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Metadone

Metadone
Curatore scientifico
Dr.ssa Tania Catalano
Specialità del contenuto
Farmacia Medicina generale

Cos'è il metadone?

Come la morfina, anche il metadone, rientra nella famiglia degli antidolorifici oppiacei: la sua somministrazione favorisce la riattivazione dei recettori oppioidi µ presenti lungo le vie del dolore dell’organismo generando azione analgesica.

A differenza della morfina, il metadone ha un’azione più lunga in termini di tempo, soprattutto in caso di somministrazione orale.

Esso viene utilizzato principalmente per:

  • Trattamento del dolore di tipo cronico, in caso di pazienti che non rispondono a cure antidolorifiche mediante farmaci meno aggressivi;
  • Trattamento delle tossicodipendenze, per ridurre crisi di astinenza dall’uso di droghe, ad esempio eroina e cocaina.  

Quali sono gli effetti del metadone?

La somministrazione di metadone genera non pochi effetti collaterali, molto simili agli effetti della cocaina.

Soggetti che assumono su prescrizioni medica il metadone spesso manifestano:

  • Dipendenza fisica e psichica: l’utilizzo continuato di metadone può generare nel paziente dipendenza al pari dell’utilizzo di droghe, con similari crisi di astinenza.
  • Difficoltà respiratoria: l’utilizzo di oppiacei, tra cui il metadone, può ridurre gli stimoli respiratori, con rischio di generazione di apnee e tosse.
  • Disturbi del sistema nervoso: vertigini, mal di testa, disorientamento.
  • Disturbi psichici: euforia, stato d’ansia, insonnia.
  • Manifestazioni allergiche: prurito cutaneo, edema, orticaria.
  • Problemi a carico dell’apparato sessuale: difficoltà di erezione o impotenza sessuale.
  • Problemi cardiovascolari: alterazioni del ritmo cardiaco o nella peggiore delle ipotesi arresto cardiaco, palpitazioni, ipertensione.
  • Patologie gastrointestinali: nausea, vomito, stipsi.

Per ciascun paziente vengono opportunamente definite la dose da assumere, la frequenza delle somministrazioni e la durata del trattamento. 

Come si assume il metadone?

Il metadone può essere assunto in due modi:

  • Per via orale: con sciroppo o soluzione orale. È la soluzione adottata per pazienti affetti da tossicodipendenza da droghe. Come dipendenza si intende anche quella droghe leggere, il cui uso potrebbe diventare incontrollato nel tempo. In questi casi si parte con una dose iniziale di 10-30 mg al giorno che verrà successivamente aumentata, fino a un massimo di 120 mg al giorno.
  • Per via parentale: soluzioni iniettate per via intramuscolare o sottocutanea ogni 3-4 ore nella misura di 2.5-10 mg. La somministrazione via parentale è quella maggiormente adottata in caso di utilizzo di metadone per come terapia contro il dolore.

Quanto è sconsigliato assumere il metadone?

È fortemente sconsigliata l’assunzione di metadone in caso di:

  • Gravidanza e durante l’allattamento.
  • Durante somministrazione di psicofarmaci: l’utilizzo di sedativi del sistema nervoso contestualmente al metadone può risultare particolarmente pericoloso. Se è necessaria la somministrazione dell’analgesico è bene sospendere l’impiego di psicofarmaci;
  • Tasso alcolemico positivo: l’assunzione di alcool durante trattamenti a base di metadone essa potrebbe andare ad annullare o accelerare gli effetti del farmaco. Per i casi di alcolismo per i quali, per altre ragioni, è richiesta l’assunzione di metadone vanno opportunamente monitorati gli effetti e sospendeva la somministrazione o modificate la terapia in relazione al comportamento del pazienti.
  • Presenza di patologie cardiache.
  • Pazienti con diabete non controllato.
  • Pazienti con ipertensione endocranica.
  • Pazienti affetti da gravi disturbi renali.

Le droghe e i loro effetti

  • Cocaina: assunta per endovena o per inalazione, conferisce al soggetto un particolare stato di eccitazione ed euforia, con conseguente difficoltà ad addormentarsi e perdita di appetito.
  • Metamfetamina: si presenta sottoforma di cristalli e, diversamente dalla cocaina, ha effetto protratto nel tempo. Provoca stati di ansia, confusione e insonnia, oltre che danni a livello cerebrale.
  • Ketamina: sostanza liquida solitamente assunta per iniezione intramuscolo, provoca nel soggetto effetti dissociativi con forti allucinazioni e stato confusionale. A volte, in dosi controllate e contenute, viene utilizzata come anestetico contro situazioni di bipolarismo.
  • Anfetamine: offrono uno stato di benessere e vigore, annullando temporaneamente la sensazione di fatica.
  • Mescalina: deriva dal peyote, pianta messicana. È una droga dagli effetti allucinogeni, accompagnati da mancanza di appetito, accelerazione del battito cardiaco e aumento della pressione sanguigna.
  • Oppio: ha effetti sedativi, rallenta i riflessi e provoca euforia.
  • Eroina: derivato della morfina, è somministrata prevalentemente per endovena, crea dipendenza nel breve termine, con manifestazione violente da parte del soggetto che ne fa uso.
  • Lsd: è una delle droghe più potenti. Il soggetto che ne fa uso manifesta uno stato di euforia, una perdita cognitiva dello spazio e del tempo ed frequenti allucinazione visive.
  • Hashish: provoca stanchezza, perdita di memoria e spossatezza.
  • Marijuana: ottenuta dall’essicazione delle foglie di cannabis, provoca sensazione di euforia, eccessiva sonnolenza e amplificazione dei sensi.
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