icon/back Indietro

Autismo

Neurologia
Autismo

Cos'è l'autismo

L'autismo, anche chiamato disordine dello spettro autistico, è una condizione complicata che include difficoltà comunicative e comportamentali. Può coinvolgere una vasta gamma di sintomi e costituire un problema minore o, invece, una disabilità che ha bisogno di assistenza a tempo pieno in una struttura speciale.

Le persone con autismo hanno difficoltà nella comunicazione e nel capire cosa la gente pensa. Questo rende difficile per loro di esprimersi, sia con le parole sia attraverso gesti, espressioni facciali ma anche tattili.

Le persone con autismo potrebbero inoltre avere problemi con l'apprendimento e le loro competenze potrebbero svilupparsi in modo irregolare. Ad esempio, potrebbero avere problemi di comunicazione, ma risultano invece insolitamente bravi in arte, musica, matematica e tutto ciò che pertiene alla memoria. A causa di questo, potrebbero riuscire particolarmente bene nei test di analisi o problem solving.

L'autismo è dunque un disturbo che provoca anomalie del comportamento, come:

  • sviluppo anomalo o deficitario dell’interazione sociale;
  • sviluppo anomalo o deficitario della comunicazione;
  • marcata ristrettezza del repertorio di attività e interessi.
Le manifestazioni dell'autismo possono variare a seconda del livello di sviluppo del disturbo dell'età del soggetto.

Disordini dello spettro autistico

I disordini dello spettro autistico includono:

  • La sindrome di Asperger – Chi soffre della sindrome di Asperger presenta un problema con il linguaggio; infatti, tendono a rientrare nella media o al di sopra della media nei test di intelligenza (quoziente intellettivo); tuttavia, hanno problemi con la socialità e si dedicano a una ristretta gamma di interessi.
  • Disordine autistico – Consiste in ciò che la maggior parte delle persone associa alla parola "autismo." Fa riferimento a problemi con le interazioni sociali, la comunicazione e il gioco nei bambini di età inferiore a 3 anni.
  • Disordine di disintegrazione infantile – Questi bambini presentano uno sviluppo tipico per almeno 2 anni e poi perdono alcune o la maggior parte delle loro capacità di comunicazione e sociali.
  • Disturbo pervasivo dello sviluppo o autismo atipico – Questo termine viene utilizzato se il bambino presenta alcuni aspetti del comportamento autistico, come ritardi nelle abilità sociali e di comunicazione, ma non rientra pienamente in nessuna categoria dei disordini dello spettro autistico. 

Sintomi dell'autismo

I sintomi di autismo compaiono solitamente al di sotto dei tre anni; alcune persone li mostrano, tuttavia, fin dalla nascita. Tra i più comuni segni di autismo ci sono:

  • Una ristretta gamma di interessi o un profondo interesse unicamente rivolto ad alcuni argomenti
  • Fare qualcosa più e più volte, come ripetere parole o frasi o dondolarsi avanti e indietro
  • Elevata sensibilità a suoni, contatto fisico oppure odori 
  • Non guardare o ascoltare altre persone mentre parlano
  • Non guardare le cose quando un'altra persona le indica
  • Non voler essere abbracciato o coccolato
  • Problemi di comprensione o utilizzo del linguaggio, dei gesti, delle espressioni facciali o del tono di voce
  • Parlare con una voce piatta e robotica
  • Problemi di adattamento ai cambiamenti di routine.
Inoltre, alcuni bambini con autismo possono anche sperimentare delle convulsioni, che solitamente hanno inizio durante la adolescenza. Le persone con autismo presentano quindi difficoltà nel:

  • condividere gioie;
  • sviluppare interessi variegati;
  • sviluppare relazioni interpersonali;
  • esprimersi con la mimica facciale;
  • conversare.
Autismo e uso del linguaggio

Un soggetto autistico fa un uso pragmatico del linguaggio. Il gioco di immaginazione, l'uso delle metafore e la capacità di intenderle è spesso assente o notevolmente compromesso. Il linguaggio appare dunque solitamente come eccentrico, ripetitivo e aritmico.

Movimenti, espressioni e autismo

I movimenti corporei associati all'autismo sono:

  • battere le mani;
  • dondolarsi;
  • buttarsi a terra;
  • oscillare;
  • camminare in punta di piedi.

Cause dell'autismo

Non sono ancora chiare le cause dell'autismo. Esso potrebbe dipendere da problemi in aree del cervello atte a interpretare input sensoriali e linguistici.

L'autismo è quattro volte più comune nei ragazzi che nelle ragazze. Può però verificarsi in persone di qualsiasi etnia o contesto sociale. Il reddito familiare, lo stile di vita o il livello di istruzione non influiscono infatti sul rischio di sviluppare autismo in un bambino.

L'autismo ha però delle origini geniche familiari, nel senso che determinate combinazioni dei geni possono aumentare il rischio di autismo. Le donne in gravidanza che sono esposte a determinati farmaci o prodotti chimici, come l'alcol o i farmaci antiepilettici, hanno più probabilità di avere bambini autistici.

Altri fattori di rischio per l'autismo includono condizioni metaboliche materne come il diabete e l'obesità. La ricerca ha anche collegato l'autismo alla fenilchetonuria non trattata (un disordine metabolico causato dall'assenza di un enzima) e alla rosolia. Si ricordi, infine, che non ci sono prove a supporto della tesi per cui le vaccinazioni causano l'autismo.

Diagnosticare l'autismo

Può essere difficile ottenere una diagnosi definitiva di autismo. Solitamente, la diagnosi di autismo nei bambini di solito prevedono:

  • Screening dello sviluppo – Esso dirà al medico se il bambino è sulla buona strada con le competenze di base come l'apprendimento, il linguaggio, il comportamento e il movimento. Gli esperti suggeriscono che, per identificare eventuali ritardi di sviluppo, i bambini siano tenuti monitorati durante controlli regolari a 9, 18 e 24 o 30 mesi di età. 
  • Ulteriori test – Se il bambino mostra tali problematiche durante questi esami, avrà bisogno di una valutazione più completa. Ciò potrebbe includere test uditivi e visivi o test genetici. Il vostro medico potrebbe indirizzarvi verso qualcuno specializzato in disordini di autismo, come un pediatra dello sviluppo o uno psicologo dell'infanzia. 
Se non vi è stato diagnosticato l'autismo da bambini, ma notate voi stessi i suoi segni o sintomi caratteristici, parlate con il vostro medico.

Come si curano i disturbi dell'autismo

Non c'è cura per l'autismo. Ma il trattamento precoce può fare la differenza nello sviluppo e nella crescita di un bambino con autismo. Se pensate che il vostro bambino mostri sintomi di disordini dello spettro autistico, informare il pediatra il prima possibile.

Risulta però possibile alleviare i disturbi dell'autismo, mediante:

  • Terapia comportamentale e comunicativa per aiutare la struttura e l'organizzazione – Essa promuove ad esempio il comportamento positivo e scoraggia il comportamento negativo. La terapia occupazionale può aiutare con le abilità quotidiane come vestirsi, mangiare e relazionarsi con le persone. La terapia di integrazione sensoriale potrebbe invece aiutare chi ha problemi con l'essere toccato o ha problemi con colori intensi e suoni forti. La logopedia, infine, migliora le capacità comunicative.
  • Farmaci – Alcuni medicinali sono utili per gestire alcuni sintomi dei disordine dello spettro autistico, come problemi di attenzione, iperattività o ansia.

Vuoi saperne di più? Ascolta il podcast sull'autismo

Pazienti.it in collaborazione con l'Associazione Nazionale di Genitori di persone con Autismo (ANGSA) ha realizzato un podcast sull'autismo per generare consapevolezza sulla vita di chi ha l'autismo e delle loro famiglie. Clicca qui per ascoltarlo.
Dr. Giovanni Mazzotta Medico Chirurgo
Dr. Giovanni Mazzotta
Neurologopsichiatra

Contenuti correlati

Insonnia
icon/card/neurologia
L'insonnia è la percezione di un sonno insufficiente o di scarsa qualità, che può dipendere da diverse cause.
Sindrome di Rett
icon/card/neurologia
La sindrome di Rett (RTT) è un disturbo neurologico raro che si manifesta principalmente nel sesso femminile, a partire dal sesto mese di...
Embolia cerebrale
icon/card/neurologia
L’embolia cerebrale è un tipo di embolia, causata da un embolo che provoca il blocco del sangue al cervello, con conseguenze gravi.