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Anticonvulsivanti

Anticonvulsivanti
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Medicina generale Neurologia

Cosa sono le convulsioni?

Le convulsioni non sono una vera e propria malattia, quanto piuttosto il sintomo di alcune patologie. Le convulsioni sono un insieme di contrazioni improvvise, violente ed incontrollate dei muscoli volontari.

Durante le convulsioni, i muscoli si contraggono e si rilassano in continuazione privando il soggetto di autocontrollo. Le convulsioni possono indurre una temporanea perdita di coscienza.

La loro durata è variabile e solitamente maggiore è la durata delle convulsioni, maggiore è la gravità del quadro clinico.

Cosa sono gli anticonvulsivanti?

Gli anticonvulsivanti sono una classe di farmaci che hanno lo scopo di sedare diversi stati di eccitabilità neuromotoria.

I più utilizzati sono le benzodiazepine che hanno proprietà ansiolitiche, sedativo-ipnotiche, anticonvulsivanti, miorilassanti e anestetiche.

Oltre al controllo delle convulsioni, le benzodiazepine, infatti, vengono utilizzate anche per altri stati patologici tra cui:

Inoltre, le benzodiazepine possono essere utilizzate come sedativi prima di esami invasivi come gastroscopia, colonscopia ecc.
Nel caso in cui si tratti di convulsioni da stato febbrile nei bambini, il paracetamolo è il farmaco di elezione per ridurre la febbre (che può essere causa di convulsioni) e, dunque, le crisi convulsive febbrili nel neonato e nel bambino. 

Anticonvulsivanti: meccanismo d'azione

Gli anticonvulsivanti sono farmaci in grado di controllare gli attacchi epilettici. Generalmente riducono lo stato di eccessiva eccitabilità dei neuroni da cui si propagano gli impulsi che determinano le convulsioni. Per il trattamento dell'epilessia, infatti, l'anticonvulsivante agisce come inibitore del meccanismo che dà origine alla crisi convulsiva.

Spesso gli anticonvulsivanti vengono impiegati per trattare il bipolarismo, dal momento che agiscono come stabilizzatori dell'umore; a volte vengono anche usati per trattare dolori neuropatici e per rilassare muscolatura contratta in modo cronico (come, ad esempio, nel caso di ipertono vulvare).

Quando evitare di assumere anticonvulsivanti?

In passato si pensava che l'assunzione preventiva di farmaci anticonvulsivanti riducesse il rischio che le convulsioni si trasformassero in epilessia vera e propria. Oggi si ritiene, invece, che i possibili rischi dovuti a questi farmaci superino i benefici e che quindi vadano assunti con estrema cautela e solo quando è necessario. 

Sono diversi i casi in cui non vanno somministrati anticonvulsivanti:

  • nel caso di convulsioni febbrili semplici: meglio optare per de semplici antipiretici;
  • se il soggetto ha già avuto modo di provare un’allergia alle benzodiazepine;
  • durante la gravidanza e l’allattamento.

L'utilizzo delle benzodiazepine è controindicato, inoltre, nei pazienti affetti dalle seguenti patologie:

Effetti collaterali degli anticonvulsivanti: quali sono?

Nonostante siano piuttosto sicuri e dotati di bassa tossicità, i farmaci benzodiazepinici così come gli altri medicinali, possono dare effetti collaterali.

Un farmaco anticonvulsivante potrebbe avere effetti letali se assunto contemporaneamente ad altre sostanze in grado di deprimere il sistema nervoso centrale, come - ad esempio - barbiturici, farmaci oppioidi, alcool o droghe.

Visto che i farmaci antiepilettici agiscono modulando l’attività dei neuroni nel cervello, la maggior parte dei loro effetti avversi si manifesta a carico del sistema nervoso centrale.

Tra gli effetti collaterali delle benzodiazepine ricordiamo:

Altri effetti collaterali sono i “sintomi paradosso” tra cui ricordiamo:

Le benzodiazepine danno dipendenza fisica e psichica. Nei casi di dipendenza, in seguito all'interruzione brusca del trattamento, possono insorgere sintomi d'astinenza, tra cui:

Per questo la terapia va sospesa gradualmente.

È possibile anche lo sviluppo della “tolleranza”, cioè la riduzione degli effetti indotti dal farmaco, e quindi è necessaria l'assunzione di dosi sempre maggiori per ottenere di nuovo l'effetto desiderato.

Esistono anticonvulsivanti naturali?

Non esistono dei veri e propri anticonvulsivanti naturali. Certamente esistono piante e erbe officinali che hanno proprietà sedative e/o calmanti, tra cui:

  • Passiflora
  • Valeriana
  • Tiglio
  • Biancospino
  • Luppolo
  • Camomilla
  • Menta piperita
  • Vischio
  • Kava kava

Cionostante, il suggerimento, se si soffre di crisi convulsive, è sempre quello di affidarsi all'approccio terapeutico classico sopra descritto. Si sconsiglia infatti, per questo disturbo, il trattamento fai da te con piante medicinali, che può essere sì un valido alleato contro le convulsioni, ma solo se affiancato alla terapia prescritta dal medico.

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