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Pavor nocturnus

Pavor nocturnus
Curatore scientifico
Dr. Martina Valizzone
Specialità del contenuto
Psicologia Neuropsicologia

Cos'è il pavor nocturnus?

Il pavor nocturnus, noto anche come disturbo da terrore nel sonno, rientra nella categoria delle parasonnie ovvero delle perturbazioni non patologiche del sonno (di cui fanno parte, tra le tante, anche il sonnambulismo e il bruxismo).

Questo si manifesta attraverso parziali risvegli durante il sonno profondo non REM, ed è caratterizzato da reazioni di panico e paura, simili a veri e propri attacchi di panico notturni, dei quali il soggetto che ne è colpito non ha ricordi o solo ricordi frammentari. 

Quali sono le cause?

Le principali cause di pavor notturno sono le seguenti:

Recentemente alcuni studi hanno messo in evidenza il ruolo della familiarità nello sviluppo del panico notturno: i bambini i cui familiari hanno sofferto o soffrono di terrori notturni o di altre parasonnie, hanno un rischio più elevato, rispetto ai loro coetanei, di andare incontro a pavor nocturnus.

Quali sono i sintomi del pavor nocturnus?

Le manifestazioni tipiche degli episodi di pavor nocturnus possono destare molta preoccupazione in chi vi assiste. Il soggetto che ne è colpito solitamente manifesta una forte attivazione del sistema nervoso autonomo, tale da provocare:

A questi sintomi si accompagnano:

  • Agitazione motoria
  • Grida
  • Urla
  • Pianto nel sonno

Per tutta la durata della crisi (che può durare anche svariati minuti) e dopo il suo termine, l’individuo continua a rimanere in uno stato di sonno profondo e al risveglio solitamente non è consapevole di quanto accaduto. 

Pavor nocturnus nei bambini

I bambini sono la categoria più colpita dal terrore notturno, ne soffre dal 3 al 10% dei bambini di età compresa fra i 2 e i 12 anni.

Nella maggioranza dei casi il panico notturno si risolve spontaneamente in epoca adolescenziale, senza il bisogno di alcun trattamento.

Pavor nocturnus negli adulti

La casistica di adulti che soffrono di questa particolare parasonnia é piuttosto rara, riguarda meno dell’1% della popolazione adulta ed è per lo più correlata a periodi di forte stress emotivo che si riflettono in un’alterazione dei normali cicli del sonno.

Negli adulti si manifesta più comunemente intorno ai 20-30 anni, e spesso segue un decorso cronico. In questi casi può essere consigliabile il ricorso ad una terapia psicologica coadiuvata da un trattamento farmacologico allo scopo di ridurre la frequenza degli episodi di terrore notturno.

Pavor nocturnus: terapia

Il terrore notturno il più delle non deve destare particolare preoccupazione in quanto va incontro a remissione spontanea, senza il ricorso ad interventi o terapie specifiche.

Quando gli episodi si manifestano più volte a settimana e il soggetto che ne soffre mostra comportamenti aggressivi durante il sonno, tali da compromettere l’incolumità (sua o delle persone che gli sono accanto) è opportuno rivolgersi ad uno specialista per valutare l'eventualità di sottoporsi ad una terapia.

Tra i trattamenti più efficaci nel contrastare il pavor nocturnus citiamo il protocollo dei risvegli notturni programmati, da seguire per una o più settimane. Si tratta di una strategia comportamentale che consiste nel risvegliare il soggetto prima dell’orario in cui di solito si verificano gli episodi e, in seguito, predisporlo nuovamente a dormire, evitando così che possano verificarsi gli episodi di panico.

Qualora fosse necessario può essere indicata l’assunzione di una terapia farmacologica (indirizzata quasi esclusivamente ai pazienti adulti) a base di benzodiazepine o antidepressivi.

Un’alternativa più blanda e con meno effetti collaterali, adatta anche per i bambini, è invece l’assunzione di triptofano o di rimedi omeopatici a base di fiori di bach, in grado di favorire un sonno rilassante e di conseguenza la riduzione dei fenomeni di terrore notturno. 

Rimedi per il pavor nocturnus

Qualora ci si trovasse ad assistere ad episodi di pavor nocturnus è fondamentale evitare di toccare o risvegliare la persona che ha la crisi, in quanto non si farebbe altro che amplificare la reazione di panico.

Trovandosi in uno stato di sonno profondo la persona che ne è colpita non è in grado di riconoscere gli stimoli esterni né le persone familiari; gesti accudenti potrebbero dunque essere percepiti come una minaccia alla propria incolumità e scatenare reazioni ancora più intense.

Tra gli accorgimenti da seguire per favorire un sonno tranquillo è consigliabile:

  1. curare la routine del sonno facendo in modo che gli orari di addormentamento e di risveglio siano regolari;
  2. rimuovere eventuali oggetti pericolosi o ostacoli che potrebbero mettere in pericolo la persona durante la crisi;
  3. evitare di assumere sostanze stimolanti prima di coricarsi;
  4. ridurre lo stress quotidiano, ma soprattutto evitare di raccontare al soggetto che soffre di pavor nocturnus quanto avvenuto (soprattutto nel caso di bambini): il racconto di questi episodi potrebbe infatti provocare ansia e preoccupazione che altri episodi possano verificarsi, aumentando quindi la probabilità di recidiva.
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