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Linfociti

Linfociti
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Globluli bianchi: generalità

I globuli bianchi, detti anche leucociti, svolgono una funzione fondamentale per il sistema immunitario dell'organismo. Queste cellule, infatti, aiutano a contrastare le infezioni attaccando batteri, virus e germi che invadono l'organismo. I globuli bianchi, come anche i globuli rossi, hanno origine nel midollo osseo, ma circolano in tutto l'organismo attraverso il flusso sanguigno.

Ci sono 5 tipi diversi di globuli bianchi:

  1. Basofili
  2. Eosinofili
  3. Monociti
  4. Neutrofili
  5. Linfociti

Che cosa sono

I linfociti sono un sottotipo di globuli bianchi e costituiscono il 20-40% di tutti i leucociti presenti nel corpo umano.

Hanno il compito di distruggere, insieme ai monociti e agli altri gruppi di globuli bianchi, i germi e altre sostanze estranee al corpo.

I globuli bianchi, infatti, sono utilizzati dal sistema immunitario per combattere gli agenti patogeni, esterni o interni, che possono attaccare l'organismo, provocando delle infezioni.

A cosa servono

I linfociti rivestono un importante ruolo per la funzionalità del sistema immunitario, poiché sono in grado di combattere selettivamente ogni diverso antigene che aggredisce l'organismo. Si trovano nel sangue circolante, negli organi linfoidi (milza, linfonodi, timo) e nel tessuto connettivo lasso, dove possono migrare in grande numero in caso di necessità.

I linfociti, direttamente o attraverso cellule da essi derivate, svolgono un'importantissima funzione nei meccanismi di difesa generale dell'organismo, nel senso che sono cellule in grado di far scattare le strategie stesse di difesa e di stimolare la produzione di anticorpi.

Anatomia

Morfologicamente, i linfociti si distinguono per le piccole dimensioni. Presentano un nucleo arrotondato e ovale, e un citoplasma poco abbondante e povero di granulazioni.

Possono essere distinti in piccoli, medi e gradi, a seconda del loro diametro; le tre varietà di linfociti si ricollegano l'una all'altra attraverso un'infinità di forme intermedie. In particolari condizioni, poi, i piccoli linfociti possono trasformarsi in grandi linfociti, riacquistando la capacità di dividersi, come grandi linfociti.

I più tipici sono i piccoli linfociti, perchè caratterizzati da un evidente nucleo tondeggiante o reniforme, circondato da un sottilissimo alone citoplasmatico, il più delle volte scarsamente visibile. La durata vitale di queste cellule è molto varia, da 24 ore a molti anni.

Tipi

Si possono distinguere tre diversi tipi di linfociti:

  1. linfociti B: responsabili dell'immunità umorale anticorpale;
  2. linfociti T: responsabili dell'immunità cellulo mediata;
  3. linfociti NK: intervengono nella risposta immunitaria precoce.

Cosa sono i linfociti T

I linfociti T (o cellule T) sono un gruppo specifico di leucociti appartenenti alla famiglia dei linfociti. Il loro nome deriva dall'esistenza di uno specifico recettore presente sulla loro superficie, chiamato recettore delle cellule T (T cell receptor, TCR). I linfociti T vengono prodotti nel midollo osseo (così come i linfociti B) e successivamente migrano nel timo, dove arrivano a maturazione.

I piccoli linfociti del timo, continuamente immessi nel sangue, avrebbero una durata media estremamente breve, di uno o due giorni, e per questo sono chiamati piccoli linfociti a vita breve; se però incontrano un antigene, una sostanza cioè estranea all'organismo e per esso nociva, verranno stimolati a diventare grandi linfociti e quindi plasmacellule, le quali secernerebbero l'anticorpo specifico, inattivando così l'antigene.

I grandi linfociti così derivati andrebbero incontro a mitosi, dando origine a una popolazione di linfociti, ciascuna dei quali ha in sé la memoria dell'antigene che ne ha stimolato la formazione, permettendo una rapidissima risposta nel caso di un secondo contatto con l'antigene. Questi sono i linfociti a vita lunga o cellule memoria, che si localizzerebbero poi nei linfonodi e nella milza. 

I linfociti T sono cellule immunocompetenti, responsabili di una risposta immunitaria ritardata (come ad esempio si ha nella tubercolosi) e portatori pertanto di anticorpi sessili.

Questi sono responsabili dell'immunità cellulo-mediata, ovvero della protezione dalle infezioni a opera dei microbi intracellulari, come virus e alcuni batteri. Si distinguono quattro sottopopolazioni di linfociti T:

  1. Linfociti T citotossici
  2. Linfociti T helper
  3. Linfociti T suppressor
  4. Linfociti T DHT

Cosa sono i linfociti B

I linfociti B si occupano dell'immunità specifica mediante la produzione di immunoglobuline (anticorpi). Vengono istruiti nelle tonsille palatine e nelle formazioni linfatiche intestinali, responsabili, invece, della produzione di anticorpi nei fenomeni di ipersensibilità immediata.

La loro funzione principale è quella di produrre anticorpi contro uno specifico antigene. I linfociti B sono cellule che, in seguito a stimolazione, sono in grado di proliferare e trasformarsi in plasmacellule, capaci di produrre anticorpi in quantità elevate. Le immunoglobuline, quindi, si legano alla cellula bersaglio, segnalandola come ostile e provocando l'intervento di altre cellule deputate all'eliminazione dell’agente patogeno intruso.

Una volta sconfitto l'antigene, rimane una piccola popolazione di cellule della memoria, che va a costituire la memoria immunologica, pronta a rispondere a un’eventuale riesposizione al medesimo antigene.

Esistono 3 tipi di linfociti B:

  1. Linfociti B-1.
  2. Linfociti B della zona marginale: presenti nella zona marginale della milza.
  3. Linfociti B follicolari o ricircolanti: questo tipo di linfociti (nel corso della maturazione) può portare alla proliferazione di plasmacellule o linfociti della memoria.

Quando consultare il medico

Un numero elevato di linfociti si riscontra quando il medico prescrive degli esami di laboratorio e indica una condizione patologica già in atto. 

La conta dei linfociti, insieme a quella dei neutrofili (alti o bassi) e i risultati di altri esami diagnostici possono aiutare il medico a fare una diagnosi più accurata per controllare le condizioni di salute del paziente.
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