Tremore nel neonato: ecco da cosa dipende e quando preoccuparsi

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 26 Settembre, 2023

Tremore nel neonato: scopri come trattarlo

Come neo-genitori può essere difficile mantenere la calma di fronte a eventi che sembrano anormali e allarmanti, come il tremore nel neonato, che sopraggiunge all'improvviso alle braccia, alle gambe, alla testa, al mento.

È bene sapere che in genere questi movimenti convulsi, a scatti, non sono il segnale di convulsioni, crisi epilettiche o patologie. Il più delle volte, i tremori neonatali sono benigni e dipendono da fattori fisiologici, legati allo sviluppo del sistema nervoso o ad altre cause esterne. Col passare dei mesi tendono a scomparire.

Tuttavia, per stare tranquilli, è sempre bene osservare questi movimenti del neonato e parlarne con il pediatra per un confronto rasserenante o per un approfondimento, qualora fosse ritenuto necessario. A maggior ragione, se si osservano tremori anomali che si ripetono nel corso della giornata, associati ad altri sintomi.

Tremore neonatale, da cosa dipende

Il neonato può essere soggetto a fenomeni motori come tremori, nervosismo, varie forme di mioclono e fenomeni di rilascio del tronco encefalico, che non sono di natura epilettica.

Nella maggior parte dei casi, dunque, la natura dei tremori nei neonati è benigna e interessa in particolare i bambini prematuri e quelli sottopeso, con un peso inferiore ai 2.500 kg alla nascita.

Si distinguono in tremori fini, a bassa ampiezza (max 3 cm) e alta frequenza (più di sei movimenti al secondo) e tremori grossolani, ad ampiezza elevata (più di 3 cm) e bassa frequenza (meno di sei movimenti al secondo). 

I tremori fini a bassa ampiezza e ad alta frequenza si manifestano come movimenti rapidi e intermittenti, come piccole vibrazioni o scosse che coinvolgono principalmente le estremità, come le mani o i piedi del bambino.

Mentre i tremori grossolani sono ad ampiezza elevata e bassa frequenza, d'altra parte, si manifestano come movimenti più lenti e regolari, con un'ampiezza maggiore e una frequenza più bassa.

Questi tremori possono essere più facilmente visibili a occhio nudo e possono coinvolgere parti più grandi del corpo. Ad esempio, il bambino potrebbe avere un tremore grossolano della testa o degli arti che si manifesta come un movimento regolare e lento della parte interessata.

Tuttavia, è bene sapere che esistono cause di natura patologica, lesioni cerebrali, problemi neurologici, infezioni, disturbi genetici, squilibri metabolici, tra queste le condizioni patologiche che possono essere associate al tremore includono:

(Fonte: Nonepileptic motor phenomena in the neonate).

Cause benigne dei tremori neonatali

Di solito, i tremori neonatali si verificano nei primi 2-3 mesi di vita e si manifestano come scatti o piccole scosse brevi, contrazioni muscolari brusche, convulse, incontrollate, che possono essere lievi o più pronunciate, e interessare le braccia, le gambe, il tronco e la testa.

Movimenti di questo tipo sono più frequenti in alcuni momenti, per lo più durante il sonno (mioclono del sonno o clonie neonatali), al risveglio, dopo un episodio di pianto. Ma possono capitare anche durante il riposo diurno, quando il bambino è molto rilassato.

In genere, questi sobbalzi, che sembrano convulsioni, sono da ricondurre a una causa fisiologica legata al sistema nervoso e muscolare ancora in fase di sviluppo. Non sono, dunque, segnali preoccupanti di alcuna malattia o disfunzione.

Durante i primi mesi di vita, il sistema nervoso del neonato sta ancora imparando a coordinarsi, la corteccia motoria responsabile della coordinazione dei movimento volontario è ancora immatura, pertanto quei tremori che si osservano, possono essere un effetto "collaterale" di questo processo.

Neonato visitato dal pediatra

Un'altra causa benigna, di natura genetica, può essere quello che viene definito come “tremore ereditario del mento” che interessa i muscoli intorno alla bocca e si trasmette geneticamente.

Per i neo genitori, tuttavia, può essere difficile distinguere il tremolio nei neonati, dovuto a cause benigne, dai tremori dovuti a convulsionicrisi epilettiche, sintomi di qualche condizione di salute più seria e da non trascurare.

Se si osservano segnali anomali, è necessario rivolgersi al pediatra per approfondire.

Fare una diagnosi può essere difficile, a meno di non osservare sintomi chiari ed evidenti, che vediamo a breve. Aiuta sicuramente la storia familiare, quindi la familiarità per patologie di tipo malformativo, neurologico o endocrino-metabolico. 

Clonie neonatali

Abbiamo accennato a questa condizione nota come mioclono del sonno, o mioclono notturno. In questo caso, i tremolii del neonato possono manifestarsi quando sta per addormentarsi o nella fase del risveglio, a causa di una sovra-stimolazione generata dal sistema nervoso. Il mioclono del sonno di solito si risolve entro un anno, ma non deve preoccupare o generare apprensione.

Le cause dei sobbalzi possono anche essere dovuti a stimoli provenienti dall'esterno, rumori, luci, movimenti, come nel caso del Riflesso di Moro.

Riflesso di Moro (Riflesso di Startle)

Il Riflesso di Moro è un riflesso neonatale che si verifica quando il bambino viene sorpreso da un rumore forte, un movimento improvviso. Prende il nome dallo psichiatra austriaco Ernst Moro, che lo descrisse per la prima volta nel 1918.

Quando il bambino viene sorpreso o spaventato da uno stimolo improvviso, estende le braccia e le gambe, apre le dita delle mani e poi le chiude, flette il collo e il tronco.

Il riflesso di Moro è un riflesso normale che si verifica in molti neonati, ma scompare di solito entro i primi mesi di vita del bambino.

Tuttavia, se persiste oltre i primi mesi di vita, o se è molto pronunciato, potrebbe essere il segnale di un problema neurologico sottostante da sottoporre al pediatra.

Inoltre, il riflesso di Moro può essere attivato anche da altri stimoli, come una luce improvvisa o un cambiamento di temperatura, e in alcuni casi può essere associato a problemi di sonno o di allattamento.

Altre cause del tremore nei bambini

Caffeina nel latte materno

Il tremore nel bambino appena nato può anche dipendere dalle abitudini della mamma. Per esempio, il caffè o altre bevande contenenti caffeina, possono causare agitazione e tremori nel neonato. Durante l'allattamento, infatti, si consiglia di non superare le due tazzine al giorno (non oltre i 200 - 300 mg di caffeina).

Cambio del pannolino

I tremori del neonato potrebbero anche capitare durante un comune cambio del pannolino. Il movimento brusco del bambino può essere semplicemente la manifestazione di un dissenso.

Con la pratica del genitore, e con l'abitudine del neonato ai momenti del cambio pannolino, questa reazione di fastidio tenderà ad alleviarsi fino a scomparire.

Tremore neonato, i segnali da osservare

Per fugare i primi dubbi, premesso che sia sempre consigliabile rivolgersi al medico, si possono osservare alcuni segnali.

Movimenti che rientrano nella norma delle cause fisiologiche

  • Si verificano 1 o 2 volte al giorno, per lo più durante il sonno, al risveglio o anche nei momenti di riposo diurno
  • Brevi, sporadici (durano qualche secondo)
  • Non influiscono sulla respirazione, sul colore o sullo stato vigile e reattivo del bambino
  • Diminuiscono quando il bambino viene preso in braccio o distratto
  • Assenza di movimenti oculari anomali.

Tremori nei bambini anomali

  • Frequenti e prolungati (si verificano più volte al giorno e ogni episodio dura più di 30 secondi)
  • Alterano la respirazione, il colore, lo stato di allerta 
  • Movimenti anomali degli occhi
  • Associati ad altri sintomi (difficoltà nell'alimentazione, irritabilità o sonnolenza eccessiva)
  • Familiarità di disturbi della tiroide o ipoglicemia
  • Interferiscono con la crescita del bambino.

Nella fattispecie, il segnale di una crisi convulsiva lo si può captare dall'impossibilità di rilassare la parte del corpo che trema. 

Nel caso di sospetta crisi di questo tipo, per fare una diagnosi precisa del tremore nel neonato, il medico potrebbe richiedere test come un elettroencefalogramma (EEG), una risonanza magnetica (MRI) o una tomografia computerizzata (TAC).

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr. Giuseppe Pingitore
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