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Immunità di gregge

Persone in Attesa di Ricevere Vaccino per Ottenere l'Immunità di Gruppo
Curatore scientifico
Dr.ssa Gloria Negri
Specialità del contenuto
Microbiologia e virologia

Immunità di gregge: cos’è

Per immunità di gregge o immunità di comunità o, ancora, immunità di gruppo, si intende il meccanismo che si instaura all’interno di un contesto comunitario per cui, se la grande maggioranza degli individui è vaccinata, si limita la circolazione di un agente infettivo, andando in questo modo a proteggere anche coloro che non possono sottoporsi a vaccinazione, magari per via di particolari problemi di salute.

L’immunità di gregge rappresenta un meccanismo fondamentale per ridurre la circolazione e la trasmissione di malattie infettive contagiose. L’immunità di comunità si costruisce in due modi: o con il vaccino o in modo spontaneo, come accade per esempio nel trattamento dell’influenza.

Come si diffondono le epidemie

La parola epidemia deriva dal greco e il suo significato letterale è: “sopra il popolo, sopra le persone”. Dal punto di vista scientifico, il termine epidemia si riferisce al diffondersi di una malattia infettiva che colpisce quasi simultaneamente una collettività di individui, ovvero una data popolazione umana, con una ben precisa diffusione nello spazio e nel tempo, avente la stessa origine.

Le epidemie si generano e si diffondono a causa di specifici agenti infettivi, soprattutto virus e/o batteri. Questi ultimi possono andare incontro a cambiamenti quali aumento della virulenza, comparsa dello stesso agente infettivo all'interno di una popolazione in precedenza mai interessata dalla sua presenza e modifiche nella suscettibilità verso il patogeno.

Tra i fattori che determinano l'improvviso manifestarsi di un'epidemia vi sono:

  • cibo o acqua contaminati;
  • migrazione di popolazioni di alcune specie animali, come i ratti o zanzare, che possono fungere da vettori di malattia;
  • stagionalità, come nel caso della pertosse, il cui picco di incidenza si registrava in primavera; il morbillo, invece, si caratterizzava per due picchi di epidemia: una in inverno e una in marzo; influenza e raffreddore comune così come altre infezioni del tratto respiratorio superiore, come la faringite o la faringo-tonsillite, si verificano soprattutto in inverno;
  • salto di specie o spillover, ovvero il processo naturale per cui un patogeno che tipicamente infetta una o più specie di animali evolve e diventa in grado di infettare, riprodursi e trasmettersi all'interno della specie umana.
Le epidemie sono inoltre soggette ad altre variabili. Una delle più importanti riguarda il numero delle persone colpite nel primo episodio epidemico e il numero di coloro che muoiono nelle epidemie successive. Tendenzialmente, con ovvie variabilità da caso a caso, si è notato che la gravità delle epidemie successive sale e scende di intensità, in un periodo che è generalmente compreso tra i cinque e i dieci anni.

Evidenze scientifiche sull’immunità di gregge

Evidenze scientifiche a supporto dell’efficacia dell’immunità di gregge possono essere direttamente rintracciate nel processo di eradicazione della rabbia in Germania. 
La rabbia è una malattia infettiva virale che causa una grave infiammazione cerebrale che, generalmente, porta al decesso del soggetto.

La malattia è diffusa in varie aree del mondo ed è endemica nella fauna selvatica di alcune zone: il serbatoio preferito del virus è rappresentato da canidi (volpi, lupi, coyote), pipistrelli e manguste. Inoltre, la rabbia circola anche tra alcuni animali domestici, come cani, gatti e bestiame, che nella maggior parte dei casi sono stati infettati da un morso da parte di un animale selvatico malato. La trasmissione di solito avviene tramite morso e contatto tra il soggetto sano e la saliva, contenente il virus dell’animale infetto.

In Germania, tra il 1981 e il 2005 sono stati registrati nove decessi di persone causati dalla rabbia, dei quali almeno due riconducibili a morso da parte di animali infetti avvenuti in territorio tedesco. Un'analisi della prevalenza della malattia tra animali selvatici e domestici rilevò l'esistenza di 10.634 individui infetti nel 1977 e 10.484 nel 1981.

Il governo federale tedesco decise di intervenire alla radice con una vaccinazione di massa della popolazione di volpi presenti in Germania, dato che la semplice vaccinazione di uomini e animali domestici avrebbe impedito la diffusione del virus in queste due popolazioni ma non quella tra animali selvatici, che a loro volta avrebbero potuto mordere soggetti che per vari motivi non si fossero vaccinati.

I programmi di vaccinazione incominciarono nel 1983 nella Repubblica Federale Tedesca, mentre nella Germania dell’Est nel 1989, per un costo stimato di circa 100 milioni di euro. Per la somministrazione del vaccino agli esemplari selvatici vennero utilizzati dei bocconi opportunamente trattati, che vennero dispersi nelle aree boschive affinché gli animali se ne cibassero.

Nel giro di qualche anno il numero di animali infetti crollò, dimezzandosi nel giro di sette anni e pressoché azzerandosi nei primi anni 2000 (tre casi segnalati nel 2006). Nel 2008, l'Organizzazione Mondiale della Sanità Animale dichiarò la rabbia eradicata in Germania. Non essendovi altre cause che possano spiegare la riduzione della prevalenza della rabbia nella popolazione di animali selvatici, come ad esempio migliori condizioni igieniche all'interno della popolazione animale, l'unica spiegazione plausibile resta l'uso in massa del vaccino e l'immunità di gregge venutasi a creare.

Vaccini e immunità di gregge

La soglia minima di copertura vaccinale necessaria per raggiungere l’immunità di gregge varia a seconda dell’infezione: infatti i vari patogeni hanno differenti indici di contagiosità. In generale, per le infezioni più diffuse, ovvero per quelle contro cui si vaccina già da piccolissimi, è possibile considerare al sicuro l’intera popolazione quando la copertura vaccinale della popolazione risulta essere almeno del 95%.

Dal punto di vista della profilassi, il concetto di immunità di gregge non risulta valido per malattie infettive non trasmissibili da uomo a uomo, come per esempio il tetano.

Qui un piccolo elenco che raccoglie le percentuali relative alle soglia minima di vaccinati per raggiungere l'immunità di gregge (valore di HIT):

Immunità di gregge e Covid-19

Quando gran parte di una popolazione è immune nei confronti di una determinata malattia, grazie al vaccino o per aver già sviluppato gli anticorpi, si arriva a quella che viene definita immunità di comunità, cioè un’immunizzazione quasi completa della popolazione che blocca la diffusione del virus garantendo maggior sicurezza anche alla fascia più debole e non vaccinata della società. Questa situazione non può presentarsi se il livello di immunizzazione è basso perché, in questo caso, il virus può diffondersi rapidamente tra le persone.

L’immunità di gregge si potrebbe raggiungere anche senza un vaccino, ma ciò significherebbe esporre al virus una parte importante della popolazione con conseguente rialzo della mortalità, sovraccarico delle terapie intensive e saturazione del sistema sanitario nazionale: a farne le spese sarebbero soprattutto le fasce più deboli della popolazione ossia quelle con patologie importanti come malattie cardiovascolari o tumori, perché il virus SARS-CoV-2 è molto contagioso e presenta ancora numerose incognite.

Si stima che per raggiungere l’immunità di comunità debba essere vaccinato almeno e all’incirca il 70% della popolazione con il vaccino anticovid.

Una volta vaccinati over 60 e i pazienti fragili, occorre puntare ad avere almeno il 70% delle persone vaccinate: percentuale che permetterebbe di abbattere drasticamente la circolazione del virus grazie anche alla conseguente riduzione dell’indice Rt (l’indicatore del numero di persone che vengono contagiate in media da una sola persona infetta nell’arco di un determinato tempo).
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