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Quale intervento è consigliabile per trattare un aneurisma alle arterie renali?

Sono una donna di 48 anni. Tramite una tac, ho scoperto di avere 2 aneurismi alle arterie renali. A sinistra, è calcificato ed è più piccolo rispetto a quello di destra che risulta più grande ed è molle (2,5 cm circa). Sono in attesa di una visita dal chirurgo vascolare per valutare il tipo di intervento da fare. Volevo chiedere se è possibile l'intervento per vena, evitando il taglio. Sono molto preoccupata anche per eventuali conseguenze che l'intervento potrebbe portare.

La maggior parte degli aneurismi dell'arteria renale è asintomatica e viene scoperta casualmente a seguito di indagini diagnostiche per l'ipertensione, per arteriopatia ostruttiva degli arti inferiori o per aneurisma aortico (ecodoppler, risonanza magnetica, angiografia, TAC con mezzo di contrasto).

Il rischio di rottura è notevolmente aumentato nelle donne in gravidanza, con una mortalità che arriva all'80%, sia materna che fetale. Gli aneurismi con diametro superiore a 1,5 cm e associati ad ipertensione vanno più facilmente incontro a rottura. L’indicazione chirurgica è rivolta agli aneurismi con diametro > 1,5 cm, negli ipertesi, in soggetti giovani soprattutto femmine in età fertile.

L'intervento chirurgico tradizionale consiste nell'asportare l'aneurisma e sostituirlo con un tratto di vena safena autologa invertita oppure, quando ci sono le condizioni anatomiche che lo consentono, si può procedere ad un intervento chirurgico endovascolare, un'ottima alternativa alla chirurgia, tuttavia, occorre valutare le caratteristiche anatomiche dell'aneurisma (localizzazione, dimensione) per poter dire se è possibile effettuare il trattamento con questa metodica e con quali rischi.

Il trattamento può avvenire anche mediante angioplastica + stent. 
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Risposta a cura di:
Dr. Domenico Cecere
Dr. Domenico Cecere
Caserta - Via Gennaro Tescione
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