Annegamento

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Curatore scientifico: Lorenzo Bichi, Fisioterapista
Indice contenuto:
  1. Cos'è l'annegamento?
  2. Quali sono le principali cause di annegamento?
  3. Come si presta soccorso a una vittima di annegamento?
  4. L'annegamento si può prevenire?
  5. C'è la possibilità di sopravvivere a un annegamento?
  6. Come si leggono i reperti anatomo-patologici?
  7. Quali esami sono necessari per fare una diagnosi di annegamento?

Cos'è l'annegamento?

L'annegamento una forma di asfissia meccanica che può verificarsi a seguito di incidente, suicidio o omicidio, prodotta dalla penetrazione di liquidi nei polmoni in quantità tale da impedire gli scambi respiratori.

Si parla di annegamento anche quando il corpo non è completamente immerso nel liquido, perchè è sufficiente, per provocare la morte, che si trovino sommerse nel liquido la bocca e il naso.

L'annegamento può essere di due tipologie, secco o umido.

Quali sono le principali cause di annegamento?

Le cause di annegamento dipendono dall'età della vittima:

  • statisticamente, i bambini tendono ad annegare nella vasca da bagno o nella piscina di casa
  • gli adolescenti e i giovani adulti tra i 15 e i 25 anni tendono ad annegare in mari, laghi o fiumi

Altri fattori che influiscono sull'annegamento sono:

  • pasti abbondanti e immersioni in acqua subito dopo (fattore che crea congestioni)
  • traumi fisici
  • emergenze mediche, come epilessia, coma ipoglicemico e infarto

Nella maggior parte dei casi, la morte si verifica esclusivamente mediante un meccanismo asfittico (asfissie meccaniche), per sostituzione dell'aria contenutta negli alveoli polmonari con il mezzo liquido.

Negli altri casi, in genere pochi, si verifica mediante meccanismi inibitori di natura nervosa, per spasmo della glottide, per costrizione diretta dei muscoli della laringe, per collasso cardiocircolatorio o, ad esempio, per arresto cardiaco.

La morte, solitamente, si verifica nel giro di 3-5 minuti, ma questo periodo può essere anche della durata di 10-12 minuti; altre volte ancora, è improvvisa al primo contatto con l'acqua, per fenomeni inibitori riflessi di natura nervosa; in tal caso, si parla anche di morte nell'acqua.

Come si presta soccorso a una vittima di annegamento?

I trattamenti variano in base allo stato della vittima, se è vigile e se respira. Se la vittima ha rischiato di annegare a causa di un evento traumatico, come un tuffo, bisognerà mantenere il collo immobilizzato, per evitare ulteriori danneggiamenti alla colonna vertebrale. Se la vittima non respira o non presenta battito cardiaco, bisognerà praticare la RCP, ossia le manovre di Rianimazione cardio-polmonare

L'annegamento si può prevenire?

È possibile prevenire l'annegamento adottando delle misure di sicurezza minime, come:

  • imparare a nuotare 
  • non nuotare da soli
  • non lasciare i bambini senza supervisione nella vasca da bagno, in piscina
  • limitare l'assunzione di alcol quando si deve nuotare o andare in barca

C'è la possibilità di sopravvivere a un annegamento?

Le vittime di annegamento, che arrivano al pronto soccorso coscienti, tendono a riprendersi molto presto. Per i pazienti non pienamente coscienti o che necessitano di un supporto per respirare, il periodo di prognosi è molto variabile. La prognosi è buona se l'immersione in acqua è stata molto breve e se la vittima è giovane. 

Come si leggono i reperti anatomo-patologici?

I reperti anatomo-patologici dipendono dal tempo di permanenza del corpo in acqua dopo la morte. Essi sono diversi e non tutti caratteristici.

All'esame esterno del cadavere, a causa della particolare posizione che il corpo, per gravità, assume nell'acqua, si possono notare delle macchie (ipostasi) disposte in modo caratteristico al volto e sulla superficie anteriore degli arti e del tronco.

Il loro colorito è rosso vivo per la parziale riossigenazione dell'emoglobina del sangue da parte dell'ossigeno sciolto nell'acqua. 

La cute può presentare un caratteristico aspetto a pelle d'oca, per la ridigità cadaverica dei muscoli erettori dei peli.

Se il corpo umano rimane per un certo tempo in acqua, la cute va incontro a processi di macerazione e l'epidermide, specie alle mani e ai piedi, si stacca in larghi e spessi lembi, che richiamano l'idea di un guanto o di una calza da donna.

Le cornee sono lucide per la mancanza di fenomeni di essicamento.

Si possono, inoltre, osservare sul corpo dell'annegato altre lesioni prodotte dall'urto eventuale contro rocce, scogli oppure dallo sfregamento sul fondo acquatico, ad esempio, ferite, escoriazioni.

Spesso, si notato i segni dell'offesa arrecati da animali acquatici che causano smembramento del corpo, scarnificazione del volto e che, quindi, possono ostacolare notevolmente l'identificazione.

Dalla bocca e dal naso, fuoriesce una quantità variabile di materiale schiumoso roseo-biancastro a bolle finissime (il cosiddetto fungo schiumoso).

All'autopsia, i segni più importanti sono:

  • la presenza di materiale schiumoso nella laringe, trachea e bronchi, frammisto eventualmente a sabbia, alghe o limo
  • i polmoni sono notevolmente espansi e congesti, imbibiti di liquido, presentano colore rosso cupo e consistenza cotonosa
  • il cuore è dilatato e contiene sangue fluido e acquoso
  • gli altri visceri presentano una marcata congestione, ad eccezione della milza che è, in genere, povera di sangue

Quali esami sono necessari per fare una diagnosi di annegamento?

I reperti sopra elencati non bastano da soli per la diagnosi di annegamento, ma devono essere integrati con particolari indagini di laboratorio basate sull'analisi delle modificazioni della composizione chimica del sangue, dovute al passaggio del liquido inalato nel circolo sanguigno e sulla presenza nel sangue o nei tessuti, di eventuali corpi estranei o microrganismi contenuti nel liquido stesso.

L'alterazione della composizione chimica del sangue consiste principalmente in una variazione della concentrazione di cloruro di sodio, cloruro di calcio, cloruro di magnesio, contenuti nel plasma, che si possono mettere in evidenza mediante la raccolta separata di campioni di sangue dalle cavità destra e sinistra del cuore. Infatti, nella metà sinistra del cuore arriva il sangue dai polmoni misto a liquido di annegamento, nel quale la concentrazione dei cloruri è diversa rispetto a quella del sangue contenuto nel cuore destro.

Se l'annegamento è avvenuto in acqua dolce, si osserverà una maggiore diluizione dei sali nel sangue che arriva alle cavità sinistre del cuore; mentre, nell'annegamento in acqua di mare, la concentrazione salina sarà aumentata.

L'altra indagine importante ai fini diagnostici è la ricerca di corpi estranei nel polmone, nel cervello, nel fegato e nel rene. Questi corpi estranei sono presenti nel liquido di annegamento e si mettono in evidenza dopo trattamento particolare degli organi ed osservazione al microscopio. Si tratta, principalmente, di osservare la presenza di diatomee, presenza che nel polmone soltanto non è sufficientemente indicativa, in quanto l'acqua potrebbe esservi penetrata dopo la morte passivamente. Mentre, se vengono osservate negli altri organi, significa che questi microrganismi sono stati trasportati attraverso il circolo sanguigno in maniera attiva, quando l'individuo era ancora in vita.

Ciò assume importanza decisiva ai fini di una diagnosi differenziale tra annegamento e sommersione di cadavere, in quanto, se all'esame esterno il corpo può presentare lo stesso reperto, come volto distrutto, pelle anserina, la presenza di materiale caratteristico negli organi interni, quali cervello, fegato, rene, è specifico nell'annegato e non nell'individuo morto e poi buttato in acqua, poichè, mancando in quest'ultimo caso la premessa fisiologica e, cioè, la funzionalità cardiocircolatoria, ne manca anche il reperto anatomo-patologico.