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Vaccini obbligatori (Legge 119/2017)

Vaccini obbligatori (Legge 119/2017)
Curatore scientifico
Dr. Francesco Pascucci
Specialità del contenuto
Medicina legale

Decreto vaccini obbligatori: la legge 119/2017

La Legge numero 119 del 31 luglio 2017 non è altro che la conversione del Decreto Legge numero 73 (del 7 giugno 2017) recante “disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci”.

Tale legge ha come scopo quello di tutelare la sicurezza epidemiologica attraverso la determinazione di alcuni vaccini obbligatori per i bambini dagli 0 ai 16 anni, prevedendo delle sanzioni pecuniarie nei confronti dei genitori che non assolvono a tali doveri. 

Vaccini obbligatori in Italia: breve storia

La scoperta dei vaccini risale al 1796, anno in cui il medico inglese Edward Jenner somministrò il pus da una lesione di vaiolo bovino (virus Vaccinia) ad un bambino di otto anni, affinché quest’ultimo non contraesse il vaiolo umano, ben più grave e pericoloso.

Ancora oggi, infatti, la vaccinazione consiste nella somministrazione di una piccola dose di agente infettivo inattivato e di sue componenti rese sicure; in tal modo l’organismo risponde producendo anticorpi specifici (come nel caso in cui contrae realmente l’infezione ma evitandone le conseguenze) che permetteranno di neutralizzare l’agente una volta contratto realmente.

Per ciò che concerne i vaccini obbligatori, essi sono stati introdotti per la prima volta in Italia nel 1888, con la Legge Crispipagliani, con cui è stato imposto l’obbligo della vaccinazione antivaiolosa (che ha permesso la scomparsa definitiva del vaiolo nel 1925). Successivamente sono stati introdotti, come vaccini obbligatori, l’antidifterite, l’antipolio e l’antitetanica ma le innovazioni tecnologiche e le decisioni governative in merito sono state tante nel corso degli anni, fino ad arrivare alle attuali disposizioni legislative, che prevedono la somministrazione di 10 vaccini obbligatori.

Quali sono i vaccini obbligatori?

Come appena detto, la Legge 119/2017, attualmente in vigore, impone la somministrazione di 10 vaccini obbligatori, anche se il testo iniziale ne prevedeva 12.

Questi 10 vaccini obbligatori risultano quindi vincolanti per l’iscrizione dei bambini all’anno scolastico 2017/2018 anche se con alcune eccezioni. L’elenco dei vaccini obbligatori cambia, ovviamente, in base all’età del soggetto; ogni bambino è quindi tenuto a vaccinarsi secondo le disposizioni del calendario vaccinale nazionale relativo al suo anno di nascita. Per i nati dal 2017 al 2019, sulla base della nuova Legge 119/2017, il calendario vaccinazioni è il seguente:

I vaccini obbligatori verranno somministrati in due dosi: esavalente che comprende anti-poliomielite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus Influenzae tipo b), e quadrivalente che comprende anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella (con la nuova legge il classico vaccino trivalente si è modificato in quadrivalente dovendo prevedere anche la varicella).

Ovviamente, qualora il bambino abbia già contratto alcune malattie, la Asl provvederà ad effettuare i vaccini monocomponenti in cui sarà assente l’antigene relativa all’infezione per cui è già immune. Risultano esonerati dai vaccini obbligatori previsti nel 2018 i bambini che si trovino in particolari condizioni cliniche (presentando apposita certificazione medica) e coloro i quali abbiano già contratto la mattina e ne siano, di conseguenza, già immuni.

Quali sono le vaccinazioni facoltative?

Accanto all’elenco relativo ai vaccini obbligatori, la Legge 119/2017 prevede altri quattro vaccini che sono ritenuti facoltativi; i genitori possono quindi scegliere liberamente se somministrare ai loro figli anche i vaccini facoltativi senza dover versare alcun contributo economico, poiché sono comunque rientranti fra i vaccini che possono essere somministrati gratuitamente.

Attualmente, i vaccini facoltativi sono:

  • l’anti-meningococco B;
  • l’anti-meningococco C;
  • l’anti-pneumococco; 
  • l’anti-rotavirus. 

Cosa succede se non ci si vaccina?

La nuova legge vaccini per la scuola si è ritenuta cruciale a causa della diffusione sempre più massiccia di infezioni come il morbillo, la meningite e la rosolia che possono essere molto gravi (fino alla morte) e che possono essere evitate attraverso una profilassi.

La legge sui vaccini obbligatori ha come finalità, quindi, quella di evitare un’epidemia su queste malattie che potrebbe mettere a rischio la vita dei soggetti che a causa di problemi fisici non possono sottoporsi alla somministrazione dei vaccini ma anche quella dell’intera comunità (se il virus si iniziasse a propagare a macchia d’olio la sua potenza diventerebbe così grande da riuscire a contagiare non solo i soggetti non vaccinati ma talvolta anche persone vaccinate che non hanno sviluppato una immunità adeguata.

In sostanza verrebbe meno la protezione generale della popolazione che si definisce "effetto gregge" che si ottiene con alte percentuali di vaccinazione della popolazione generale pari o superiori al 95%). 

La stessa Corte Costituzionale ha infatti considerato legittimi i vaccini obbligatori poiché ritenuti una scelta ragionevole del legislatore volta a tutelare l’interesse individuale e collettivo.

Qual è il rapporto tra vaccinazioni obbligatorie e iscrizione scolastica?

I vaccini obbligatori previsti dalla legge risultano vincolanti per l’iscrizione scolastica; i genitori, infatti, insieme alla domanda di iscrizione devono allegare un’autocertificazione in cui dichiarano che i vaccini obbligatori sono stati tutti effettuati o, perlomeno, prenotati.

Il Ministero della salute costituirà una banca dati contenente le informazioni sui vaccini effettuati, i richiami da fare e l’elenco dei soggetti che non hanno copertura a causa dell’impossibilità fisica di sottoporsi alla vaccinazione. Infine, è importante ricordare che, secondo il decreto scuola, per i genitori che non provvedono all’effettuazione dei 10 vaccini obbligatori 2017/2018 sono previste delle sanzioni pecuniarie che variano dai 100 ai 3500 euro, in base alla gravità della violazione.

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