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Eosinofili (alti e bassi)

Eosinofili (alti e bassi)
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Cosa sono gli eosinofili?

I globuli bianchi sono costituiti da linfociti, monociti e granulociti; questi, ultimi che hanno caratteristici granuli al loro interno, si suddividono in neutrofili, basofili ed eosinofili.

Gli eosinofili rappresentano una tipologia di globuli bianchi che svolge importanti funzioni di difesa dell’organismo.

I globuli bianchi, anche detti leucociti, sono una componente essenziale del sistema immunitario del nostro corpo, proteggendolo da virus e batteri. Si distinguono le 5 tipologie sopra indicate di globuli bianchi, tutti prodotti dal midollo osseo.

Grazie ad un semplice esame del sangue (emocromo), è possibile ottenere informazioni sulla componente corpuscolare del sangue: globuli rossi, piastrine e globuli bianchi. Tuttavia, se si intende stabilire la percentuale delle diverse tipologie di globuli bianchi, è necessario procedere con un altro tipo di esame, noto come formula leucocitaria.

In condizioni fisiologiche, fornisce i seguenti risultati:

  • granulociti neutrofili (40-75%);
  • linfociti (20-50%);
  • monociti o macrofagi (2-8%);
  • granulociti eosinofili (1-6%);
  • granulociti basofili (0,1-2%).

In genere, i globuli bianchi hanno una vita che varia dalle poche ore ai 12 giorni, per poi essere rimpiazzati da nuove cellule. La quantità e il tipo di globuli bianchi presenti all’interno del corpo forniscono indicazioni al medico circa lo stato di salute di un paziente. Gli elevati livelli di globuli bianchi sono solitamente associati ad infezioni in corso o ad una qualche patologia.

Nell’ambito dei globuli bianchi, gli eosinofili si distinguono per la loro capacità di distruggere agenti patogeni come virus e batteri che cercano di infettare il corpo. Gli eosinofili inoltre sono responsabili della risposta infiammatoria, soprattutto in caso di allergie.

Presentano un nucleo segmentato ed un citoplasma contenente numerosi granuli che si colorano elettivamente con coloranti acidi (eosina), da cui il nome di granulocito eosinofilo. Hanno proprietà fagocitarie e sono dotati di movimento ameboide, riuscendo così a migrare in quelle sedi dove devono svolgere la loro funzione specifica.

Dove si originano gli eosinofili?

Gli eosinofili vengono originati nel midollo osseo, dove rimangono e maturano per 8-10 giorni. Passano poi nel sangue e da lì, nel giro di 8-12 ore, nei tessuti, dove rimangono alcuni giorni senza più rientrare in circolo.

A cosa servono gli eosinofili?

Gli eosinofili costituiscono l'1-4% circa dei leucociti. Di solito, sono più concentrati in tessuti esposti ad agenti ambientali, come:

  • Tratto digerente
  • Polmoni
  • Epiteli genito-urinari
  • Tessuto connettivo cutaneo

Queste cellule sono molto importanti nelle reazioni infiammatorie ed allergiche, perché rilasciano sostanze ossidanti ed enzimi tossici che contribuiscono al processo flogistico e al danno tissutale. Oltre a favorire le risposte infiammatorie, gli eosinofili hanno anche azione regolatoria.

Perché è importante la conta degli eosinofili?

Il medico può decidere di procedere con una conta degli eosinofili quando i risultati mostrati dalla formula leucocitaria evidenziano delle anomalie. A questo punto, è compito del medico stabilire se le oscillazioni delle diverse tipologie di globuli bianchi siano trascurabili oppure vadano approfondite. Può infatti accadere di registrare livelli di neutrofili alti o bassi o delle altre tipologie di globuli bianchi senza che si notino sintomi particolari.

Nel caso degli eosinofili, il medico può consigliare di eseguirne la conta per confermare una diagnosi, come ad esempio:

  • Forte reazione allergica
  • Fasi iniziali della sindrome di Cushing, causata da un’eccessiva produzione di cortisolo
  • Malattie parassitarie.

Come si interpretano i valori degli eosinofili?

I range sierologici di riferimento degli eosinofili sono i seguenti:

  • Eosinofili nel sangue: 1-4% (questo range può variare leggermente da laboratorio a laboratorio).
  • Conteggio ematico deglii eosinofili (in assoluto): 30-350. La percentuale di eosinofili viene moltiplicata per il numero di globuli bianchi per dare il conteggio assoluto degli eosinofili

L'aumento della conta degli eosinofili (eosinofilia) può verificarsi in molti stati patologici, incluso, ma non limitato, alle seguenti condizioni:

  • Allergie
  • Disturbi dermatologici
  • Infezioni parassitarie
  • Infezioni batteriche
  • Disturbi mieloproliferativi e altre neoplasie
  • Malattie vascolari
  • Effetti collaterali dei farmaci

Le malattie associate agli eosinofili si verificano in tutti gli organi epiteliali, inclusi il tratto gastrointestinale, il tratto urinario, le vie respiratorie superiori e inferiori, la pelle e il cuore.

Un conteggio assoluto di eosinofili maggiore o uguale a 5x109/L indica ipereosinofilia.

Una biopsia esofagea che dimostra più di 20 eosinofili epiteliali per campo ad alta potenza indica esofagite eosinofila.

La vasculite eosinofila è indicata dalla colorazione angiocentrica della proteina base eosinofila.

Qual è la causa degli eosinofili alti?

Il numero di eosinofili nel sangue dipende da diversi aspetti come:

  • Età
  • Ora del giorno
  • Esercizio fisico
  • Stimoli ambientali
  • Esposizione allergenica

L’aumento degli eosinofili causa un massivo rilascio delle loro sostanze citotossiche che può produrre danni e stati di sofferenza tissutale. L'eosinofilia può dipendere da:

I medici parlano di eosinofilia tutte le volte che la concentrazione di eosinofili nel sangue supera i 450/500 per mm cubo.

Quali sono le conseguenze di un alto livello di eosinofili?

L'eosinofilia è una condizione caratterizzata dalla presenza nel sangue di leucociti eosinofii in quantità superiori alla norma (1-4%). L'eosinofilia può presentarsi in forma familiare, costituzionale ed ereditaria ed è in tal caso presente in svariati membri dello stesso ceppo familiare che pure sono esenti da qualsiasi manifestazione morbosa.

In questi casi, oltre all'aumento dei leucociti eosinofili, si riscontra un'ipersegmentazione del loro nucleo e le cellule presentano dimensioni inferiori alla norma.

Eosinofilia più o meno cospicua è presente inoltre in diverse malattie parassitarie (echinococcosi, teniasi, ossiuriasi, anchilostomiasi), nelle malattie allergiche (asma e raffreddore da pollini, orticaria), in alcune malattie infettive (scarlattina, eritema multiforme, lebbra), nella leucemia mieloide cronica, nel linfogranuloma maligno.

Come trattare un'eosinofilia?

La maggior parte dei casi di eosinofilia secondaria viene trattata sulla base delle cause sottostanti. Disturbi allergici e del tessuto connettivo possono essere suscettibili al trattamento con corticosteroidi. Le infezioni parassitarie e fungine possono essere aggravate dall'uso di steroidi.

Nei pazienti con eosinofilia primaria senza coinvolgimento di organi, non è necessario alcun trattamento. La funzione cardiaca deve essere valutata a intervalli regolari, poiché l'eosinofilia periferica non è necessariamente correlata al coinvolgimento di organi. La responsività dello steroide deve essere valutata.

Le scelte per il trattamento sistemico di eosinofilia primaria con coinvolgimento di organi includono inizialmente corticosteroidi e interferone per la malattia resistente agli steroidi.

Nei casi refrattari, sono in fase di studio molte combinazioni sperimentali di agenti chemioterapici e anticorpi monoclonali. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche allogeniche non mieloablative può anche essere preso in considerazione nei casi refrattari ai farmaci.

Qual è la causa degli eosinofili bassi?

Se in seguito all’esame si registrano livelli di eosinofili piuttosto bassi, non bisogna preoccuparsi eccessivamente. Si tratta infatti di una situazione piuttosto comune, che non si associa direttamente a condizioni gravi.

Le possibili cause di bassi livelli di eosinifili includono:

  • Intossicazione da abuso di alcol
  • Eccessiva produzione di cortisolo
  • Infezioni nel torrente circolatorio (sepsi)
  • Sindrome di Cushing

Sebbene la condizione caratterizzata da bassi livelli di eosinofili sia considerata meno preoccupante dell’eosinofilia, può essere utile confrontare i livelli degli eosinofili con quelli relativi alle altre tipologie di globuli bianchi alla ricerca di eventuali anomalie che potrebbero essere associate a condizioni più gravi.

Come ci si prepara per la conta degli eosinofili?

Per questo tipo di esame, non è necessario una qualche preparazione particolare. E’ importante informare il proprio medico dell’eventuale assunzione di farmaci anti-coagulanti.

I farmaci che potrebbero causare un aumento spropositato del numero degli eosinofili sono:

E’ importante riferire al medico l’assunzione dei suddetti farmaci prima di procedere con la conta degli eosinofili.

Eosinofili alti e bassi in gravidanza

Durante la gravidanza, la futura mamma dovrà effettuare molto spesso le analisi del sangue, per controllare la propria salute e quella del bambino. 

Se è presente un alto livello di eosinofili, potrebbe essere in atto una toxoplasmosi, una malattia molto grave se presa in gravidanza, perchè potrebbe danneggiare il feto e causare anche un aborto spontaneo o la morte in grembo del bambino. Con un esame del sangue, si può capire se la donna è affetta da questa malattia infettiva e curarla per tempo.

Oltre alla toxoplasmosi, un alto livello di eosinofili potrebbe indicare un'allergia agli acari o la febbre da fieno. Il consiglio per la mamma è quello di limitare il più possibile l'assunzione di antistaminici e provare con i rimedi naturali, come il Ribes nigrum.

Nel caso in cui il numero degli eosinofili dovesse essere basso, non ci sono grandi preoccupazioni, è normale che accada e non ha nessuna conseguenza nefasta: durante la gravidanza il sistema immunitario abbassa un po' le difese.

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