinale che sono responsabili del controllo dei muscoli volontari.

È caratterizzata da debolezza e deperimento di un singolo arto, di solito un braccio o una mano o un piede o una gamba. Non vi è alcun dolore associato all’amiotrofia.

Mentre alcuni medici sostengono che la perdita sensoriale lieve possa essere associata a questa malattia, molti esperti suggeriscono che questi sintomi indichino in realtà una causa diversa dall’amiotrofia.

L’amiotrofia insorge prevalentemente nei maschi di età compresa tra i 15 e i 25 anni e la progressione è piuttosto lenta. Si sviluppa più frequentemente in Asia, in particolare in Giappone e in India; è molto meno comune nel Nord America e in Europa.

Quali sono le cause dell'amiotrofia?

Nella maggior parte dei casi, la causa è sconosciuta, anche se ci sono stati alcuni rapporti pubblicati che collegano l’amiotrofia alle lesioni traumatiche o alle radiazioni. Ci sono anche forme familiari di amiotrofia.

Un’immobilizzazione che si protrae per un lungo tempo o una lesione delle fibre muscolari o del sistema nervoso si presume siano alla base della causa dell’amiotrofia.

L’amiotrofia può essere causata da:

  • lesione delle fibre muscolari (amiotrofia miogena)
  • lesioni del sistema nervoso centrale o delle sue terminazioni periferiche (amiotrofia neurogena)
  • immobilizzazione prolungata

Come si diagnostica?

Per diagnosticare una condizione di amiotrofia, può essere utile ricorrere ad alcuni esami:

Oltre a diagnosticare l’amiotrofia, questi esami possono essere necessari per escludere altre eventuali patologie.

Come si cura?

Non esiste una cura per l’amiotrofia. Il trattamento consiste prevalentemente in esercizi muscolari di rafforzamento e rieducazione dei movimenti di coordinazione.

L’amiotrofia a volte può anche migliorare nel corso del tempo, consentendo ai muscoli di riprendere un tono adeguato. Altrimenti, rimedi utili possono essere:

  • terapia fisica per il tono muscolare
  • assunzione di farmaci contro il dolore

Quali tipi di amiotrofia esistono?

Esistono principalmente due tipi di amiotrofia:

  • Amiotrofia neurogena: in seguito ad una lesione del nervo motore, che ha il compito di comandare il muscolo colpito, si ha come conseguenza l’amiotrofia neurogena. La lesione può interessare sia la radice anteriore del nervo motore che il corno anteriore del midollo spinale; in quest'ultimo caso, si parla anche di amiotrofia spinale progressiva, poliomielite anteriore acuta o sclerosi laterale amiotrofica
  • Amiotrofia miogena: a essere colpita è la radice degli arti

L’amiotrofia diabetica

Un particolare tipo di amiotrofia è l’amiotrofia diabetica, che colpisce più frequentemente i soggetti che soffrono di diabete di tipo II.

I sintomi hanno un’insorgenza abbastanza improvvisa e sono:

  • debolezza muscolare
  • forti dolori muscolari (in particolare a coscia, fianchi e glutei)
  • difficoltà a camminare

Qual è la prognosi per l’amiotrofia?

I sintomi dell’amiotrofia di solito progrediscono lentamente per uno o due anni, prima di raggiungere un massimo e poi rimangono stabili per molti anni.

La disabilità è generalmente lieve. Raramente, la debolezza progredisce all'arto opposto.

Esiste anche una variante dell’amiotrofia che ha una progressiva lentezza, nota come sindrome di O'Sullivan-McLeod, che colpisce solo i piccoli muscoli della mano e dell'avambraccio e ha un decorso lentamente progressivo.

Cosa sta facendo la ricerca a riguardo dell’amiotrofia?

Attualmente, si sta conducendo una vasta gamma di ricerca sulle malattie del motoneurone. Gli obiettivi di questi studi sono l’aumento della comprensione di questi disturbi e la ricerca dei modi per trattare, prevenire e, infine, curarla.

Le persone ammalate di amiotrofia dovrebbero venir seguite da uno specialista delle malattie neuromuscolari per un certo numero di mesi, al fine di accertarsi che nessun segno di altre malattie del motoneurone si siano sviluppate.

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