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Fascite necrotizzante

Fascite necrotizzante
Curatore scientifico
Dr. Alfredo Bitonti
Specialità del contenuto
Ortopedia e traumatologia

Cos'è

La fascite necrotizzante è una malattia dovuta ad un’infezione in rapida diffusione, che coinvolge i piani fasciali del tessuto connettivo e ne provoca necrosi. La malattia si verifica di rado e può colpire una qualsiasi zona del corpo; una volta raggiunto il tessuto connettivo, però, l'infenzione si diffonde così velocemente che diventa difficile da fermare.

Anche se in molti casi la fascite necrotizzante è stata causata dal gruppo A beta-emolitico di streptococchi (Streptococcus pyogenes), molti ricercatori concordano nel ritenere che molti generi differenti di specie batteriche, da soli o insieme (polimicrobica), possano causare la malattia.

Occasionalmente, la specie micotica (funghi) causa la fascite necrotizzante.

Attualmente, esistono molti nomi utilizzati impropriamente per indicare la fascite necrotizzante e includono:
  • Mangia-carne
  • Infezione o malattia batterica
  • Fascite suppurativa
  • Cancrena cutanea
  • Cancrena ospedaliera
  • Cancrena di Meleney
  • Cancrena di Fournier
  • Cellulite necrotizzante

Quando si verifica

A seconda delle tipologie, la fascite necrotizzante si verifica:
  • Dopo un trauma o un intervento chirurgico se di tipo 1, e può formare piccole quantità non rilevabili di gas
  • Dopo un trauma nalla pelle (tagli, abrasioni e punture di insetti) se di tipo 2, e infetta i piani facciali più superficiali
  • Dopo un trauma o dopo le ferite contaminate con sporcizia contenente Clostridium spp se di tipo 3, e produce gas nei tessuti (cancrena) e escare necrotiche
La maggior parte delle persone colpite sono:
  • Immunodepressi
  • Persone che hanno problemi cronici al fegato

Tipi

I tipi di fascite necrotizzante vengono raggruppate da alcuni ricercatori in tre gruppi generali, più o meno in base ai generi di organismi che causano l'infezione e ad alcuni risultati clinici che purtroppo variano da paziente a paziente:
  • Fascite necrotizzante di tipo 1 Causata da più di due generi batterici (polimicrobica) o raramente da un solo genere di batteri come il genere Vibrio o il genere fungino (come nella Candida).
  • Fascite necrotizzante di tipo 2 – Causata da Streptococchi SPP.
  • Fascite necrotizzante di tipo 3 – Chiamata anche cancrena gassosa di tipo 3 e causata da Clostridium SPP.

Sintomi

La maggior parte dei sintomi di fascite necrotizzante inizia con un’infezione esistente, più frequentemente su un arto o una ferita. L'infezione iniziale può dipendere da qualsiasi causa, come ad esempio:
  • Tagli sulla pelle
  • Ferite da punta
  • Incisioni chirurgiche
  • Punture di insetti
Invece di guarire, il sito infetto può mostrare:
Allo stesso tempo, ulteriori sintomi di nascite necrotizzante nei pazienti spesso includono:
  • Febbre
  • Brividi
  • Ulcere cutanee
  • Formazione di bolle (pareti sottili e vesciche piene di liquido)
  • Escare necrotiche (croste nere)
  • Formazione di gas nei tessuti
  • Fluidi e drenaggio dal sito con il progredire dell'infezione

Cause

In molti casi, la principale causa di fascite necrotizzante è determinata da batteri e solo raramente altri organismi come funghi causano questa malattia. 

Lo Streptococco di gruppo A e lo stafilococco, da soli o con altri batteri, causano molti casi di fascite necrotizzante, anche se il Clostridium spp dovrebbe essere considerata come una causa, soprattutto se si trova gas nel tessuto infetto. 

A causa delle migliori tecniche microbiche di isolamento per i batteri anaerobi, sono spesso rilevati nella zona infetta generi batteriche quali:
  • Bacteroides
  • Peptostreptococcus
  • Clostridium

Contagio

La fascite necrotizzante in genere risulta non contagiosa. Tuttavia, è possibile per le persone non infette venire fisicamente in contatto con alcuni pazienti con la malattia e infettarsi con un organismo che può causare fascite necrotizzante.

Chi sono i soggetti a rischio di contrarre la fascite necrotizzante?

Chiunque abbia un'infezione ha un piccolo rischio di contrarre la fascite necrotizzante. Il rischio aumenta se l'infezione si verifica in soggetti immunodepressi, come:
  • Diabetici
  • Anziani
  • Bambini
  • Soggetti con malattie epatiche
  • Soggetti che assumono farmaci immunosoppressori come la chemioterapia per il tumore

Prevenzione

La fascite necrotizzante non si manifesta se non quando l'infezione è già sviluppata nel tessuto, e solo l’immediato trattamento dell'infezione permette di fermare lo sviluppo della malattia. Inoltre, tutto ciò che può aiutare a prevenire le infezioni aiuterà a prevenire la fascite necrotizzante.

Delle buone pratiche per prevenire la fascite necrotizzante sono:
  • Lavaggio delle mani
  • Controllo di tagli o ferite alle estremità se avete il diabete
  • Evitare il contatto fisico con persone che con infezioni da MRSA
  • Buone pratiche igieniche

Cura

La cura per la fascite necrotizzante include:
  1. Ossigenoterapia iperbarica – L'ossigenoterapia iperbarica consiste nell'utilizzo di ossigeno puro a scopo terapeutico e portato a una pressione che supera quella dell'atmosfera; essa risulta indicata quando bisogna curare pazienti con ferite ampie o colpiti da distruzione dei tessuti. 
  2. Intervento chirurgico – Con la chirurgia è possibile asportare lembi del tessuto necrotizzante, fino ad arrivare ad amputare l'arto, se la necrosi è già in atto ed estesa in maniera irrimediabile. Il paziente viene però sottoposto a più operazioni, per via della complessità di questo intervento. Spesso si arriva al trapianto dell'arto o dell'organo interessato.
  3. Terapia intensiva – Questa cura è utile per porre rimedio all'ipotensione, ossia risposta che l'organismo mette in atto a seguito della diffusione dell'infezione. La terapia intensiva prevede trasfusione di sangue. 
  4. Terapia antibiotica– La somministrazione di antibiotici si attua quando si sospetta che il paziente stia sviluppando una fascite necrotizzante e include quelli più efficaci, ossia: vancomicina, clindamicina e penicillina
Quando si soffre di fascite necrotizzante è importante intervenire tempestivamente, per impedire esiti infausti nel paziente. 
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