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Antibatterici

Antibatterici
Curatore scientifico
Dr. Antonio Silvestri
Specialità del contenuto
Malattie infettive e tropicali Medicina generale

Cosa sono i farmaci antibatterici?

Gli antibatterici sono sostanze in grado di contrastare la crescita e la moltiplicazione batterica. Agiscono contro batteri metabolicamente attivi.

Si distinguono in batteriostatici (inibiscono la proliferazione batterica) e battericidi (uccidono i batteri).

La famiglia degli agenti antibatterici comprende: antibiotici e chemioterapici.

Come agiscono?

Per inibire la crescita batterica o per uccidere i batteri, vengono impiegati antibatterici che agiscono in maniera diversa in base alle caratteristiche del batterio da eradicare. Si possono trovare:

  • Inibitori della sintesi di parete cellulare (classe di antibiotici più numerosa e più utilizzata)
  • Inibitori della funzionalità di membrana cellulare
  • Inibitori della sintesi proteica
  • Inibitori della sintesi di acidi nucleici
  • Inibitori di enzimi metabolici

Antibiotici: qual è la differenza con gli antibatterici?

Gli antibiotici vengono prodotti a partire da altri microrganismi, ad esempio le penicilline e le cefalosporine che derivano dalle muffe. Gli antibiotici vengono utilizzati per curare infezioni specifiche e si distinguono in: 

  • Antibiotici ad ampio spettro, capaci di ostacolare tutti i tipi di batteri, sia Gram positivi che Gram negativi. Ne sono un esempio le tetracicline e le cefalosporine. Hanno un potenziale elevato livello di tossicità.
  • Antibiotici a spettro ristretto, sono attivi contro un numero limitato di ceppi batterici, per esempio solo contro i Gram positivi oppure solo contro i Gram negativi. Causano effetti tossici minori rispetto agli antibiotici ad ampio spettro d’azione.
Gli antibiotici sono in grado di distruggere i batteri e il loro focolaio di origine. Tutti gli antibiotici sono antibatterici, ma non tutti gli antibatterici sono antibiotici. La differenza, infatti, è che gli antibatterici non intervengono sul metabolismo cellulare dei batteri, ma ne impediscono la proliferazione.

Quali antibatterici naturali esistono?

La natura fornisce una vasta gamma di sostanze con proprietà antibatteriche tra cui:

  • Argento colloidale: l'argento è stato usato 1.200 anni fa da Egizi, Romani e Greci per diverse malattie e per mantenere sani i loro alimenti. Prima del 1938, ovvero prima degli antibiotici, l'argento colloidale è stato usato dai medici come principale sostanza per combattere i batteri. 
  • Pascalite: è una tipologia di argilla che si trova solo nelle montagne del Wyoming. Impiegata per via topica, possiede importanti capacità antibiotiche. 
  • Curcuma: pianta usata nella medicina ayurvedica e cinese per molte migliaia di anni per trattare una vasta gamma di infezioni. Le qualità antibatteriche e anti-infiammatorie sono note per essere altamente efficaci nel trattamento di infezioni batteriche. 
  • Olio di origano: è un olio essenziale capace di uccidere i batteri. Ha proprietà antiossidanti, antisettiche, antivirali, antimicotiche, antinfiammatorie, antiparassitarie e antidolorifiche. 
  • Tea Tree Oil (olio essenziale di melaleuca): è un olio con elevate capacità antibatteriche.
  • Estratto di foglia di oliva: sostanza utilizzata anche in passato per combattere le infezioni batteriche. Funge da supporto per il sistema immunitario, mentre lotta contro le infezioni resistenti agli antibiotici.
  • Aglio: possiede un potente antibiotico, antivirale e antimicotico.
  • Echinacea: composto usato per trattare un'ampia varietà di infezioni da secoli. Era tradizionalmente usata per trattare ferite aperte, così come la setticemia, difterite e altre malattie correlate a batteri. Oggi è usata principalmente per il trattamento di raffreddore e influenza.

Esistono dei cibi antibatterici?

Alcuni alimenti hanno un potere antimicrobico non indifferente. Tra questi sono inclusi.

  • Miele
  • Aglio
  • Olio di origano
  • Estratto di foglia d’oliva
  • Curcuma
  • Zenzero
  • Pompelmo

Detergenti intimi antibatterici: quando usarli?

La mucosa vaginale ha un pH generalmente acido. Questo ambiente acido permette la sopravvivenza della fisiologica flora batterica vaginale e funge da schermo nei confronti di microrganismi patogeni. Tuttavia, il pH vaginale è soggetto a modificazioni durante la vita della donna. Un detergente intimo deve rispettare il pH vaginale. Durante l’età fertile, il pH è tendenzialmente basso, quindi il detergente ideale dovrebbe avere un pH intorno 3,5-4,5; in menopausa, invece, il pH è più alto (basico), dunque andrebbe utilizzato un prodotto con pH leggermente più elevato. 

Un detergente intimo va scelto con proprietà antibatteriche in quelle situazioni in cui si ritiene necessario associare all'azione detergente un’attività antibatterica naturale, come nel periodo del ciclo mestruale, post partum, in viaggio o in palestra. 

Un buon detergente intimo con proprietà antibatteriche dovrebbe avere un pH 3.5 al fine di rispettare la flora batterica senza alterarla. L’antibatterico intimo va utilizzato, come detto poc'anzi, durante il ciclo mestruale, nel post-partum, quando si frequentano piscine o palestre; tuttavia, se ne consiglia un uso limitato a brevi periodi.

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