Asfissia

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Curatore scientifico: Lorenzo Bichi, Fisioterapista
Indice contenuto:
  1. Che cos'è l'asfissia?
  2. Quali sono le cause di asfissia?
  3. Quali sono i sintomi?
  4. Qual è il trattamento per l'asfissia?
  5. Cosa si intende per asfissia neonatale?
  6. In quanto tempo si muore per asfissia?

Che cos'è l'asfissia?

L’asfissia deriva dal termine greco asfusia ed è la condizione in cui il corpo non riceve abbastanza ossigeno per portare avanti le sue normali funzioni, si caratterizza per la difficoltà o impossibilità di respirare. In assenza di abbastanza ossigeno, le cellule nervose nel cervello iniziano a morire in due/quattro minuti. Tale processo è irreversibile.

La morte per asfittica avviene per l’accumulo di acido carbonico nel sangue e per la mancanza di ossigeno.

In presenza di asfissia bisogna intervenire prontamente praticando la respirazione artificiale e liberando le vie respiratorie, in caso di  ostruzione di quest’ultime, finché il cuore non dia segno di attività.

Quali sono le cause di asfissia?

L'asfissia può essere causata dal blocco delle vie aeree o può essere il risultato di un trauma o di altra condizione medica. Le vie aeree possono essere bloccate come risultato di:

  • strozzamento;
  • presenza di un oggetto estraneo nel tratto respiratorio o nella gola;
  • soffocamento;
  • strangolamento;
  • affogamento;
  • blocco della gola da parte della lingua quando il paziente è in stato di incoscienza.

Esempi di traumi o malattie che possono causare asfissia sono:

  • collasso polmonare;
  • inalazione di fumi tossici, come il monossido di carbonio;
  • pertosse;
  • difteria;
  • laringite difterica;
  • vene gonfie nella testa o nel collo;
  • paralisi;
  • asma;
  • rottura del collo;
  • pressione alta;
  • reazione allergica;
  • apnea durante il sonno.

La sintomatologia associata all’asfissia è caratterizzata da inspirazioni forzate, agitazione, cianosi, sudorazione eccessiva e convulsioni.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale di asfissia è un bisogno di respirare indotto da livelli crescenti di anidride carbonica nel sangue.

I segni dell'asfissia possono essere evidenti esternamente:

  • sul viso
  • nella congiuntiva
  • sanguinamento dalla mucosa nasale e dal condotto uditivo esterno

Tuttavia, è possibile identificare l'asfissia anche dall'analisi interna sulla membrana sierosa del torace, sulla superficie cardiaca e sul timo nei bambini.  

Qual è il trattamento per l'asfissia?

Il trattamento per l'asfissia consiste nel rimuovere ciò che impedisce la respirazione, utilizzando la manovra di Heimlich o le altre tecniche per la rimozione dei corpi estranei, a seconda del caso.

Cosa si intende per asfissia neonatale?

L'asfissia neonatale indica gli episodi di asfissia che si verificano prima, durante e dopo il parto. Quando, durante il travaglio, l'utero si contrae, i vasi sanguigni uterini vengono compressi e vi è un'interruzione intermittente del flusso di sangue nella placenta. In mancanza di ossigeno, aumenta l'acidità e diminuisce il pH del sangue. Il feto, normalmente, si adatta a tutto ciò, tranne se sopraggiungono altri fattori che compromettono lo scambio di ossigeno e anidride carbonica tra madre e figlio.

Le cause di asfissia neonatale possono essere:

  • distacco precoce della placenta dall'utero;
  • carenza di ossigeno nel sangue materno;
  • parto lungo e complicato;
  • difficoltà legate al cordone ombelicale;
  • infezione del bambino o della madre;
  • alta pressione sanguigna nella madre;
  • vie aeree del bambino non sviluppate o ostruite;
  • anemia.

In caso di asfissia neonatale, è fondamentale un intervento tempestivo per ridurre i danni causati al bambino dall'interruzione dell'apporto di ossigeno e sangue.

In casi di asfissia lieve, i neonati, alla nascita, vanno monitorati e dotati di supporto respiratorio finchè non possono respirare da soli.

In casi di asfissia grave, si può ricorrere a ventilazione meccanica, terapia respiratoria, fluidi e farmaci per controllare la pressione sanguigna e prevenire crisi epilettiche.

In quanto tempo si muore per asfissia?

La morte per asfissia viene preceduta da quattro stadi. Il primo stadio è il definito irritativo o periodo della dispnea respiratoria ed è caratterizzato da un intensificarsi del ritmo respiratorio associato ad altre sintomi, quali tachicardia, ipotensione, cianosi e miosi. Questa fase ha la durata di circa trenta secondi ad un massimo di un minuto.

Il secondo stadio, chiamato stadio convulsivo o periodo della dispnea espiratoria, è caratterizzato da ipercapnia con difficoltà espiratoria accentuata. Questo stadio è caratterizzato da altri sintomi, quali ipertensione dovuta da stimolazione adrenalinica con tachicardia, obnubilamento della coscienza e ipossia cerebrale, cioè convulsioni, scomparsa dei riflessi e rilasciamento sfinteriale. Essa ha la durata di circa un minuto.

Il terzo stadio, della durata di circa un minuto, è chiamato fase apnoica in cui i movimenti respiratori subiscono una progressiva riduzione a causa dei danni ai centri nervosi. I sintomi associati a questa fase sono: miosi, perdita di coscienza totale, rilasciamento muscolare, coma profondo. Si parla in questa fase di morte apparente, in quanto è ancora presente il battito cardiaco, seppure debole e lento.

Il quarto stadio, chiamato fase terminale o boccheggiamento, ha la durata da uno a tre minuti ed è caratterizzato dalla ricomparsa di movimenti respiratori irregolari, aritmia e cessazione del battito cardiaco progressiva.

La durata complessiva della morte per asfissia varia dai quattro ai sei minuti.